Gli idioti di Washington

americanizzazione-1322333045Se di tutto l’ambaradan che sta succedendo in Medio Oriente non ci avete capito nulla, non preoccupatevi, non siete gli unici. Perfino chi sta lanciando bombe non ci sta capendo più nulla. Di sicura c’è solo una cosa: il MO non sarà più come una volta. La Pax Americana che teneva insieme il fragile equilibrio in MO è finita. Il nuovo ordine mondiale si sta lentamente formando sotto i nostri occhi e domani l’accordo sul nuclear di Losanna verrà messo sui libri di Storia.

Ci sono due grandi giocatori nello scacchiere mediorientale: Iran e Arabia Saudita. Gli altri sono spettatori, vittime o alleati o come nel caso degli Stati Uniti delle carte jolly da giocare a seconda della convenienza. Gli USA dicevamo, stanno combattendo la più confusa e ridicola guerra della loro storia. Alfa e Omega, tutto nasce dagli USA ma forse non è chiaro agli idioti generali di Washington cosa stia succedendo e cosa decenni di politica estera hanno creato. Dopo aver creato l’Iraq, dopo aver creato l’Iran e dopo aver appoggiato i sauditi per 50 anni ora tutti i loro giocattoli stanno prendendo vita propria e si stanno combattendo tra di loro.

Immaginatevi questo: gli USA stanno combattendo contro la Siria alleata di Iran, Hezbollah e Russia, la quale è nemica dello Stato Islamico (ISIS) il quale è una creazione, insieme ad Al Nusra e Al Qaeda, dell’Arabia Saudita e del Qatar con lo zampino della Turchia, i quali sono tutti alleati degli USA, tutti nemici giurati dell’Iran con cui gli USA sta facendo un accordo sul nucleare (con la partecipazione della Russia, la quale sta combattendo per il controllo dell’Ucraina contro USA e UE, quest’ultima partner commerciale della Russia) e che è alleato del governo iraqeno, a sua volta alleato degli USA contro l’ISIS, il quale è nemico del Kurdistan, creato e protetto dagli USA ma nemico giurato della Turchia, la quale fa parte della NATO e alleata degli USA ma è ai ferri corti con Israele, alleata degli USA ma che appoggia tacitamente Al Nusra e ISIS pur di non aver niente a che fare con Hezbollah, gruppo libanese alleato con Iran e con la Siria, che ha sempre appoggiato Hamas contro Israele per la causa della Palestina, divisa tra Autorità Palestinese comandata da Abbas e il gruppo fondamentalista Hamas, il quale è appoggiato dai Fratelli Musulmani, osteggiati dall’Egitto ma appoggiati dal Qatar, alleato degli USA ma finanziatore di Al Qaeda che è nemica di ISIS e dei gruppi sciiti come Hezbollah e Houthi in Yemen (alleato degli USA ma protettore di Al Qaeda), ma nemica degli USA ma tacitamente aiutata dal Pakistan in Waziristan, alleato degli USA che è in guerra con l’India, amica degli USA, la quale è in contrasto con la Cina, la quale sulla carta è nemica degli USA perché appoggia Nord Corea, ma che in pratica detiene miliardi di debito statunitense e produce miliardi di tonnellate di beni per i mercati occidentali e orientali come il Giappone, il quale è non ha mai fatto pace con la Cina ma che allo stesso tempo non riconosce Taiwan, nemico della Cina ma appoggiato dagli USA. E la storia continua all’infinito. Good luck Obama!

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9 commenti

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9 risposte a “Gli idioti di Washington

  1. Kirbmarc

    Gli unici che godono della mia stima (a parte i privati cittadini oppressi dai governi, che ce l’hanno sempre) sono i curdi, che in fondo finora vogliono solo salvare la pelle e l’hanno salvata a tanti altri.

    In un mondo ideale tutti gli altri governi e le organizzazioni terroristiche dovrebbero essere trasportati alle Isole Kerguelen e lasciati liberi di combattersi all’arma bianca. E mi dispiacerebbe comunque per le povere foche delle Kerguelen.

  2. Bravo!
    Magnifica sintesi del kaos islamico.

    Pero’ se l’America non avesse tirato fuori dal cappello a cilindro il “Premio Nobel per la Pace” Barak Obama con i suoi “aperturismi di culo”, oggi avremmo una situazione patologicamente stabile, com’e’ patologicamente naturale quando si ha a che fare con il mondo islamico.

