Denunciare gli animalisti per maltrattamento animali? Non ha prezzo

946501_572682889439499_596860207_nPer anni una delle mansioni da gavetta di noi ricercatori non ancora laureati era quella di scendere in stabulario, trasferire i ratti dalle gabbie sporche a quelle pulite. Riempire le nuove appena sterilizzate di truccioli, dare nuovo cibo e acqua. Separare i maschi dalle femmine, selezionarli per l’accoppiamento, separare i maschi troppo violenti ecc. Insomma dovevamo fare tutto il possibile per rendere la vita di questi animali meno stressante possibile. Igiene e sovraffollamento erano le preoccupazioni principali. E facevamo questo perfino durante le vacanze di Natale o di Pasqua.

Mi ricordo come se fosse oggi quanto invece i topi puzzassero. I ratti se tenuti in buone condizioni igieniche (come lo sono nei laboratori) non puzzano per niente. Ma i topi: non importa che gli cambiate la gabbia ogni giorno, sterilizziate tutto e cambiate cibo, acqua e i truccioli, basta che facciano una sola pipì e l’intera stanza puzzerà.

Ed è proprio quello che hanno scoperto a loro spese gli animalisti che hanno “liberato” i topi da un laboratorio di Milano. Vi ricordate?

A quanto pare gli animalisti trattano i topi peggio che in laboratorio, molto peggio. Decine dentro scatoloni e gabbiette improvvisate, nessuna pulizia delle gabbie e ricambio dei truccioli, nessun controllo della temperatura, risse continue tra maschi, maschi e femmine mischiati tanto che stanno già proliferando come… topi. Le immagini che potete vedere qua sarebbero bastate alle autorità per far chiudere qualsiasi laboratorio di ricerca per maltrattamento degli animali. I ricercatori sarebbero stati denunciati e la loro carriera finita.

Dicevo, pare che l’abbiano imparato a loro spese e ora ne stiano pagando le conseguenze ma dentro a casa loro. Mi immagino gli odori in estate in una casa di Milano, gli animali sovraffollati che boccheggiano per l’aria, arriveranno poi le malattie non solo per il sovraffollamento e la totale mancanza di igiene ma soprattutto per le ferite che i maschi si infieriscono in spazi così angusti. Non siete mai stati morsi da un ratto o da un topo? Ah, vi siete persi certe lame affilate! Pensate nella carne di un altro ratto o topo magari con la ferita esposta nelle sue feci mai state pulite dalla gabbia, temperatura intorno ai 30 gradi e puff il gioco è fatto: infezione, pus, febbre, dolore. Se non te ne accorgi in tempo sono guai. Ti ritrovi un cadavere nella colonia dentro una scatola sovraffollata e chissà cosa ne viene fuori. Si riscontrano anche casi di cannibalismo che vi credete. A quel punto cosa fa l’animalista? Antibiotici non è possibile perché sono stati testati su altri animali. Abbatterlo perché sta soffrendo? Giammai!

Chissà che alla fine gli animalisti non si scarichino da internet il manuale del buon stabularista e seguano le stesse procedure dei laboratori di ricerca. Altrimenti li si potrebbe denunciare per maltrattamento degli animali? O fa troppo ridere?

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8 commenti

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8 risposte a “Denunciare gli animalisti per maltrattamento animali? Non ha prezzo

  1. Kirbmarc

    Gli animalisti selvaggi spesso sanno ben poco degli animali che vorrebbero “salvare”.

  2. ScienSte

    Ci sono già gli estremi per una denuncia. Procedete per cortesia.

  3. Giovanni G.

    Secondo me quelli sono topi vivisezionisti, vedrete che alla fine i topi antispecisti creeranno una società perfetta, con controllo delle nascite, elevato grado di pulizia, ecc….

    😀 😀 😀

  4. Anna

    Quelli non sono animalisti. O comunque animalisti improvvisati. Non capisco perché ogni scusa è buona per offendere gli animalisti come categoria di persone… non sono (siamo) tutti così, grazie e arrivederci

  5. Wilan

    Anna, allora dovreste essere voi per primi a lamentarvi di questi “individui”, o comunque esponenti animalisti, che saranno pure una minoranza come lasci intende, ma è decisamente rumorosa.
    Rispetto e cure per gli altri esseri viventi? Quì ce n’è parecchia di gente che la pensa così, nei limiti della ragione, a cominciare dai veterinari e aspiranti tali. Ma gli elementi di cui si parla qui sono di solito dei pazzi esaltati che compiono le loro azioni nel nome degli animalisti.
    E se veramente ci sono animalisti seri e ragionevoli, bisogna dire che non hanno detto praticamente NIENTE per dissociarsi da questi elementi marci. Cosa dobbiamo pensare? Che forse sotto sotto le loro azioni spettacolari sono anche tollerate e ben volute.

  6. Andrea

    Anna, purtroppo quelli SONO animalisti. Se fossero provvisti di buon senso, non lo sarebbero. L’amore per gli animali puciosi non è animalismo. QUESTO e’ animalismo.

  7. Donato

    Ci sono animalisti ed animalisti. Molti si confondono nella massa di animalisti, pur non capendo un cazzo di animali. E’ come una moda, si afferma, si sono “animalista”. Molti non ne conoscono nemmeno il significato, si aggregano a quelli veri e combinano solo casini. Alla fine invece di creare benessere agli animali, li fanno soffrire ancora di più. Prima di entrar a far parte della categoria degli animalisti, bisognerebbe fare un corso sul benessere animale, non improvvisarsi tali…

  8. Gian Paolo

    @Anna: Tanto per cominciare di usare termini come vivisezione (pratica illegale in tutto il territorio europeo) per ricercare larghi consensi e date lo stesso rispetto che chiedete (il noi e voi è una generalizzazione dialettica che non apprezzo ma necessaria).
    Fatto questo possiamo metterci attorno ad un tavolo a discuterne civilmente per trovare una soluzione e ti assicuro che anche i pro sperimentazione, come me, non vedono l’ora di trovare un alternativa.