Archivi del mese: dicembre 2015

Pensieri sparsi sul rapporto con l’Islam

  1. Si è parlato tanto del fatto che ci fossero pochi musulmani ad una manifestazione contro il terrorismo a Milano di qualche settimana fa e che in generale di manifestazioni contro il terrorismo non se ne sono viste granché nelle comunità musulmane in Occidente. A mio parere mi pare disdicevole chiedere ad un musulmano che non ha fatto alcun crimine e che non ha in mente di fare alcun crimine di scendere in piazza per manifestare contro il terrorismo. Gli atti di singoli o di organizzazioni terroristiche non dovrebbero ricadere come una colpa su una intera comunità. Inoltre di quale comunità stiamo parlando, di quale Islam stiamo parlando. L’Islam è tanto diversificato tanto quanto il Cristianesimo. Per lo più i jihadisti sono salafiti e wahabiti. Tutte le altre denominazioni sono per lo più fuori da ideologie jihadiste. Sarebbe come se ci si aspettasse dai cattolici di marciare in piazza contro gli atti di terrorismo contro le cliniche abortiste dei cristiani evangelici americani.
  2. Certo è che però fa impressione vedere migliaia o decine di migliaia di musulmani scendere nelle piazze per le vignette su Maometto o contro Israele. Questo sì che è un metro di paragone del livello di fondamentalismo delle comunità islamiche in Occidente.
  3. .Sulla proposta di Donald Trump di non permettere ai musulmani di entrare negli USA, non saprei neppure cominciare tanto è assurda e razzista la proposta. Senza andare tanto lontano con la memoria storica Trump ha perfino elogiato la politica di internamento degli americani di origine giapponese in USA durante la seconda guerra mondiale. Una pratica illiberale e incredibilmente vicina al modus operandi delle potenze dell’Asse. Un crimine contro l’umanità di cui gli USA non hanno mai risposto. E, un’ordinanza firmata da Roosevelt, un democratico. Come dire che non esiste alcuna differenza tra GOP e liberal. Quello che però mi ha stupito di più sono stati i commenti di tanti liberal: “ma così i musulmani americani vengono alienati sempre di più e diventano terroristi.”. Ora questa giustificazione del terrorismo che nasce dai soprusi mi ha un po’ preso agli zebedei. Secondo questa teoria i musulmani jihadisti diventano cattivi cattivi perché gli occidentali li trattano male. Ora pensate a questo: avete mai visto un cristiano assiro (o siriaco) farsi esplodere in un mercato con una bomba piena di chiodi perché faceva parte di una minoranza etnica vittima di soprusi? Avete mai visto un monaco tibetano farsi esplodere a Beijing? Avete mai visto un dissidente cubano andare a sparare in un centro commerciale contro civili a caso? No, eppure tutte queste minoranze sono state vittime di soprusi per decenni o secoli. Essere vittima di un sopruso non può essere mai una giustificazione per uccidere persone innocenti. Food for thoughts.
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Scopri le 10 differenze

Screen-Shot-2015-11-29-at-10.27.16-AMNelle prossime settimane Ashraf Fayadh verra’ decapitato in pubblica piazza per aver scritto questi versi.

Non siamo nella capitale del Califfato Raqqa o a Mosul. Ci troviamo in una citta’ molto conosciuta dai nostri politici in una piazza lavata giornalmente dal sangue di eretici, concubine, omosessuali. Che differenza c’e’ tra ISIS e l’Arabia Saudita se non che il secondo fa affari impunemente con noi?
Secondo la sharia del regno saudita la maggior parte della popolazione occidentale dovrebbe essere decapitata. Pensate a questo la prossima volta che il vostro Primo Ministro stringera’ la mano di un saudita.
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