    Un colpo al cerchio per garantirci il petrolio fino a quando sara’ necessario;
    un colpo alla botte per sostenere le dittature “laiche” (e liberticide) che puntano faticosamente all’occidentalizzazione dei “costumi” essendo la concessione di “liberta’ democratiche”, in quel mondo, un favore imbecille all’altra dittatura: quella del Corano;
    un colpo al cerchio per soffocare, sul nascere, ogni rigurgito coranico-imperialista;
    un colpo alla botte per costringere popoli analfabeti, attraverso sanzioni intelligenti e blocco delle immigrazioni, a fidarsi meno dei preti che li costringono alla poverta’ materiale e spirituale;
    un colpo secco sia alla botte che al cerchio attraverso l’applicazione sistematica della legge romana del “Divide et Impera”, slinguazzando il culo dei meno cattivi, ma utili idioti, e fustigando (cioe’ percuotendo con verga o staffile) il culo dei cattivi, idioti non-utili.
    (Berlusconi con Gheddafi fece un autentico capolavoro diplomatico).
    Fu quell’idiota di Sarkozy, uomo di destra, ma irrimedialmente “francese”, cioe’ con la testolina sempre farcita di gallica “grandeur”, che fece da spalla al “progressimo” internazionale infatuato dal venticello “primaverile” che spirava ai confini d’Europa. E lo stronzo di Gheddafi fece la fine che sappiamo.

    Insomma, in sintesi: pragmatismo politico intelligente invece di “obamico” idealismo pesudo-progressista, responsabile in assoluto di questa Terza Guerra Mondiale “by proxy” dove l’Oriente intelligente (Russia e Cina) guarda alla realta’ mediorientale com’e’ e l’Occidente imbecille (USA ed Europa), invece, guarda alla realta’ mediorientale come vorrebbe che fosse favorendo contemporaneamente i propri ipocriti interessi nazionali.

    Gli interessi economici occidentali si fanno uniti e usando il cervello, non dis-uniti e facendo lavorare il kullo.
    L’Europa e l’America “liberal-progressiste” si sono dati una tremenda zappata sui piedi e una fenomenale vangata sui denti.

    Forse e’ tardi e dovremo affidarci alla speranza che sia la “Dea Technologia” a venirci in soccorso per sottrarci per sempre alla schiavitu’ energetica, madre di tutte le cazzate occidentali degli ultimi sessant’anni nel Medio e nel Vicino Oriente.
    Senza i profitti dell’oro nero saranno l’estrema poverta’, la fame, la demografia, la cronica incertezza verso il futuro, la dipendenza assoluta dall’assistenza caritatevole delle ex-potenze coloniali e delle nuove potenze economiche a far scoppiare, in quel Medio Evo, le VERE “Primavere Arabe”.

    Con i “Discorsi del Cairo” l’Occidente farebbe bene a farne l’uso che meritano: pulirsi il kullo.

  3. Il Dividi e Impera! che è stato seminato abbondantemente produce i suoi frutti, il tutti contro tutti.

  4. @ Un Uomo. In Cammino.

    “Il Dividi e Impera! che è stato seminato abbondantemente produce i suoi frutti, il tutti contro tutti…”

    Hai ragione: ad applicarlo alla cazzo di cane sono stati i “franco-anglo-sassoni” che ci hanno lasciato in eredita’ la “Spartizione dell’Africa” tribale fatta a tavolino giocando a canasta, il Medio-Oriente beduino disegnato con un pennello infilato nel kullo e il Sub-Continente Asiatico lasciato in mano ai discendenti islamici del Moghul Empire (i Nawab) e dei millenari “Principi” induisti (i Maharaja).
    Una specie di Vesuvio prima dell’eruzione del 79 dopo Cristo.

    Il Nuovo Ordine Mondiale necessita di una filosofia politica del “Divide et Impera” come la intendevano i Romani e che portava nello spazio di un paio di generazioni all’orgogliosa affermazione politico-cultural-linguistica che si riassumeva nel “Civis Romanus Sum”.

    Siamo lontanissimi da un Occidente popolato da individui di ogni colore e religione che si proclamino, prima e innanzi tutto, orgogliosamente: “Civis Europeus Sum!”

    Purtroppo, l’ “occidentalita’”, messa nelle mani di quelle teste di cazzo colonialiste franco-anglo-sassoni, non ha lasciato nessun seme. Anzi, al contrario, ha lasciato un’insopprimibile spirito di rivalsa, soprattutto da parte della “civilta’ islamica” che non e’ ancora riuscita ad entrare, neanche di straforo, nella concezione illuministica della Societa’ e dello Stato.
    Un fallimento apocalittico!

    E lo si vede chiaramente osservando l’emarginazione culturale cui si auto-costringono oggi, in Occidente, i 60 milioni di musulmani che vi hanno trovato un futuro….”migliore”. Perche’ del contatto fra Occidente e Resto del Mondo non e’ rimasto un fico secco.

    La Storia non si fa con i “SE”, ma insegna, e perseverare nell’errore e’ humanum, ma inesorabilmente diabolicum.

    Occidente svegliati!
    Usa la Forza della tua Ragione!
    Respingi, combatti ed annienta il Medio Evo che avanza!
    E soffoca l’alieno spirito di “revenge” che si annida nelle tue viscere!

