Il Vangelo degli hotel

Se potessi contare facendo un rapido calcolo della media per anno il numero di hotel che ho girato in vita mia credo che superei i 200 facilmente – ahimé visitati quasi tutti per lavoro non per vacanza – in quasi tutto il globo. E non importa dove sia stato, dalle Ande cilene alle campagne di Lamezia Terme, dal resort del Serengeti tanzanese ai grattecieli di San Paolo, vi posso assicurare che gli hotel sono tutti identici. Dalle lenzuola bianche alla moquette, dall’inutile televisore alla altrettanto inutile poltroncina vicino alla finestra, dalla mancanza cronica di prese elettriche vicino al letto al complicato sistema di luci, dall’onnipresente cartellino ipocrita su “rispetta l’ambiente, laveremo solo gli asciugamani che lascerai per terra” al complicatissimo sistema della doccia (decine di leve e manopole quando basterebbe un semplice rubinetto), dal pane tagliato a fette per burro e marmellata al succo d’arancia ecc. ecc. Troverete più differenza nel modo di dire una messa in una chiesa di rito cattolico che tra gli hotel nel mondo. Tante somiglianze non possono non avere fatto scattare in me la domanda: ma esiste una guida ufficiale su come gestire gli hotel a stampino? Una sorta di Bibbia del settore? Ed esiste una associazione mondiale che decide questi standard e tutti si adeguano senza discutere? Chi ha deciso questi standard e perché proprio questi?

Per esempio non ho mai visto un hotel che non avesse un televisore in camera. Non so voi ma che siate un turista o un businessman l’ultima cosa che farete in hotel sarà guardare la TV dopo una giornata di tour o di lavoro. Eppure è un “must” imprenscindibile. Quanto risparmierebbero gli hotel se levassero le TV dalle camere? C’è veramente questa grande richiesta di TV in camera spesso in una lingua diversa dalla propria e incomprensibile quando tutti ormai ci colleghiamo al WIFI appena entrati in camera?

E ancora perché negli hotel moderni non esistono più lampadari ma solo luci da tavolo con interruttori multipli indipendenti ché non sai mai quale accende quale luce? Chi lo ha deciso e quando?

Misteri della vita.

6 commenti

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6 risposte a “Il Vangelo degli hotel

  1. Totentanz

    Esattamente come la distribuzione delle merci negli ipermercati, le leggi del marketing non lasciano niente al caso neanche nel settore alberghiero.
    Non ne so molto ma azzardo qualche ipotesi:

    Il televisore credo sia uno degli elementi necessari per ottenere tot numero di stelle. Inoltre credimi, è molto richiesto, soprattutto dagli anglofoni (quante recensioni ho letto di americani che si lamentavano dell’assenza di canali in inglese sul televisore di alberghi italiani, per dire).

    Le lenzuola sono bianche e – se ci fai caso – hanno tutte lo stesso odore neutro per prevenire qualsiasi tipo di lamentela. Tu sarai un cliente adorabile, ma il settore è pieno di clienti che si lamentano di ogni minchiata, perfino del colore delle lenzuola.

    Le lampade sono più facili da pulire rispetto ai lampadari a soffitto.

    Per il resto (colazione, arredamento della stanza) è tutto omologato perché a te Fabristol piace avere esperienze sempre diverse, ma alla maggior parte delle persone no, si sentono sicure e a loro agio in ambienti che sanno identificare in un nanosecondo. Per questo gli alberghi delle grandi catene sono tra i non luoghi per eccellenza.

    Riguardo alla rarità delle prese vicine al letto, ci ho fatto caso anche io. Non so immaginarmi una spiegazione, ma sono certo che manco questa è una cosa lasciata al caso.

  2. Marco

    Qui trovi i criteri per l’assegnazione delle stelle di Hotelstars Union, una delle principali associazioni europee: http://www.hotelstars.eu/fileadmin/download/kriterien/Hotelstars_Union-_Classification_Criteria_2015-2020.pdf
    Under the patronage of HOTREC – Hospitality Europe, the hotels associations of Austria, Czech Republic, Germany, Hungary, Netherlands, Sweden and Switzerland have created the Hotelstars Union. In the meantime, the following countries joined the star family: Estonia (2011), Latvia (2011), Lithuania (2011), Luxembourg (2011), Malta (2012), Belgium (2013), Denmark (2013) and Greece (2013).

  3. Mentre cerco di calcolare spannometricamente se ho visitato più alberghi o più aeroplani (anch’io sono sull’ordine di poche centinaia), osservo dalla mia piccolissima esperienza di arredamento di monolocali a uso affitto (2 unità) che un bel televisore satellitare flatscreen è una spesa irrisoria in confronto al resto dell’arredamento ma soprattutto ai puri metri quadri del locale.

  4. Scusate il ritardo. Ho dato uno sguardo al documento che Marco ha linkato. Quindi alla fine tutto e’ deciso per avere le famose stelle, che poi hanno un valore relativo e la cui assegnazione e’ diversa in base al paese per esempio. Ancora pero’ non mi capacito del fatto che per avere una stella in piu’ ci debba essere uqella poltroncina inutile… Assurdo quanto il settore sia standardizzato ad un punto tale che perfino le misure della mobilia sono decise da queste associazioni.

  5. Mi rendo conto che la mia posizione non ha un valore universale, tutt’altro ma… è evidente che il wi-fi in hotel (all’estero) mi è comodo per evitare le spese del roaming ecc., ma internet sullo smartphone ce l’ho ogni giorno della mia vita, invece la televisione in casa no, è una sorta di guilty pleasure che mi concedo proprio (e solo) quando sono in hotel.

    Inoltre, se sono all’estero, guardare la televisione è divertente e curioso (anche nei paesi scandinavi dove ho passato le ferie estive la programmazione è tutta internazionale e in inglese, ma le pubblicità no).

  6. Si ma pagheresti di piu per questo servizio? O sceglieresti un hotel solo per questo motivo?😉

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