Che fine ha fatto l’anticlericalismo?

Bergoglio-Ratzinger-2107929075L’opinione pubblica e il web italiani (e non) per anni sembravano in preda ad una guerra senza esclusione di colpi tra clericali e anticlericali. Ogni giorno notizie di nuovi interventi papali scatenavano le ire di laici, anticlericali e liberali. Anche tra queste pagine le critiche al clericalismo erano quasi quotidiane. Poi come d’incanto tutto è svanito. Questo post cercherà di analizzare per quanto possibile le ragioni di questo collasso nella discussione pubblica su temi che per anni furono così caldi, anzi scottanti. Perché non si parla più di ruolo della religione nella società come un tempo? Perché laicismo e anticlericalismo sono svaniti quasi nel nulla?
Una risposta semplice potrebbe essere quella dell’elezione al trono di Bergoglio e l’abdicazione di Ratzinger. Troppo semplicistica, credo. Infatti il trend verso il basso delle discussioni sulla laicità era già in discesa ben prima che Bergoglio salisse al soglio pontificio. Non nego che Bergoglio abbia contribuito a rendere il clima più sereno ma esistono a mio parere più ragioni da considerare.
Partiamo da Bergoglio e dalla straordinaria abdicazione di Ratzinger. Bergoglio, per quanto i cattolici ci vogliano far credere del contrario, non è stato eletto per voleri imperscrutabili divini ma per una semplice ragione: la chiesa cattolica apostolica romana stava attraversando divisioni interne e nel frattempo stava combattendo una guerra contro la modernità che non poteva vincere. Sappiamo tutti delle lacerazioni interne tra conservatori e progressisti, tra la curia romana piena di vizi, scandali, nepotismi e la periferia in cerca di una nuova strada spesso per niente schifata dall’incontro con protestantesimi o metodi che un tempo sarebbero stati definiti eretici. E sappiamo tutti da che parte si trovava Ratzinger. Per quanto riguarda la guerra contro il mondo sono bastati pochi anni a Ratzinger per capire che lo scontro frontale contro la modernità stava portando la Chiesa a perdere il 90% dei propri fedeli, ovvero i cosiddetti “casual christians”, cristiani per tradizione culturale, anche definiti cristiani secolari che non hanno mai letto o capito un testo cristiano, che ignorano le dottrine di base e che inorridirebbero a conoscerle e/o comprenderle. La massa su cui tanto si basa la forza del cattolicesimo è infatti una marea inorganica di individui che battezzano i propri figli per lo stesso motivo per cui si toccherebbero i coglioni al passaggio di un gatto nero, che seppelliscono i propri morti sotto una croce perché si “fa così nel mio paese” per lo stesso motivo per cui non assocerebbero una cravatta bianca con una camicia bianca.
Ecco, Ratzinger stava perdendo questo tipo di cristiani. Ed ecco il calcolo freddo e geniale: dopo il lupo eleggere una (finta) pecora, farla santa ancor prima di eleggerla, far credere che la Chiesa è cambiata. Che basta eleggere un gesuita argentino dallo sguardo docile per far credere a miliardi di persone che le centinaia di migliaia di clericali che fino al giorno prima leccavano i piedi a quello “cattivo” ora sono tutte buone come lui. Milioni di persone avrebbero intrapreso una crociata religiosa per Ratzinger e il giorno dopo quegli stessi milioni dichiaravano che Bergoglio era quello buono. La logica è dalla mia parte se quindi affermo che quelle stesse persone stavano seguendo un papa “non buono” ovvero un papa cattivo. Che considerazione dovrei avere di un gregge tanto cretino, così ovinamente criminale? Che differenza avrebbe fatto alla loro coscienza papa A, papa B e papa C? Tanto che in questi giorni 4 papi, mai stati così diversi e rappresentanti di differenti cattolicesimi vengono celebrati come se fossero intercambiabili?
