Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: (gli altri) 10 errori più comuni degli italiani

false-friendsVisto il grande successo del precedente post sui 10 errori più comuni degli italiani con l’inglese ho pensato di compilare una lista di altri 10 errori abbastanza comuni. Enjoy!

1) To miss/to lose (accezione 1): questo errore è così comune che faccio veramente fatica a capire perché non venga corretto dagli insegnanti d’inglese. Questo lo fate tutti fino a quando qualche madrelingua ve lo fa notare. Quante volte avete perso il treno, il bus o l’aereo e avete esclamato: “Oh no, I lost my train/flight/bus!”. E gli inglesi che vi guardano e vi chiedono con stupore: “You lost a… train? Was it yours? And where is it now?”. Mentre in italiano il verbo perdere ha il doppio significato di “perdere un oggetto” e “perdere un mezzo di locomozione” in inglese esistono due verbi ben distinti per indicare le due azioni. Il primo è to lose (I lost something) mentre il secondo è to miss (I missed the train). Ora questa cosa è così difficile da fare entrare in testa che perfino io che vivo qui in UK da dieci anni devo pensare qualche millisecondo prima di dire “I missed the train” (o forse è perché non perdo mai treni?). Mentre per altri errori ho inventato trucchi linguistici e associazioni di suoni che mi permettono di evitare gli errori più comuni per questo ho sempre serie difficoltà. Non sbaglio mai ma quando dico quella frase mi devo fermare per qualche millisecondo perché l’ho messa nel cassetto mentale delle frasi intraducibili con il bollino rosso. Da un po’ di tempo a questa parte cerco di pensarla così: mentre gli italiani perdono oggetti d’ogni tipo inclusi aerei e treni gli inglesi “mancano all’appuntamento con la partenza del mezzo”.

2) to miss/to lose (accezione 2): simile ma forse più insidioso l’utilizzo di to lose per indicare la perdita di una occasione. Proprio l’altro giorno leggevo una recensione su Amazon di una italiana che faceva più o meno così: “A book not to be lose”. Ora a parte che sarebbe dovuto essere “lost” ma quello che avrebbe dovuto scrivere sarebbe stato “a book not to be missed”. Il commento più sotto era “hilarious”: “How can you lose such a big book?”

3) Terrific/dramatic/tremendous: quando qualcuno vi descrive la propria vacanza come “terrific” e i paesaggi che ha visto come “dramatic” non pensate che sia state così terrificante né drammatica. Vi sta semplicemente dicendo che è stata magnifica, eccezionale e che i paesaggi erano sensazionali. “A tremendous experience” è stata un’esperienza positiva, anzi straordinaria. Devo dire che però qui è la lingua inglese che ha “messed up tremendously” con le radici romanze di queste parole.

4) foreigner/stranger: altra incredibile figuraccia del sottoscritto che per mesi nella mia prima esperienza all’estero in Svezia parlava di tutti gli immigrati come strangers quando invece erano foreigners. Devono avere pensato che fossi un po’ razzista o semplicemente pazzo. Come infatti potevo chiamare me stesso o i miei amici stranieri come “estranei”. “We strangers.”. Se solo al corso di inglese per prepararmi all’Erasmus qualcuno si fosse degnato di dirmi che io sarei stato un “foreigner in Sweden” e non un “estraneo in Svezia” forse mi sarei risparmiato un bel po’ di figuracce. Ma non avrei scritto il punto 4 e voi non l’avreste letto, quindi forse è meglio così.

5) sensitive/sensible: capisco che siate delle persone sensibili e che siate rimasti shockati nel sapere che gli inglesi parlino con i morti (sensitive). Infatti sensibile si dice sensitive. Mentre sensitivo si dice medium. Siate ragionevoli invece, usate emotional. Infatti sensible vuol dire “ragionevole”. Questa differenza mi è entrata così tanto in testa che ormai in italiano sbaglio sempre e dico “fammi un’offerta sensibile” e dico “è una persona sensitiva”.

6) factory/fabric/farm: è vero, esistono fattorie che sembrano delle fabbriche (poveri animali in batteria!) ma ciò non significa che in inglese factory abbia lo stesso significato che in italiano. Factory significa industria/fabbrica mentre fattoria è farm. Questi me li ricordo perché uno dei miei gruppi preferiti è Fear Factory (la fabbrica di paura) e Animal Farm è un libro distopico di Orwell che parla di una fattoria di animali “politicamente schierati”. Fabric d’altro canto vuol dire tessuto e questo me lo ricordo grazie a Doc di Ritorno al futuro: “the encounter could create a time paradox, the result of which could cause a chain reaction that would unravel the very fabric of the space-time continuum and destroy the entire universe!”. Ricordatevi quindi che quando andate dietro nel tempo e baciate vostra madre potreste “disfare il tessuto dello spazio tempo!”. (beside you are morally disgusting!)

