“Ah che bello il tuo nuovo taglio di capelli!”

E_ParisHiltonShopping_325Come biologo mi è difficile non pensare al comportamento umano come a qualcosa di unico o alieno nel mondo animale. Gli esseri umani sono mammiferi e come tali si comportano. Eppure ci sono alcuni comportamenti umani che non riesco ad inquadrare bene. Prendiamo la seduzione femminile per esempio. Non solo gli esseri umani sono uno dei pochi animali in cui è la femmina ad essere più appariscente del maschio (in genere è il contrario) ma è il modo con cui lo fa che mi ha sempre interessato. Ho sempre pensato, come la maggior parte degli etologi credo, che la seduzione femminile umana fosse simile a quella del maschio del pavone. Niente coda ovviamente ma un armamentario di tutto rispetto più la possibilità di sfoggiare vestiti, gingilli vari e trucchi. Ebbene per anni ho sempre guardato a questo comportamento appariscente come ad un equivalente del pavone: il maschio mostra la coda, i colori, la sua forza e bellezza per attrarre le femmine. Le femmine poi sceglieranno quello più appariscente. Selezione sessuale classica. Per le donne sembrerebbe lo stesso, eppure c’è una componente che secondo me cambia le carte in tavola. Siamo veramente sicuri che le femmine umane si vestano bene e si trucchino per attrarre il maschio? Una serie di esperienze empiriche dirette mi fa pensare che al contrario le femmine sono appariscenti non per attrarre il maschio, o perlomeno non solo!, ma principalmente per competere con le altre femmine.

Avete mai visto una nuova femmina umana vestita di tutto punto entrare in un gruppo di femmine umane con altri maschi? Avete presente lo sguardo furioso delle altre femmine, le fiamme sul loro viso e le saette uscire dagli occhi e i commenti spesso non tanto velati del tipo “ma guarda questa zoccola!”? Quello che la femmina umana fa continuamente è scannerizzare dalla mattina alla sera le altre femmine. Controlla vestiti, gioielli, trucco, pettinature, comportamento. E non le sfugge nulla. Osserva, compara, valuta. Ogni giorno è una sfida, a lavoro, per strada, al ristorante. E la loro ossessiva-compulsiva passione per lo shopping non è altro che una forma di competizione per avere l’ultimo vestito alla moda. Spesso non è neppure importante che il vestito o l’oggetto da indossare abbiano un messaggio sessuale per i maschi, anzi a volte è proprio il contrario come succede con le scarpe a zeppa, le ballerine, le infradito, gli stivali pelosi, gli occhiali giganti da vespa, i pinocchietti e tutti quegli oggetti orribili che le donne usano in massa. I maschi non hanno alcun interesse in questi oggetti (a meno che non risaltino quello che c’è sotto il vestito). Dimostrazione è il fatto che la maggior parte dei maschi è indifferente ai recenti acquisti femminili. O quando la femmina torna dalla parrucchiera non si rende conto del cambiamento che è avvenuto. Mentre tutte le altre femmine immediatamente commentano l’ultima pettinatura dell’amica (sempreSale-Shopping positivamente per carità, per poi parlarne male alle spalle). Inoltre se fosse vero il contrario, ovvero che gli uomini sono interessati a quanto le donne sono fashion, comprerebbero ogni settimana Grazie, Donna Moderna, Amica, Elle ecc. Cosa che invece fanno SOLO le donne. Infatti da un pavone femmina ci aspetteremmo un comportamento simile: cioè le pavone andrebbero a comprare periodici dove ci sono foto di pavoni maschi. Così non accade nella specie umana dove invece le femmine guardano solo a se stesse e gli uomini al massimo comprano giornali dove le donne indossano… nulla!

Dicevo quindi che le femmine spesso usano degli oggetti o si acconciano in una certa maniera senza alcuna correlazione con la sessualità o attrazione per i maschi. Semplicemente lo fanno perché devono competere con le altre femmine.

