Di califfi e di emiri

heres-where-the-pentagon-says-that-isis-is-dominant-in-iraq-and-syriaLa propaganda in un conflitto è da tutte e due le parti, e lo sappiamo bene. Ma l’Occidente ha imparato a fare propaganda con una strategia nuova: il silenzio. Quando nei media non si parla più di una guerra vuol dire che la si sta perdendo. Avete per caso sentito più niente riguardo all’ISIS, alla Libia, a Boko Haram, alla rivoluzione Houthi in Yemen? Lentamente, giorno dopo giorno le notizie sono sempre meno. Per esempio dopo l’offensiva di Tikrit in cui abbiamo visto appena 3000 soldati dell’esercito irakeno accompagnati da 20000 miliziani sciiti armati dall’Iran non abbiamo più sentito nulla. In realtà le notizie si trovano ma bisogna saperle scovare per bene da fonti non sospette. Insomma non da CNN, BBC o Jerusalem Post ma da fonti arabe o mediorientali. E allora si scopre che nonostante il Pentagono dica che ISIS abbia perso il 25% del suo territorio (vedere la mappa con falsi confini: Homs e Anbar sono quasi tutte e due sotto il dominio dell’ISIS), in realtà sta avendo un altro successo strepitoso: dopo aver assediato Ramadi per mesi e aver occupato tutte le città principali della provincia dell’Anbar, ISIS sta per entrare in Ramadi, a poche decine di chilometri da Baghdad. E’ notizia di qualche giorno fa invece che ISIS controlla parte della raffineria più grande dell’Iraq, Baiji. Tant’è che le poche truppe rimaste in Tikrit stanno ora soccorrendo Baiji e Ramadi. Si parla poi di riconquistare Mosul ma forse non ci rendiamo conto che Tikrit aveva appena 50000 abitanti quando fu assediata, l’area grande di Mosul ne ha quasi 2 milioni. Nonostante Siria, Iran, Iraq, Kurdistan, US, UK e vari altri paesi occidentali che lo stanno bombardando ogni giorno ISIS cresce sempre di più. Tikrit è stata abbandonata strategicamente dall’ISIS per concentrarsi su Anbar e Siria. In Siria ISIS ha concluso nelle ultime settimane l’avanzata più imponente della sua storia. Dopo aver conquistato le province orientali confinanti con Anbar irakeno (Homs e Dayr Al zawr) ha puntato al campo palestinese di Yarmouk, un distretto di Damasco, con l’aiuto di Al Nusra con cui sono stati fatti taciti accordi di non belligeranza.

Riguardo ad Al Nusra poi si parla veramente poco. Jabhat Al Nusra è un affiliato di Al Qaeda (che riceve finanziamentti da sauditi e Qatar) che recentemente ha dato segni di volersi dichiarare indipendente da quest’ultima. Al Nusra controlla un emirato de facto nel Nord Ovest. Nelle scorse settimane ha catturato la grande città di Idlib e sta applicando la sharia sul proprio territorio. In pratica abbiamo un califfato e un emirato che stanno collaborando per un fine comune: eliminare Assad. Una volta eliminato Assad (anche se credo che la Russia non lo permetterà mai) avremo due nemici da combattere: il califfato islamico e l’emirato di Al Nusra. Incominciate a segnarveli nella cartina.

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3 commenti

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3 risposte a “Di califfi e di emiri

  1. Kirbmarc

    Mi chiedo tuttavia se le fonti arabe e mediorientali non siano anche loro da prendere con le molle. Questi successi continui dell’ISIS, uno più impressionante dell’altro, mi sembrano un po’ sospetti, anche se non credo che nemmeno i nemici dell stato islamico stiano vincendo.

    “. Nonostante Siria, Iran, Iraq, Kurdistan, US, UK e vari altri paesi occidentali che lo stanno bombardando ogni giorno ISIS cresce sempre di più.”

    La domanda che mi sorge spontanea è: come fanno? L’Iraq non è il Vietnam, dove puoi nascondere interi eserciti nella giungla. L’Iraq di ripari per i carri e l’artiglieria ne ha pochini, e anche la fanteria non la puoi nascondere a lungo se avanzi, quindi con tutti questi bombardamenti ormai dovrebbero essere alla frutta.

    Le guerre si vincono con le armi. Dove le prende ISIS le armi? Le fonti “ufficiali” dicono che le abbia “rubate”, ma anche se fosse, chi li rifornisce di proiettili? E di pezzi di ricambio? Solo l’Arabia Saudita? Il confine fra l’Arabia Saudita e l’Iraq è tutto deserto, basta bombardare ogni convoglio di miliziani che ci si avvicina e addio rifornimenti.

    E poi con tutti questi nemici come fanno i miliziani dell’ISIS a mantere le loro reclute motivate e in numero sufficiente? Sono immortali e pieni di super poteri che Maometto ha mandato sulla terra?

  2. @ Kirbarc

    solo ora mi rendo conto di non averti risposto. Scusa! Allora ISIS è stato finanziato per anni da Qatar e Sauditi con il tacito consenso di USA e ora pure Israele. Le armi le prende dai depositi che gli americani hanno lasciato in Iraq. Uno dei tanti motivi per cui l’Iraq fu invaso fu proprio quello di assicurarsi tutte le commesse di armi e munizioni in cambio di petrodollari. Infatti quello che ISIS fa continuamente è attaccare le basi iraqene per rifornirsi di armi. E fu proprio uno dei motivi che spinse ISIS ad atttraversare il confine tra Siria e Iraq. L’Iraq è una miniera d’oro per le armi. L’ultima sortita l’hanno fatta un mese fa in una base in Anbar e dove hanno trafugato migliaia di munizioni e di armi pesanti. E poi l’Iraq non è il vietnam è vero ma ha il vantaggio di avere confinanti compiacenti come la Turchia o la Siria occupata dalle forze ribelli.

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