Archivi del mese: giugno 2014

Proxy war, again and again

Vale oggi più di ieri quello che scrissi mesi fa sulla vendetta dei Sauditi e la presa di Falluja.

Nel contesto di cui abbiamo parlato prima, ovvero nella guerra fredda tra Iran e Arabia Saudita, una volta eliminato il terzo incomodo, gli Stati Uniti, ormai è proxy war. Come possono quattro straccioni sunniti prendere un’intera città, avere armi anticarro e antiaeree se non grazie all’aiuto di uno stato compiacente? Come non si può vedere la presa di Falluja come una vendetta dei sauditi contro gli USA dopo che Obama gli ha girato le spalle? D’altronde re Abdullah nei cabli segreti rilasciati recentemente non ha fatto altro che dire che Maliki altro non è che un agente degli iraniani di cui non fidarsi . Si tratta di una guerra tra re Abdullah e Maliki. Tutti questi giochi nello scacchiere mediorientale altro non sono che mosse di una più grande partita tra sette religiose per il controllo sociale, culturale, religioso e soprattutto economico dell’area. Ma quale Islam contro l’Occidente! Questo è quello che ci vogliono far credere i sauditi, in realtà è Islam contro Islam e ora che l’Iran non è più all’angolo e sarà libero di muoversi e ne vedremo delle belle. https://fabristol.wordpress.com/2014/01/07/la-neanche-tanto-sottile-vendetta-dei-sauditi/

Noto con estremo dispiacere che i commentatori, perfino quelli più attenti internazionali, parlano ancora di terroristi, Al Qaeda, settarismo, Al Baghdadi nuovo Bin Laden ecc. Avevo poca considerazione dell’intelligenza media di giornalisti e politici all’epoca, oggi mi pare una certezza. Il vero problema in Medio Oriente non è Al Qaeda, non è Assad, non è l’Iran, non è neppure il terrorismo islamico e in un certo senso neppure l’Islam di per sé (anche se ce la mettono tutta per farci pensare il contrario) ma una famiglia superpotente che ha in mano le redini del mondo (altro che illuminati, Bilderberg e cospirazioni varie) da più di 60 anni: la famiglia Saudi. L’ISIS, ribattezzata stupidamente la nuova Al Qaeda da giornalisti ignoranti è semplicemente guerriglia sunnita finanziata dai sauditi. Sauditi contro Iran per il predominio geopolitico, economico, culturale e religioso della regione. Sempre a guardare all’Iran come al nemico, sempre ad equiparare il suo regime al nazismo, sempre contro gli sciiti ma l’Occidente non si è mai accorto di avere una serpe di alleato sempre dietro che muove i fili del terrorismo internazionalee dal 9/11 in poi. O meglio l’Occidente fa finta di non vedere chi è il vero cattivo della situazione perché di mezzo ci sono i petrodollari sauditi. E la colpa è sempre degli USA, qualsiasi mossa facciano la fanno sempre sbagliata. Prima finanziando e proteggendo i sauditi per 60 anni in cambio di petrolio, poi appoggiando Saddam, poi creando l’Iran con il colpo di stato organizzato dela CIA, poi demonizzando l’Iran (la creatura più mostruosa nata dalla politica estera statunitense; Khomeini in una ipotetica ucronia senza USA non sarebbe mai nato), poi con le due guerre in Iraq, poi con l’imposizione di Maliki, il più corrotto e settario governatore irakeno che potessero mettere al potere. E ora se ne lavano le mani dicendo che vogliono rimanere neutrali. Dopo 70 anni di proxy war, complotti, colpi di stato, invasioni adesso fanno finta che non sia un loro problema. Bombardare l’ISIS con droni dicono, bombardassero Riad piuttosto e tutto si risolverebbe. Se devo scegliere tra i due mali, sunnismo e sciismo, preferisco di gran lunga lo sciismo. Tra Riad e Teheran io sto con Teheran.

 

 

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E voi dove andreste?

20140407_090631Guardate bene questa pagina pubblicitaria trovata sul magazine che si può trovare nei voli Easyjet a Maggio. Ho preso una pagina a caso delle tante che pubblicizzano destinazioni per le vacanze. Questa pubblicizza una catena di club/ristoranti delle isole Baleari. Con tanto di foto invitanti, informazioni utili su come raggiungere il luogo e contattare per prenotazioni. Un turista inglese quando apre il magazine viene attratto dalle foto accattivanti e che invitano al relax e allo svago. Non ha bisogno di un testo che gli descriva dove è il posto e che cosa si possa fare. E’ tutto lì in quelle foto. Dopo mesi e mesi di lavoro e pioggia e grigiore ha bisogno di un posto come questo per rilassarsi. L’unico motivo per cui una pubblicità esiste è per attrarre un cliente. Questo messaggio dovrebbe essere invitante, semplice e accessibile a tutti. Ora guardate bene la pubblicità che il comune di Cagliari invece ha deciso di pagare nel magazine di Easyjet.

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Ora immaginatevi un turista inglese medio che non conosce Cagliari, men che meno la Sardegna (solo il 15-20% degli inglesi sanno che esistem a d’altronde quanti italiani sanno dov’è l’Isola di Man o le Shetland?) e si ritrova questa pagina qui. Cagliari? Cosa è? Un vino? Un gelato? Un club? Ah no dev’essere una processione religiosa di qualche paese mediorientale. Un mosaico a pois, un albero in primo piano di notte e un acquario sotto. E poi un lungo e noiosissimo testo tradotto papale papale dall’italiano all’inglese. Incomprensibile per un italiano, figuriamoci per uno straniero che non sa nulla di questo posto. Migliaia di euro di tasse comunali spese per 4 quadrati messi uno sopra l’altro. Uno spreco di spazio, di risorse per una pagina incomprensibile nel messaggio che vuole dare e nel design.

Sorvolando sulla scelta del font, l’assenza di giustificazione del testo e altre questioni estetiche, trattasi di un lavoro così provinciale che mi sorge il dubbio che al comune sia andata così: “Abbiamo bisogno di fare pubblicità per la città. Tu conosci qualcuno Ignazio?”. “Sì c’è il cugino di Chicchitta che smanetta con il computer. E’ bravissimo guarda.”

E voi dove andreste se foste un turista inglese che ha bisogno di sole e relax e non conosceste né un posto né l’altro? Al Nikki Beach o nella terra delle palme viste di notte, i mosaici a pois, gli acquari e le statue di Gesù?

Ecco perché nessuno conosce la Sardegna, ecco perché non esiste turismo, ecco perché gli amministratori locali sono così provinciali.

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