Perché Facebook ha cambiato (in peggio) l’umanità

Facebook è uno strumento ormai diventato universale e massificato. Così comune e utilizzato che possiamo ora tranquillamente associarlo ad esempi storici come la radio o il telefono. Come tale ha avuto un peso enorme sulla società moderna. Il mio compito con questo post è cercare di individuare quegli aspetti negativi che FB ha introdotto sulla vita di tutti i giorni della società umana.

Forse è troppo presto per scrivere uno studio sociologico esaustivo su come Facebook abbia cambiato le nostre abitudini. Non lo so, ma sono sicuro che se Facebook dovesse un giorno scomparire gli effetti che ha prodotto sulla società umana rimarranno per molti decenni a venire.

Al netto delle cose positive che FB ha creato (poche a mio parere) sarebbe interessante elencare quelle che ha cambiato in peggio nella società umana:

1) Non avrai altro dio che me. FB è uno strumento totalizzante, nel senso che fin da subito si è imposto come una piattaforma attraverso la quale si può fare tutto su internet, dalla comunicazione alla pubblicità, dal commercio alle notizie. A tal punto che le nuove generazioni usano FB pensando che sia internet stesso. Più volte sono rimasto sconvolto dalla chiusura mentale, o meglio dire internettiana, che FB ha prodotto sulle nuove generazioni. Ci sono ragazzi che accendono PC o aprono browser su cellulare solo per controllare FB. Non esiste un mondo oltre FB. Se una notizia non passa attraverso FB non esiste.

2) Survival of the fittest. In un’inarrestabile competizione evolutiva tra tecnologie di comunicazione FB sta piano piano soppiantando quasi tutti i metodi tradizionali di comunicazione: telefono, SMS, email stanno diventando sempre più rari e/o vengono relegati a nicchie ecologiche specializzate. SMS ormai vengono utilizzati quasi esclusivamente in campo commerciale da compagnie per mandarti conferme di acquisto, codici di attivazione ecc. Chi ancora nel 2014 scrive un messaggio di amore su SMS? Le email sono ormai relegate all’ambito lavorativo e ho conosciuto persone che hanno abbandonato l’email del tutto. Tra 5 anni l”email diventerà un po’ come il fax? Di nuovo una tecnologia totalizzante che non ammette rivali.

3) Se non ti evolvi ti estingui. In questo ecosistema dove solo il più forte sopravvive gli altri provider di strumenti di comunicazione hanno dovuto evolversi e lo hanno fatto diventando simili a FB. Prendete Google per esempio. Google Plus non sarebbe mai esistito senza FB. E Youtube non sarebbe mai stato comprato da Google, né a quest’ora saremmo costretti ad iscriverci ai commenti di Youtube via Google +. Guardate i siti di notizie, diventati delle arene di post, like e commenti (con i commenti di FB embedded a fine articolo) stile FB. Come sarebbe stato internet senza FB?

4) Vivere l ‘attimo (che sfugge). E’ finita l’era di internet come un immenso database entro cui fare ricerche, ritrovare dialoghi passati, trovarne di nuovi. FB non permette la tracciabilità sui motori di ricerca di vecchi scambi di commenti, di post interessanti ecc. In pratica FB ti permette di vivere solo nell’attimo in cui la pubblicazione del materiale sulla sua piattaforma avviene o al massimo vecchia di qualche giorno. Trovare vecchi scambi “epistolari” è un’impresa. Questo si riflette sulla effemerità della comunicazione odierna. Se non si legge al momento è difficile poterla leggere più avanti.