Campagna mediatica intensiva fin dal primo giorno, telefonate alla gente comune, il papa dei poveri e titoli commoventi, campagne strappalacrime degne degli autori di Domenica In, tutti gli ex-comunisti un tempo mangiapreti come falene volano intorno al papa marxista. A fare lo splendido con i soldi altrui ci riescono tutti. Bergoglio fa quello che qualsiasi essere umano nelle sue condizioni – un anziano che non ha un cazzo da fare dalla mattina alla sera con in mano miliardi di euro e microfoni pronti a seguirlo dappertutto – farebbe. Ci si meraviglia della sua umanità. Piuttosto ci dovremmo meravigliare della bestialità dei suoi predecessori.
Tutto a posto quindi? Mi volete dire che gli affari della Curia romana ora non vengono fatti sotto banco, che la pedofilia nel clero non è più un problema, che la Chiesa non prende più miliardi dallo stato italiano? No, queste cose esistono ancora ma Bergoglio è il papa buono, quindi faccenda chiusa. Eppure non credo che sia solo questo che abbia creato questa caduta nei trend sulla laicità. Il mio parere è che in fin dei conti, nonostante questo revival pauperista, questa cecità massmediatica, questa ipocrisia collettiva la chiesa sia più debole che mai, oggi più di ieri quando c’era Ratzinger. Il passo indietro di Bergoglio è il sintomo di una battaglia persa contro il mondo. Di una rinuncia alla imposizione frontale della dottrina cattolica sulla società. Del convincimento che il cattolicesimo possa sopravvivere nel mondo moderno senza la forza bruta. Ratzinger lo sapeva bene che il suo gregge si sarebbe estinto a breve e il suo fu il colpo di coda di un Leviatano destinato a morte certa. Il cattolicesimo nasce e vive grazie al suo rapporto privilegiato con i potenti di stato. Il cattolicesimo è violenza per lo stesso motivo per cui qualsiasi governo è violenza contro gli individui. Imposizione dall’alto, imprinting statale, scolastico e familiare. Si è cattolici non per convincimento ma per tradizione, decisa dalla società. Senza l’imposizione il cattolicesimo diventa un protestantesimo qualunque destinato ad estinguersi come infatti sta succedendo in tutti i paesi ex-protestanti (e ora secolarizzati). Bergoglio potrà far piacere alla coscienza degli ex-comunisti che faranno pace sulla tomba con la religione della loro infanzia, ma la sua politica finta buonista non fa altro che ricordarci che il secolarismo ha vinto nel lungo termine, che la scelta di appartenenza religiosa è un valore ora radicato delle moderne culture occidentali e che senza una politica forte e dai toni violenti la chiesa cattolica romana è destinata ad estinguersi in un paio di generazioni.
In un certo senso gli anticlericali se ne sono accorti inconsciamente di tutto questo. L’anticlericalismo non tira più perché il clericalismo è moribondo, perché perfino i clericali sono stanchi di combattere contro l’omosessualità, aborto, ricerca scientifica, libertà di religione ecc. Perché ci siamo un po’ tutti stancati di parlare di tutte queste cose, di cambiamenti assodati e irreversibili nella società. L’anticlericalismo esiste solo quando c’è il clericalismo, e allora che senso ha combattere una forza che ha rinunciato alla propria rabbiosa missione contro il mondo?