  5. @Ulivi: il tuo commento ignora il fatto che il potere che hanno i ‘preti’ è dovuto in massima parte al prestigio che hanno accumulato grazie alla permanenza decennale di odiate dittature laiche.

  6. PS il fatto che dedichi righe e righe a parlare della deposizione di Gheddafi, ma ignori completamente dal tuo racconto quella di Saddam Hussein (che immagino riterrai molto pragmatica e razionale, o comunque irrilevante nella genesi dell’Isis) la dice lunga sulla libertà del tuo giudizio da pregiudizi ideologici. Sono sicuro che nel 2003 non consideravi Chirac e Schroeder pragmatici, ma due ignavi collusi con le dittature.

    Della serie, ‘a volte ritornano’ (i neo-con). D’altra parte il ‘capolavoro diplomatico’ di Berlusconi non prometteva bene.

  7. red. cac.

    signor cane caldo, la faccenda dell’Iraq è leggermente diversa. Fu gestita stupidamente dal presidente Bush sr., ma sono certo che gli USA avessero in mente la cosa più intelligente (ho detto intelligente, non buona e giusta) che potessero fare allora, quando l’Iran era ancora una nemico dichiarato. Si trattava di istituire uno stato protettorato, e di lasciarvi basi e uomini, con un trattato di alleanza, in forma permanente. Lì, a due passi dall’Iran e dalla Siria.
    Questo avrebbe dovuto essere nelle intenzioni già dopo l’invasione del Kuwait, ma diventava assolutamente decisiva l’occasione dell’attentato alle torri gemelle.
    Gli States sono però una democrazia, e si sa che le democrazie hanno difficoltà decisionali che costituiscono la loro debolezza. Ne ha parlato con chiarezza, e in forma definitiva, A. De Tocqueville. Così il peso, che a volte è un fardello, dell’opinione pubblica ha indirizzato gli States verso Obama, che non a caso è stato insignito del premio Nobel prima non appena fece, sia pure non al Cairo, uno dei suoi tanti discorsi del cairo.
    Certamente l’aristocrazia multireligiosa e multietnica che governa il mondo, ivi compresa quella statunitense, ha optato per una strategia diversa, visto che la potenza mondiale non aveva più una vera egemonia, nel senso tucidideo ma, se vuole anche, gramsciano del termine, che ha valore sia in politica interna sia in politica internazionale.
    E che le plebi, ovvero sei miliardi e mezzo di uomini, si ammazzino pure in tranquillità.

    p.s.
    Quanto a Berlusconi, con Gheddafi per una volta ne avrebbe azzeccato una, se fosse stato all’altezza di sostenerla invece di farsela addosso con la speranza di tenersi buono il sig. Napolitano, uno degli uomini politici più irresponsabili e volubili della storia d’Italia.

  8. Sono basito.
    Quindi il motivo dell’invasione dell’Iraq era contenere l’Iran mettendo al potere un protettorato? E anche ammettendo che questo sia vero, questo piano sarebbe stato mandato in fumo solo dalla, e non prima della, elezione di Obama? Cioè tu stai dicendo che nel 2008 la direzione generale della situazione irachena era quella di un paese stabile e tendenzialmente anti-iraniano?

    E ancora: secondo te lo scenario auspicabile era quella di una presenza massiccia di forze statunitensi in Iraq per intervenire negli eventuali conflitti regionali, ad esempio in Siria? E tu credi che l’infattibilità politica di qualcosa del genere dipenda da Obama? Accidenti alla democrazia e all’opinione pubblica, se non fosse per loro ci sarebbe un soldato americano in ogni quartiere a sparare agli scippatori. Alla faccia del Keynesismo di guerra, avresti anche risolto il problema della disoccupazione negli Stati Uniti.

    E poi: Berlusconi quando voleva tenere su Gheddafi (un ricattatore con disturbo di personalità) era un pragmatico statista, ma sono sicuro che secondo te Obama quando considera l’Iran un interlocutore è un pacifista radical chic in odore di Dhimmi.

    A me pare che la vostra visione (dico tua e di Gustavo Ulvi) sia piagata dallo stesso doppiopesismo dei fanboy di Obama e degli anti-americani sempre e comunque. L’intervento in Iraq ha abbattuto un regime stabile, che non aveva manifestato pulsioni aggressive da più di dieci anni, e che era un nemico naturale dell’Iran. Un regime odioso e sanguinario: ma se contesti per ragioni di real-politik l’intervento contro Gheddafi (che però era già in bilico, e rischiava comunque di crollare alla fine ma dopo una lunga guerra civile; e ha richiesto molto meno impegno alla coalizione internazionale) per coerenza dovresti essere contro la seconda guerra del Golfo all’ennesima potenza.

  9. Pingback: Scacco matto | Fabristol

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