5) La morte dei blog. Sicuramente esistono milioni di cause che hanno decretato la morte dei blog ma FB ha sicuramente contribuito alla pugnalata mortale. Molti blogger sono emigrati su FB abbandonando i propri blog per un semplice motivo: scrivere post sui blog è faticoso, complesso, prende tempo (tempo che non esiste più perché dobbiamo sorbirci le milioni di cazzate che i nostri “amici” ci propinano sui loro status. Scrivere una breve invettiva a commento di una notizia su FB è più veloce, efficace e la ricompensa è decine di volte più grande. Ci possono essere centinaia di persone che leggono il tuo blog (lurkers) e lo sai perché vedi le statistiche del tuo blog ma FB ti permette di ricompensarti immediatamente con decine di “Mi piace” e brevi commenti che non devono essere autorizzati da Kaptcha engines (un’altra delle cause della morte dei blog a mio parere; quante volte ho mandato affanculo il sistema dei commenti di un blog perché non riuscivo a leggere un kaptcha!). Il problema però è che un blogger emigrato su FB perde l’anonimato e può essere letto da parenti e amici che non necessariamente saranno felici di leggere quello che verrà scritto. Infatti uno dei vantaggi del blog è che ci si può creare un audience di lettori con gusti simili. I parenti e (molti) amici e conoscenti non si scelgono. Ecco il motivo di tante discussioni infuocate o di amicizie finite perché ci si è improvvisamente resi conto che l’amico dell’infanzia ora è un grillino o un berlusconiano o un comunista ecc. ecc.

6) Gli effetti sulla vita reale. Fino ad ora abbiamo visto gli effetti di FB all’interno dell’ecosistema internet. Ora vediamo cosa ha cambiato nella vita reale di milioni di persone. FB ha permesso di mettere in comunicazione chiunque abbiate conosciuto fin da quando siete nati. Molti potrebbero vedere questo punto come una cosa positivia ma ne siamo veramente sicuri? Il bello di cambiare posti, scuole, università, lavori e giri di amici è che tutte le persone che non avremmo mai voluto avere più affianco scompaiono nel passato. I cambiamenti che si hanno nella vita di tutti i giorni ti permettono di filtrare le conoscenze, di selezionare chi veramente vuoi che conti nella tua vita e chi no. FB invece ha costretto milioni di persone ad accettare vecchi compagni di classe che non si sopportavano, di vedere ex o amici di ex che non si vorrebbero più vedere, conoscenti che nella vita preFB sarebbero rimasti tali mache oggi si devono accettare su FB. Questo provoca frustrazione, astio, gelosie ecc.

7) Il tempo che fugge via. Gli effetti sul tempo sono incredibili: ogni giorno centinaia di milioni di persone scorrono un elenco di status personali, invettive, cazzate, catene di sant’antonio, gattini, petizioni da firmare, foto di cibo, selfie ecc. In una parola il nulla più totale per ore e ore. Questo toglie tempo e attenzione da altre attività. Su internet per esempio è possibile accedere a tutto lo scibile umano con il movimento di un mouse ma siamo troppo impegnati a guardare foto di gattini o dell’omelette che la nostra amica ha appena postato. Questo si riflette su tante cose, prima fra tutte l’attenzione che si dà alle notizie. I giornalisti devono catturare l’attenzione di una persona in poche parole, ultrasensazionalistiche, perché l’utente medio di internet ha solo pochi minuti di attenzione. Spesso solo un titolo viene letto opportunamente postato su FB. Il rumore di fondo è così forte che è veramente difficile concentrare l’attenzione su ciò che è veramente importante.

