Investire sul futuro

_56606858_mobphNuovo trasloco, nuove buste piene di vestiti o libri per le charity. Ogni volta passeggio per l’High Street della mia città e guardo le varie charity -Oxfam, Cancer Research, Heart Research ecc. – e come al supermercato decido quale scegliere. E ogni volta è un dilemma: è meglio donare alla ricerca scientifica per un bene che arriverà in futuro per tutti o donare per sconfiggere la povertà o la fame per chi ora soffre? E’ un dilemma che riguarda la “time preference” [*] e non è di facile soluzione perché da una parte abbiamo una decisione emotiva, dall’altra una razionale. Ma anche quest’anno ho deciso per quella razionale: la ricerca sul cancro. Perché? Per vari motivi:

1) il cancro è una malattia che colpisce tutti indistintamente dal colore della pelle, classe sociale o continente di provenienza;

2) ma soprattutto perché combattere il cancro significa rendere la vita in Occidente migliore e questo di conseguenza rende la vita migliore nel resto del mondo.

Questo punto ha bisogno di una spiegazione più lunga soprattutto per chi pensa -e purtroppo son molti- che i problemi del terzo mondo siano causati dall’Occidente. E’ un tema caldo quindi non mi aspetto reazioni tenere nei miei confronti.

Negli ultimi anni si è visto come tutti i beni di consumo più in voga in Occidente come le automobili, il telefonino, il computer e internet siano diventati sempre meno costosi e alla portata di tutti. E ora addirittura così universali ed economici che chiunque in Africa, India o Cina può permettersi un telefonino o un computer. Questi strumenti stanno diventando molto utili in molte parti del mondo non solo per comunicare ma anche per commerciare, scambiarsi informazioni e istruzione. L’Africa è il mercato di telefonia mobile che cresce più velocemente al mondo con 735 milioni di telefonini funzionanti; e di conseguenza questo sta creando il boom economico più grande che l’Africa abbia mai avuto. In Occidente ci sono sempre loschi figuri che si aggirano tra i salotti bene a dirci ogni volta che un nuovo strumento costoso entra nel mercato che “è uno strumento per ricchi”. Ma ogni volta questi ominicchi vengono zittiti dal mercato che inesorabilmente rende tutti i prodotti sempre più economici fino a diventare di massa. Disponibili per tutti, economici. Cosa c’è di meglio per l’emancipazione delle classi più povere?

Il punto a cui voglio arrivare è questo: se la società occidentale è riuscita a creare uno strumento tanto complesso quanto utile come il telefonino è perché le condizioni di vita in Occidente sono ottime in termini di sanità, istruzione e economia. Se l’ Occidente non avesse investito sulla ricerca scientifica, sulle nuove tecnologie e sull’istruzione né l’Occidente né  il resto del mondo avrebbero avuto i frutti di questo successo.

Significa che se investiamo sulla ricerca scientifica pensando al futuro invece che investire sull’immediato facendoci trascinare dalle emozioni potremo costruire un futuro migliore per tutti. Per noi e di conseguenza per chi è meno fortunato di noi. La ricerca scientifica e il mercato sono i veri liberatori dell’umanità. Nessuna politica statale, nessun investimento a pioggia ai paesi poveri potrà salvare tante vite quanto questi due strumenti messi assieme. Come diceva un mio amico etiope “è meglio insegnare ai bambini [etiopi] un mestiere piuttosto che regalargli qualcosa.”

Ciò non significa ovviamente che non si debbano aiutare le persone anche ora nell’immediato ma nel mio piccolo -consapevole che invece la maggior parte delle persone fa una scelta di high time preference [*] – vorrei dare un contributo per il futuro più remoto.

[*] Low Time preference è un modo di investire le risorse per il futuro piuttosto che utilizzare le risorse ora (high time preference). Secondo Hans Hermann Hoppe è alla base della civiltà umana. Chi utilizza le risorse nel presente senza investire sul futuro è destinato a perire e a vivere nella povertà.

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6 commenti

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6 risposte a “Investire sul futuro

  1. Snem

    Mi piace come sei riuscito ad infilare il “mercato” nelle conclusioni del tuo ragionamento

  2. Sarcastico come sempre 😉 eppure in questo discorso più che mai è proprio il libero scambio tra individui che crea benessere, abbassa i prezzi e fa andare avanti il progrtesso. Ciò che 60 anni di aiuti uanitari a pioggia non sono riusciti a fare sono riuscti appena 5 anni di telefonia mobile a farlo.

  3. Interessante prospettiva telefonica…

  4. Sono d’accordissimo con te che gli aiuti umanitari a pioggia non servono a niente, questo ormai è dimostrato in maniera abbastanza lampante. Sulle organizzazioni mediche che operano sul territorio ho molti dubbi, penso che facciano del bene però mai, e qui ancora sono d’accordo con te, come l’innovazione e il passaggio di informazioni.

    Però il tuo post prefigura un po’ quel mito dei “bicchieri traboccanti”, per cui se i ricchi sono liberi di perseguire il proprio interesse tutti ne hanno vantaggio. Ecco, io credo che questo non sia mai stato dimostrato. Per quanto riguarda i rapporti tra primo e terzo mondo c’è un grosso dubbio: è vero che i paesi del terzo mondo sono avvantaggiati dai liberi scambi, o invece è vero che i paesi emergenti hano bisogno, per un limitato periodo di tempo, di politiche protezioniste per agevolare l’industrializzazione? E’ una domanda a cui non ho risposta (inevitabilmente, visto che sono laureato in medicina e fior fior di economisti litigano in merito da decenni).

  5. “Ecco, io credo che questo non sia mai stato dimostrato.”

    Il fatto che la medicina e la tecnologia occidentali ora siano a tutto uso e vantaggio di miliardi di cinesi, indiani e in molti paesi africani non è una dimostrazione?

    “Per quanto riguarda i rapporti tra primo e terzo mondo c’è un grosso dubbio: è vero che i paesi del terzo mondo sono avvantaggiati dai liberi scambi, o invece è vero che i paesi emergenti hano bisogno, per un limitato periodo di tempo, di politiche protezioniste per agevolare l’industrializzazione?”

    Guarda quello che sta succedendo in Africa al giorno d’oggi. Centinaia di anni di colonialismo e 50 anni di postcolonialismo con aiuti a pioggia hanno portato solo a povertà, genocidi di massa e malattie. Ora che i cinesi commerciano con i paesi africani alla pari – la Cina costruisce infrastrutture e vendi propri prodotti a basso costo, i paesi africani vendono materie prime- l’economia africana sta esplodendo. Paradossalmente è stata la pseudo-comunista Cina a portare il mercato in Africa!

  6. Kirbmarc

    Il protezionismo del Primo Mondo (dazi sulle merci africane, politiche antidelocalizzazione, guerre per favorire gli interessi dei “cronies”) é uno degli elementi che ha frenato lo sviluppo del Terzo.

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