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10 commenti

Archiviato in anticlericalismo

10 risposte a “Che fine ha fatto l’anticlericalismo?

  1. Kirbmarc

    Due appunti:

    “diventa un protestantesimo qualunque destinato ad estinguersi come infatti sta succedendo in tutti i paesi ex-protestanti (e ora secolarizzati). ”

    USA a parte. Gli USA ormai sono divisi fra zone più o meno secolarizzate (costa ovest Nevada, Eastern Seaboard) e rigurgiti beghini da far rabbrividire di gioia una Binetti (il Midwest e il Sud). I “born again Christian” sono più numerosi e più pericolosi dei cattolici oltranzisti. E tutto il mondo ne ha subito le conseguenze, dato che la politica estera americana che il partito repubblicano ha portato avanti è stata influenzata anche da baggianate sull’Apocalisse da combattersi contro i Russi in Israele. Persino Obama non ha rivoluzionato del tutto questi atteggiamenti da “salvatore del mondo” contro gli “assi del male”.

    Io sono molto più anticlericale da quando ho lasciato l’Italia per gli USA. Se il mio dipartimento rischiava di essere chiuso era per corruzione e nepotismo, qui è anche perchè un branco di ebeti ha deciso di dare fondi a strutture creazioniste.

    “il secolarismo ha vinto nel lungo termine, che la scelta di appartenenza religiosa è un valore ora radicato delle moderne culture occidentali e che senza una politica forte e dai toni violenti la chiesa cattolica romana è destinata ad estinguersi in un paio di generazioni.”

    Non credo. La Chiesa Cattolica Romana vivrà ancora per molto tempo, visto che ha un bacino di credenti duri e puri in America Meridionale che non sparirà in due generazioni, e visto che i beghini tendono a figliare come conigli mentre i moderati mantengono un tend demografico discendente.

    Semmai il baricentro degli ultra-ortodossi si sposterà dall’Europa al Sud America e all’Africa. Prevedo un generale indebolimento dei prelati italiani, che conteranno sempre meno, e un rafforzamento delle frange meno compromesse con la politica europea.

    La secolarizzazione ci sarà, ma non sarà rapida e inconterà grosse resistenze. La più grande differenza fra Bergoglio e Ratzinger è la capacità di comunicazione.

    Ratzinger era un comunicatore orribile. L’aspetto e l’accento tedesco lo rendevano già impopolare, ma è stata anche la sua mania di fare sfoggio di scarpette rosse e gioielli che ha contribuito al dissenso interno, specialmente sudamericano. Diamine, in una crisi non puoi dire al popolo di mangiare brioches.

    Le idee di fondo di Bergoglio, tuttavia, restano sempre le stesse, per quanto migliorate da una spruzzatina di buonismo. E può darsi che il “buon” Bergoglio renda più appetibile un futuro papa “duro e puro” ma che invece di parlare come le sturmtruppen ha un bell’accento limeño o carioca.

    Insomma il Leviatano potrebbe cambiare il pelo ma non il vizio.

  2. Concordo al 100%. Mi ha fatto sorridere quando hai citato gli ingenui che pensano che l’elezione di un papa sia una sorta di nomina divina, dall’alto. Invece è proprio la democrazia applicata, con bande.. ops, volevo dire “correnti” che si affrontano nella conquista del potere.. ops, volevo dire governo. E alla fine chi vince significa semplicemente che aveva numeri più elevati di chi ha perso. Ovvero, detto diversamente, che chi ha vinto ha convinto (sarebbe bello capire come) più cardinali di chi ha perso.
    Però, siccome parliamo di religione, il cervello si chiude e gli occhi pure.

  3. “e allora che senso ha combattere una forza che ha rinunciato alla propria rabbiosa missione contro il mondo?”

    Ti scopro inguaribilmente ottimista. Vorrei esserlo anch’io.
    Io, invece, sarei più portato a pensare che l’inusuale silenzio della giungla nasconda un predatore in agguato.
    E, come dicono a Napoli, “Statt accuort!”

  4. Tricia

    Finalmente qualcuno lo dice, eccheccazzo. Tutti pecoroni, vittime incoscienti di quello che amo definire sapiente “marketing vaticano”.

  5. P.S.
    E vi sembra che la somiglianza tra Bergoglio e Peter Sellers sia un fatto totalmente casuale o piuttosto una geniale risposta degli esperti di comunicazione al soldo del Vaticano ai disastri provocati da un predecessore più ideoneo a interpretare ” SpringTime for Hitler che a reggere il trono di Pietro?

  6. Noto che hai cassato il mio commento.
    Fatti la domanda: era necessario farlo per potere restare della tua opinione?

  7. Quale commento? Ho guardato anche nella lista spam ma non Ho trovato niente col tuo IP. Quando lo hai inserito?

  8. Kirbmarc

    “Fatti la domanda: era necessario farlo per potere restare della tua opinione?”

    La superbia, caro Berlicche, è una gran brutta cosa.

  9. Uh, Berlicche.
    Ti prego Fabri, ritrova il commento perduto che finalmente ci sarà un po’ di movimento.

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