8 ) Era pre-FB e era post-blog. Quando internet era dominato dalla blogosfera solo un piccolo gruppo di persone comunicava efficacemente su internet. All’inizio un po’ tutti si erano cimentati sulla blogosfera ma alla fine dopo anni la selezione naturale aveva creato una comunità di scrittori che scriveva assiduamente e con passione di vari temi. C’era chi era specializzato in qualcosa in particolare, chi era un generalista, chi un comico, chi un critico, chi un fumettista, chi un novellista ecc. La blogosfera era un sistema emergente che permetteva solo ai più dotati, appassionati e volenterosi di esprimere un giudizio in pubblico. Grazie al feedback di contatti e commenti e link solo chi veramente sapeva scrivere o aveva idee interessanti poteva andare avanti. Non era il mondo perfetto ovviamente, tanti cazzari come è fisiologico che sia, ma come con la TV si poteva cambiare canale. Enter FB. FB invece ha dato la voce alle masse, dalla casalinga frustrata alla teenager annoiata, dall’operaio che vota Lega al professore universitario che vota Grillo. Ha dato la voce a queste masse e quello che hanno fatto è stato semplicemente traslare in una arena di discussione pubblica tutte le discussioni che venivano fatte dalla parrucchiera, al bar, allo stadio, per strada. Una discussione pubblica a cui non si può sfuggire perché è lì sulla bacheca di FB. Un tempo si poteva cambiare canale anche nella blogosfera e scegliere chi e cosa seguire. Ora tutte le frustrazioni umane, tutte le più bieche emozioni dell’uomo medio, l’astio, le gelosie per non parlare del kitsch, dell’orrido sottoforma di gusti musicali, artistici o politici si riversano quotidianamente sul vostro PC o cellulare. Che effetti può avere una tale massa di bassezze umane sulla nostra psiche, costretta senza la possibilità di filtrare a sorbirsi tutto questo? Che opinione si può avere dell’umanità dopo aver passato 10 minuti su FB?

9) sappiamo tutto di te. Spesso si dice che questa è l’era in cui la privacy non ha più alcun significato. E’ vero certo, ma solo per chi usa social network come FB appunto. Chi non è su FB, come il sottoscritto, ha maggiori possibilità di mantenere la propria privacy protetta. Protetta da chiunque, primo fra tutti il governo che utilizza i social network per immagazzinare più informazioni possibili su di noi. Arriverà un giorno in cui saremo costretti dai governi ad iscriverci ad un social network per fare la domanda di un passaporto o per prenotare dal medico. E con la compiacenza di FB e similia i governi avranno accesso a tutte le informazioni di tutti.

In conclusione, penso che se FB fosse rimasto uno strumento come tanti e non avesse preteso la totale attenzione dei propri fruitori come attivamente fa non sarei stato qui a parlarne come se fosse il demonio. Ed è anche un modo per dire a chi mi legge (ormai pochi) che si può vivere una vita normale senza FB. Io la vivo tutti i giorni senza problemi. Ho molto più tempo da dedicare alle mie passioni (tra le quali scrivere su questo e altri blog) e posso scegliere il “canale” da guardare. Certo a volte è problematico vivere in un mondo social quando non si ha FB, specialmente quando la gente ti chiede l’amicizia su FB o perché non vuole mandarti una email, ma sono ancora qui vivo e vegeto. E la cosa più ironica è che forse sarà tramite FB che leggerete questo post. Su cui non potrò leggere commenti (positivi o negativi che siano) o vedere i Mi piace. In pratica la morte della comunicazione tra il creatore di contenuti e i suoi lettori. Un altro motivo in più per non amarlo.

 

 

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24 commenti

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24 risposte a “Perché Facebook ha cambiato (in peggio) l’umanità

  1. Tutti i motivi per cui mi viene sempre un brivido ogni volta che mi chiedono “non sei su facebook?”

  2. Ti leggo sempre ma commento pochissimo. Questa volta per dirti che il post di oggi capita a fagiolo: ho chiuso il mio account poche ore fa per tutte le ragioni che hai elencato e per tante altre che, usando il servizio, sarebbero risultare evidenti anche a te.

  3. Condivido in parte le tue critiche, nel senso che conservo un po’ di speranza che gli isolani facebookiani possano un dì salpare e conoscere altre isole, altri continenti.
    Mi rincresce molto, invece, che molto di coloro che avevano un blog bello e interessante l’abbiano abbandonato per la scrittura diaristica su fb.
    Per quanto mi riguarda: ho un account fb che però uso solo di sponda, nel senso che ci condivido quanto scrivo nel blog (che resta il mio luogo di espressione preferito) o su twitter (che preferisco a fb).