La mia teoria è questa: la femmina umana non ha alcun interesse ad apparire appariscente con i vestiti, trucchi e gingilli per il maschio ma lo fa solo per o contro le altre femmine.

Per confermare questa mia teoria facciamo un esperimento mentale: pensate ad una donna da sola insieme ad altri uomini in un’isola deserta senza alcuna competizione femminile. Secondo voi dopo quanti giorni smetterà di truccarsi, poi di curarsi i capelli e di cercare dei bei vestiti? Che interesse avrebbe a farsi una nuova acconciatura o a comprarsi una nuova borsetta se i maschi  non apprezzano il cambiamento o addirittura non si rendono conto che c’è stato un cambiamento? Una volta che manca la sfida con le altre femmine non ha più alcun senso acconciarsi in un certo modo.

La competizione femminile nella specie umana si è così dissociata dalla sua funzione primaria, ovvero la seduzione maschile, che ha preso una inaspettata e curiosa strada: la competizione femminile di per se stessa. E questo è accaduto ad un certo punto della nostra storia, forse con l’invenzione dei vestiti… o della parrucchiera.

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10 commenti

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10 risposte a ““Ah che bello il tuo nuovo taglio di capelli!”

  1. Totentanz

    Ho la prova a favore della tua teoria.
    Per un anno nel mio ufficio eravamo tutti uomini e una sola donna, la quale si conciava in maniera che per eufemismo definirò “sgraziata”. Poi fu assunta una giapponese fashion victim griffatissima dalla testa ai piedi, e dopo di lei altre due donne. Quella che per un anno era stata da sola tra gli uomini e si era sempre vestita coi primi stracci che raccattava la mattina, d’improvviso è diventata anche lei fashion victim e non si é più vista senza un make up impeccabile.
    Ho pensato spesso a questo fenomeno a cui ho assistito e ne ho elaborato una teoria del tutto simile alla tua.

  2. Si chiama competizione intraspecifica.

    C’era una vecchia barzelletta, due escursionisti che, dall’altra parte della valle, vedono un orso che corre verso di loro. Uno dei due comincia a scappare, l’altro si ferma, tira fuori le scarpe da ginnastica dallo zaino e se le mette. Il primo si volta e, sorpreso, dice: “Ma credi di correre piu’ veloce dell’orso, con quelle?” “No”, risponde l’altro, “e neppure mi serve. Mi basta di correre piu’ veloce di te”.

    http://www.lorologiaiomiope.com/le-specie-egoiste/

    http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:Gm1W0uzMy1MJ:www.lorologiaiomiope.com/le-specie-egoiste/+&cd=1&hl=en&ct=clnk&lr=lang_en%7Clang_it

  3. Confermo quello che dice Totentanz.
    In ufficio c’erano dapprima due donne, una vecchia e racchia e una giovane e carina. Quella vecchia, probabilmente per ragioni anagrafiche, non si curava minimamente e la giovane, parimenti, trascurava del tutto il proprio aspetto e la propria femminilità: jeans e scarpe da ginnastica o ballerine, poco trucco, occhiali a lenti spesse e capelli spettinati.
    Un giorno arriva un’altra giovane carina, questa usualmente in minigonna inguinale e scarpe tacco dodici.
    Immediatamente, addirittura il giorno successivo, anche l’altra, dopo tre anni di perfetta muffagine, si presenta pure lei in minigonna inguinale e tacco dodici, nonché lenti a contatto.