7) pretendo/to pretend: come con miss/lose questo false friend è nel mio cassetto mentale con il bollino rosso e ho ancora difficoltà a trovare un’associazione mentale che mi permetta di evitarla. Ti pretendo cantava Raf negli anni 80 ma forse non intendeva dire che “faceva finta” di volere la sua amata. To pretend infatti significa “far finta di”, non pretendere. Non ho alcun problema ad usare to pretend in inglese per questo significato, il problema è quando cerco di dire “pretendere” in inglese. Per il quale si dovrebbe utilizzare “to expect” or “to demand”.

8) vacancy/estate: può capitare che qualcuno cerchi lavoro come giardiniere o custode (vacancy) per una proprietà/residenza (estate) ma è sicuramente più comune di chi invece pensa di aver prenotato una vacanza estiva in una agenzia immobiliare! Vacancy vuol dire letteralmente posto vacante e significa sia che c’è un posto di lavoro disponibile o una camera disponibile in un albergo. Estate, pronunciato “esteit” invece indica una proprietà, non l’estate!

9) fresh: “She is fresh, fresh, exciting” cantava il ritornello di una canzone anni 80 che ad un orecchio italiano fa sorridere. Una ragazza fresca? Magari si è appena buttata in piscina è la sua pelle bagnata ha una temperatura fresca? Mmm. Quando qualcosa è fresh significa il più delle volte “nuovo”. Per esempio una casa appena dipinta può essere fresh, un nuovo look di capelli può essere fresh (fresh look). Se invece volete andare a mangiare fuori al fresco, attenzione perché un inglese potrebbe capire che volete mangiare nella Cappella Sistina. Fresco significa affresco. Per l’acqua fresca o il vino fresco, non chiedete fresh water/fresh wine. Il cameriere potrebbe offendersi: è ovvio che non vi porterà acqua/vino andati a male! Utilizzate invece cool. Bonus: si dice still water non sweet water!

10) to watch/to see: tempo fa lessi un articolo molto divertente della BBC sui false friends degli immigrati (non solo italiani) a Londra. In uno dei tanti episodi una ragazza italiana era appena entrata in un negozio di abbigliamento (to browse o to have a look at) e quando la commessa le ha chiesto se avesse bisogno d’aiuto lei ha semplicemente detto “no, I’m just watching”. Al che la commessa ha chiamato la guardia di sicurezza del centro commerciale e la poveretta è stata arrestata per poche ore, giusto il tempo di spiegare l’equivoco. L’inglese distingue tra to watch che in questo caso avrebbe pouto significare “osservare”, nel senso di spiare qualcuno per controllare cosa fa, e to see o to have a look at. che significa appunto vedere, guardare. Big brother is watching you!! è la famosa frase dell’orwelliano 1984. Ecco, quando usate to watch ricordatevi di Orwell, a parte quando guardate la TV ovviamente: to watch the TV. Io distinguo tra i due semplicemente pensando ad un vedere attivo e un vedere passivo. You can see something in front of you or you can watch something in front of you. Un po’ come to listen e to hear. I can hear someone listening to the music. To hear è passivo, nel senso che si usa per sentire dei suoni senza essere molto attenti mentre “if you listen carefully” se ascolti bene… Il passaggio da to hear a to listen richiede attenzione da parte della persona.

P.S.

Kudos if you get the joke in the cartoon. 😉

 

 

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21 commenti

Archiviato in affascinante guida alla lingua inglese, quello che non vi hanno mai insegnato al corso d'inglese

21 risposte a “Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: (gli altri) 10 errori più comuni degli italiani

  1. Grazie, molto utile per me che sto cercando di imparare l’inglese

  2. Scoprii questo blog un bel po’ di tempo fa grazie a google. Stavo per l’appunto cercando consigli e chiarimenti riguardo all’inglese così come non ci viene insegnato a scuola. Fu una bella scoperta, non solo per i chiarissimi ed utili consigli linguistici ma per tutto quanto il resto (in particolare, l’analisi storico/geografica/politica del medio oriente (ma che dico medio oriente, mondo intero) ).
    Sicché, once more, thanks for sharing. I can’t wait to read your next post.