  4. Marco

    Come sempre, analisi lucidissima, condivido ogni punto che hai affrontato. Per fortuna le analisi più recenti dicono che gli adolescenti stanno fuggendo in massa da FB. Certo non in Italia, ma di sicuro in US e UK. Io lo vedo come un buon segnale. Forse c’ ancora qualche speranza.
    Sulla morte dei blog, sono morti come medium mainstream, ma molti perdurano, come ben sai. Solo su certi blog come il tuo riesco a leggere contenuti davvero interessanti.

  5. Pritcher

    Condivido in toto
    Personalmente ho un account su FB che uso a spizzichi e bocconi quando ne ho voglia (FB per sua natura si presta molto bene al mordi e fuggi), ma quando ho intenzione di informarmi o leggere pezzi più articolati mi rivolgo sempre ai miei blog di riferimento.
    Facebook a mio avviso era più fruibile una volta quando (almeno pare a me) era meno sovraccarico: ora devi “scavare” per trovare qualche post scritto di pugno in mezzo a mille condivisioni, pagine consigliate o notifiche inutili di applicazioni.
    ps.L’ultima “moda” tra i miei contatti sono le amiche che pubblicano quintali di foto tutte uguali dei loro bambini… ma bastaaaaa!!

  6. Nello

    tutto vero ma poco pragmatico…

  7. Gran bel post. Complimenti.
    Mia moglie, proprio come descrivi tu, è stata catturata da Facebook e getta via ore e ore nel cazzeggio più assurdo e inconcludente, sprecando il proprio tempo in inutili idiozie.
    Io, mi rifiuto categoricamente.

  8. Grazie a tutti dei commenti. Vi farà sorridere il fatto che ieri questo post è stato linkato 120 volte su Facebook. 😉

  9. non si può non essere d’accordo, pur essendo io un utilizzatore “morigerato” di FB, del quale ciò che mi più mi terrorizza è il contributo nel diffondere idiozie e ignoranza: le condivisioni acritiche di assurdità come la dieta alcalina, i complotti vari, ecc ne sono la dimostrazione. FB sta amplificando la trasformazione di internet da opportunità di cultura a diffusore di incultura.
    Tuttavia sono fiducioso nel fatto che, per citare Falcone, FB “come tutte le vicende umane ha avuto un inizio e avrà una fine” 😉

  10. Matteo

    Ho letto con molta attenzione questo post! L’ho trovato molto interessante. Suggerisco l’ascolto di questa canzone dove ho trovato parecchi elementi in comune a quello che è stato scritto. http://www.youtube.com/watch?v=0aaECcno9kY

  11. Emanuele

    Io ero su Facebook solo per comunicare con gente che altrimenti non si può contattare in alcun modo su internet visto che ormai fa tutto lì. Un giorno mi hanno bloccato l’accesso chiedendomi il numero di cellulare per verificare se ero vero o un bot. Ora sono fuori e non posso più comunicare (anche per motivi più importanti della semplice amicizia) con parecchie persone. Specialmente da quando Google non può più indicizzare i contenuti di Facebook.

    Alla fine della fiera, che mi tocchi prendere le parti di Google contro Facebook è indicativo dei tempi bui in cui viviamo. Sto rimpiangendo l’epoca in cui il cattivo era Microsoft.

    Quanto al resto, che i frequentatori di internet fossero spesso pessimi anche negli anni ’90 quando erano quattro gatti me ne ero accorto subito nei newsgroup. Oggi il fenomeno è amplificato perché c’è molta più gente ma la sostanza è sempre stata quella.

    p.s: anni fa la morte di internet sembrava essere quel mondo virtuale in cui si costruiva di tutto e si usavano pure soldi virtuali. Non mi ricordo nemmeno come si chiamava.