  4. Una donna che non ha rivali perché, per esempio, è l’unica donna presente in un data circostanza, non ha bisogno di curarsi troppo, è solo quando arriva la concorrenza che corre ai ripari, sentendo la necessità di non essere da meno. Ciò non toglie che sia possibile per una donna sentirsi rivale di un’altra, senza far riferimento coscientemente ad un uomo, il meccanismo psicologico rimarrebbe intatto, anche là dove non fossero presenti uomini. Ma ciò non dimostra che il loro comportamento sia divenuto indipendente dalla conquista del maschio, perché in realtà lo scopo prossimo o remoto (a seconda delle circostanze) è sempre lo stesso.
    Non direi, poi, che gli uomini siano così indifferenti a come si conciano le donne, dipende se riescono, nel curare il loro aspetto, ad evidenziare i loro punti forti e a nascondere al meglio eventuali difetti estetici.
    Di solito non noto il cambiamento di look, per fare un esempio che mi rigurada, quando non mi piace o mi risulta indifferente.
    Saluti

  5. Al

    Beh, anche altri mammiferi, come i gatti, cervi etc… sono un po’ così. Loro non devono sedurre (la femmina, in questo caso), bensì “lottare” fra di loro. Alla fine chi vince ottiene il diritto all’accesso all’alcova femminile.

  6. Luca

    e i maschi? non competono fra di loro? e nel momento in cui iniziano a gradire la minigonna inguinale di una donna non lo fanno a scapito di un’altra …pensa a quando cedono il posto sull’autobus alla bona di turno o a quando in un bar raccolgono le ordinazioni delle ragazze più appariscenti lasciando le altre ad aspettare …succede fin troppo spesso. E comunque, anche i maschi lottano fra di loro per la conquista della femmina, sebbene in una forma molto più ipocrita…

  7. Per Mjelnas

    Sì competizione intraspecifica come in tutti gli altri mammiferi, vertebrati, invertebrati ecc. E questo è normale. Ma il mio punto è un altro: ad un certo punto della nostra evoluzione culturale- come dico alla fine forse con l’invenzione dei vestiti, dei gioielli ecc. – si è passati da una competizione per una risorsa, il maschio, ad una competizione fine a se stessa. I maschi del leone competono tra di loro ma per un obiettivo specifico: territorio e harem di femmine. Pavone compete con gli altri maschi per attrarre le femmine. Qui ci troviamo ad una competizione senza fine.

    Per Luca

    Come sopra.

  8. Kirbmarc

    C’e’ anche un fattore non indifferente di competizione per lo status sociale. Gli esserei umani hanno formato societa’ e microsocieta’ complesse, nelle quali chi sfoggia ricchezza riceve potere mentre chi sembra povero rimane al palo.

    Una donna vestita all’ultima moda, cosi’ come un uomo con un’auto di grossa cilindrata, segnalano ai loro pari di essere un “vincente”, qualcuno che ha potere sociale. In pratica la selezione sessuale c’entra relativamente con la moda, che e’ piu’ simile alle esibizioni di dominanza ( ad esempio la classica “orinazione di dominanza” nei cani.)

    Le regole poi cambiano a seconda della microsocieta’ in cui vivi. Per esempio in ambito accademico c’e’ una competizione feroce per il numero di pubblicazioni (in quasi tutto il mondo) e per i titoli (in Italia! 🙂 )

  9. In pratica la selezione sessuale c’entra relativamente con la moda, che e’ piu’ simile alle esibizioni di dominanza

    Ma perché? E’ sempre una relazione di carattere sessuale. Il maschio, tramite l’esibizione del proprio potere (economico e sociale) dimostra di essere un maschio alfa, l’individuo dominante, dunque il più adatto a riprodursi e quello maggiormente in grado di garantire alle proprie femmine le risorse necessarie per la miglior crescita della prole.
    Le femmine, a loro volta, combattono tra loro per il ruolo di femmina alfa, cioè quella che nel branco gode dei maggiori favori del maschio dominante.
    Ovviamente, queste “motivazioni” nella nostra vita contemporanea sono state somatizzate, ma sono sempre lì, ben presenti e operative.
    Basta solo saperle individuare.

  10. È un fatto ben noto che in spiaggia un uomo guarda le donne, mentre una donna guarda… le altre donne (sperando che siano più brutte di lei).

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