  3. Per quanto io ci provi, pronunciare “sheet” in modo tale che voglia dire “foglio” invece che “m***a” mi è impossibile. Tanto che mi sono ridotto a dire “a piece of paper”. Che suona orrendo ma almeno non dà adito a fraintendimenti.
    Comunque nella sezione “foreigner/stranger” ti sei dimenticato di citare il fatto che in inglese “alien” vuol dire sia “alieno” che “immigrato” (come cantavano i Police: “I am an alien, I am a legal alien, I am an englishman in New York”) 🙂

  4. robxyz

    (era il solo Sting, ormai uscito dai Police) non ne sono sicurissimo, ma credo che in quella canzone intendesse invece sottolineare la basilare ed evidente diversa natura del protagonista, inglese, rispetto all’atteggiamento tipicamente americano (i don’t drink coffee i take tea, my dear) 🙂

    Fabristol: complimenti per il blog e per questi articoli divertenti, oltre che utilissimi 😀

  5. teogarno

    Alien vuol proprio dire straniero, almeno in America, ma è terribilmente burocratico e non si sente dire nel parlato (però si sente al telegiornale: legal alien, illegal alien…).

  6. Paolo

    Un articolo assolutamente unmissable (o era meglio unlosable?) 😀

  7. Grazie a tutti per i complimenti, il vero “combustibile” che mi fa andare avanti a scrivere questi post! 😉

  8. @ Clodovendro

    Ti insegno un trucco 😉
    Sheet pronuncialo quasi senza la t finale e allunga la “i”. Mentre per shit calca sulla t finale e cerca di farlo più breve, Vedrai che funziona.

  9. Sulla questione di “alien”: io qui in UK non l’ho mai sentito. E’ sorpattutto americano e non colloquiale. Più giuridico.

  10. @ Paolo

    In effetti è pura unlosable perché ormai è in rete ed è stato già linkato e copiaincollato. 😉

  11. Marco

    Sono “shockato” da questo tuo bel post 😉

  12. Ciao Fabristol, bel post.

    Solo un’osservazione, gli inglesi d’Inghilterra usano l’espressione “al fresco dining”, che indica il cenare all’aperto (a prescindere dalla temperatura).

    Se e’ infatti vero che noi incasiniamo l’inglese, quello che combinano loro con le lingue straniere passa l’immaginazione.

    Ciao

    Filippo

  13. @ Filippo

    grazie del commento. E’ vero ma gli inglesi intendono “mangiare all’aperto” soprattutto nel periodo estivo. Non hanno alcuna idea di cosa significhi al fresco. 😉

  14. Una volta dissi a una ragazza inglese:“How can you lose such a big cock?”, intendendo il galletto arrosto di cui si sentiva il profumo provenire dalla cucina d’un ristorante di Venezia, dove avevo intenzione d’invitare a cena la splendida figlia di Albione. Ma, oltre a beccarmi uno schiaffone che manco Rocky, se n’è fuggì via subito e dopo quella volta non la rividi mai più. Dove sbagliaii?
    (Scherzi a parte, queste tuoi post sono magnifici e utilissimi. Li leggo sempre con molta avidità. Grazie!)

  15. Chiedo venia: “Se ne fuggì.” Si tratta d’un refuso di ripensamento, dato che la prima stesura era “se n’è fuggita”.

  16. Certo che anche tu a parlare di big cock! 😉

  17. Sul punto 9… io a chiedere della “cool water” mi aspetterei di ricevere dell’acqua particolarmente fica 😉 (o una boccetta dell’omonimo profumo).
    Piuttosto preferirei avere un po’ di cold water 🙂

  18. La prossima volta magari aggiungi anche la differenza tra “beside” e “besides”. 😉

  19. Pingback: Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: (ancora altri) 10 errori più comuni degli italiani | Fabristol

  20. Ciao a tutti, scopro solo oggi questo sito e mi piace molto.
    Sto studiando inglese da tre anni ma purtroppo non ho occasioni per ora di parlarlo. Quindi nel leggerlo me la cavo ma a parlare sono impacciatissima.
    Non posso andare all’estero per il momento. Sapete consigliarmi come fare per uscire dal buco nero?

  21. Cara margherita sono contento che ti piaccia il sito. Hai mai provato a usare l’ app duolingo?

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