  12. (il punto 8 – con la contrapposizione fra “permetteva solo ai più dotati, […] di esprimere un giudizio in pubblico”
    e
    “…ha dato la voce alle masse…”
    mi disturba alquanto.
    vorrei aver capito male, ma temo di no)

  13. Io so che cosa ho scritto ma non so che cosa tu abbia pensato io abbia scritto.

  14. asperger 87

    Da utente Facebook, mi consola il fatto di aver trovato questo articolo non tramite Facebook, ma tramite un altro articolo trovato a sua volta da una ricerca Google su un altro argomento che avevo in mente.

  15. Johnny

    C’è un grande fondo di verità, ma è anche vero che:
    -io su FB se non voglio uno come amico, non lo aggiungo, e se si fa sentire lui “nascondo” la richiesta di amicizia, che sparisce nel “dimenticatoio”
    -se qualcuno pubblica qualcosa che non mi piace, nascondo i suoi post, o alla brutta lo rimuovo/blocco come “amico”
    Diciamo che in generale, il concetto di amicizia su FB si è molto allargato, però ritengo che chi è in gamba (non io probabilmente) sa ancora chi e quali sono i veri amici.
    Interessante ed uno spunto su cui riflettere, come sempre.
    Grazie, J

  16. Il fatto è che quando siamo nella “rete” e in particolare su Facebook il concetto stesso di “amicizia” dovrebbe scomparire per dare spazio ad un più generale “contatto/i”. In un Social Network poi dove tutto si fa tranne quello di comunicare definire “contatto” piuttosto che “amico/a” sarebbe il minimo. Poi lasciamo perdere la gente che si comporta come in un paese di provincia cdi trenta persone.

  17. clacontent

    Per la prima volta ci penso anch’io…
    Ma per le nuove generazioni? Cosa succederà? Sfortunatamente faccio anch’io parte dei “nuovi social dipendenti”.
    Si può dire che ci siamo spinti troppo oltre adesso che abbiamo anche i nostri professori e datori di lavoro su facebook.

    (Forse è uno dei primi commenti che faccio al di fuori di facebook o youtube…)

  18. Se pensate a facebook come a qualcosa di massificato come il telefono state facendo un errore grandissimo.

  19. Zago

    Il tuo post è troppo catastrofista, secondo me; cerchiamo di vedere i punti che mi sembrano più significativi

    1) alcune persone non sanno nemmeno cos’è Internet, sanno solo cosa è facebook: forse è vero, ma quelle stesse persone (o i loro genitori), una ventina di anni fa, non sapevano proprio cos’era, Internet: non la usavano e basta. In origine Internet era usato solo da qualche appassionato, o in ambito universitario. Facebook non ha portato nessuno a dimenticare come era il web, ha solo portato in rete persone che non l’avevano mai saputo, fin dal principio.

    2)Facebook soppianta altri mezzi di comunicazione: per quanto riguarda le telefonate, no, perché se devo parlare con qualcuno in tempo reale (e magari ho bisogno di avere le mani libere) il telefono è l’unico modo: al suo posto posso usare il voip, ma non una chat testuale. Per le chat… di fatto c’erano già talmente tanti sistemi incompatibili tra loro (messenger, mIrc, ICQ) che non è così grave: i vari formati passavano di moda subito, non valeva nemmeno la pena di installarsi il programma apposta, per non trovarsi un mucchio di programmi obsoleti, tanto valeva usare subito l’interfaccia web. Per gli SMS… era ora di abbandonarli! A parte il fatto che non erano mai stati progettati per il pubblico, ma solo per le comunicazioni di servizio, sono un sistema obsoleto da anni: costano cari (in proporzione alla ridicola quantità di dati inviata), e non supportano né i caratteri speciali, né i files multimediali. Ma comunque non è stato facebook a farne calare la popolarità, è stata la diffusione degli smartphone (con i quali si possono usare sistemi migliori per mandare i messaggi, e senza quella ridicola scrittura abbreviata da sms). Per quanto riguarda le mail… personalmente mi sembrano in ottima forma, l’unica cosa che facebook ha portato via alle mail sono state le varie catene di s.Antonio, gli appelli strappalacrime, i meme con immagini assurde che dovrebbero far ridere e intasano la banda… che se li tenga pure! Io, da utente delle e-mail, ti dico subito che non sento affatto la mancanza di quella roba.
    Dimenticavo: anche i vecchi newsgroup usenet (che i forum hanno soppiantato da almeno 15 anni) funzionano ancora perfettamente.

    3)Occorre registrarsi ai social network per commentare un video su youtube, ma non per vederlo; hai comunque accesso all’informazione che volevi. Ci tieni così tanto a commentare un video? Sinceramente, guarda il livello medio dei commenti di youtube: è “libertà d’espressione”, o è solo un mucchio di individui urlanti che sbraitano cose senza senso? E tieni presente che molti siti non offrono proprio la possibilità di scrivere commenti: un tempo, tale comportamento era la norma, non l’eccezione; oggi, tanti siti permettono i commenti, ma non agli utenti anonimi: richiedere la registrazione, di per sé, serve a poco: ci sono un mucchio di siti che permettono di falsificarla (come bugmenot.com, o mailinator: anche su questo blog non sarebbe permesso scrivere commenti anonimi, ma io lo sto facendo), e poi, chi ha voglia di ricordarsi 50 nomi utenti e password? I social network hanno solo offerto un sistema globale di login.

    4)Non si possono fare ricerche sui messaggi vecchi: quando mai ciò è stato possibile? I messaggi sono utili quando vengono inviati, dopo un po’ non servono più, e non ha senso tenerli: quando si usavano i newsgroup, i post più vecchi venivano sovrascritti appena la memoria era piena, e nessuno si lamentava, tanto in genere erano messaggi che non interessavano più a nessuno. Le risorse utili (ad esempio, le richieste di consigli, con le varie risposte) di solito non si trovano su facebook, ma sui forum; i testi divulgativi/informativi si trovano sulle wiki, e così via. E su tali sistemi puoi fare tutte le ricerche che vuoi.

    5)Morte dei blog: scusa, ma dove hai scritto il tuo articolo? Ed io cosa sto usando per risponderti? E ti pare forse che avresti impiegato meno tempo a scrivere il tuo articolo (o io a scriverti la mia risposta) se avessimo usato facebook? E le persone che preferiscono scrivere una breve invettiva su facebook o twitter lo fanno perché NON SANNO scrivere un articolo più lungo; tali persone non userebbero i blog comunque, anche se non esistesse facebook. Per quanto riguarda i captcha, la colpa non è di facebook, ma degli spammer; se vuoi permettere di scrivere agli utenti anonimi, ci sarà molto presto qualcuno che ne abusa, e dovrai mettere qualche sistema di difesa. Tali sistemi ci sono anche nei social network, con la sola differenza che sono “a monte”; comunque, se il blog è fatto bene, l’utente può scegliere: post anonimi con captcha, o nominativi senza captcha.

    6)”FB ha costretto milioni di persone ad accettare vecchi compagni di classe che non si sopportavano, di vedere ex o amici di ex che non si vorrebbero più vedere, ecc..”: costretto? Bastava semplicemente non rispondere. Quando si usavano ancora gli elenchi del telefono, per caso te la saresti presa con la Seat Pagine Gialle se un tuo ex compagno di scuola che odiavi ha trovato il tuo numero sull’elenco e ti ha chiamato per dirti qualcosa?

    7)Facebook è pieno di spazzatura: catene di s.antonio, petizioni, allarmismi… e meno male! Prima quella stessa spazzatura era libera in rete, e girava via mail. Da amici, parenti e conoscenti ero abituato a ricevere periodicamente appelli, petizioni, immagini sdolcinate con la scritta “invialo ad altre 5 persone”… da quando esiste facebook, questo genere di spam è quasi scomparso dalle mail. Forse la spazzatura non è stata eliminata, ma per lo meno ora è sotto il coperchio di una immensa pattumiera, ed a meno che tu non vada deliberatamente ad alzare quel coperchio (cioè, a fare il login a facebook) non sei più obbligato a sentirne la puzza. Il fatto che esista gente a cui, evidentemente, quella roba piace, e che vada a rotolarcisi dentro a volontà, non è più un problema mio, e nemmeno tuo.

    8) “Quando internet era dominato dalla blogosfera solo un piccolo gruppo di persone comunicava efficacemente su internet”: e gli altri cosa facevano? Semplice, producevano rumore di fondo. Anche adesso, non è cambiato nulla: chiunque può dire la sua, ma molti non hanno niente da dire. E facebook non ha affatto portato tale rumore in un’area pubblica, al contrario, l’ha confinata in un “walled garden” privato, di proprietà di Zuckerberg. Prima non si poteva sfuggire a tali discussioni, perché erano OVUNQUE: quando c’erano i mondiali di calcio, ad esempio, o le elezioni, o qualunque altra cosa, era praticamente impossibile non sentirne parlare, anche se non ti interessava per nulla l’argomento, perché lo scrivevano in ogni sito, in ogni forum, ti arrivavano 10 newsletter, e così via. Ora, è tutto sulla bacheca di facebook, ed è facilissimo evitarlo: basta non avere la bacheca di facebook; nessuno ti rompe le scatole con una newsletter, perché danno per scontato che tu l’abbia già letto sulla bacheca.

    9) Al momento non è affatto obbligatorio avere un profilo facebook. E se anche in futuro dovesse servire un qualche profilo per accedere a determinati servizi pubblici…. quanti profili hai, che magari hai creato ed usato solo una volta? Io non ho un profilo su un social network, ma se per qualunque motivo mi fosse richiesto di averlo potrei crearlo (così come posso creare una casella postale usa e getta), usarlo per accedere al servizio che mi serve, e poi non usarlo più; non vedo proprio come questo potrebbe fornire qualche informazione personale su di me (certo, magari il governo verrebbe a sapere da Facebook il mio nome e cognome, ma se mi ero registrato per farmi rilasciare il passaporto è evidente che il governo sa già chi sono, e deve saperlo per potermi rilasciare i documenti)

  20. ObiWan

    Sono uscita da FB ormai da due anni, e non mi manca. Sono entrata in FB fra i primi in Italia, nel 2007 eravamo davvero 4 gatti su FB.
    Sono uscita da FB quando il direttore del personale ha chiesto se ero iscritta..ho avuto un brivido lungo la schiena e mi sono cancellata la sera stessa.
    Ho la posta elettronica dal 1994 (progetto iperbole) quando in Italia nessuno l’aveva e si girava su DOS, Eudora per chi è “anziano” come me…che forte..ho fatto il primo videogioco (avventure nel castello) in DOS, schermo nero, solo righe di scrittura.
    Negli anni 90 ero su second life, e mi sembrava una cagata.
    Quando accade un crimine la polizia va subito su FB.
    Temo sia uno strumento con pericolose ricadute.
    Il marito di una amica (psicologo) mi dice che su FB sono particolarmente attivi i narcisisti e i fortemente insicuri e che il fatto che ci sia una così massiccia presenza è indicativo di un sensibile disturbo nella popolazione.
    Mah..non saprei che dire e che pensare, a me ha fatto paura il controllo laterale e indiretto che enti, governi, datori di lavoro, polizia, ecc..possono fare su tanti elementi nostri (età, sesso, orientamento sessuale, interessi, orientamento politico, gusti ecc…) che mi piacerebbe tenere per me.

  21. Zago

    @ObiWan

    Come facevi ad essere su Second Life negli anni 90? Per quanto ne so Second Life è nato nel 2003.

  22. Homar

    Sono contento di aver trovato questo articolo tramite una query del tutto attinente. Condivido molto delle tue opinioni riguardo FB, ma tutto è destinato a cambiare. Buona vita, Homar

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