Pandora’s box

cameron3_0La mia giornata in ufficio si è aperta con una storia edificante. Un collega assiste ad una scena shockante dal benzinaio. Un uomo si avvicina al benzinaio polacco e gli dice: “ora dovrai andartene, non è vero?”. Il polacco risponde “vuoi il mio lavoro allora?”. Dopo questa bella storia di primo mattino -altre ne seguiranno durante la giornata – la giornata però si chiude con un po’ di speranza. Un collega mi fa: “son sempre stato orgoglioso di essere britannico perché pensavo che i valori del liberalismo economico e sociale fossero quelli fondamentali dell’identità di quest’isola. Ma ora, dopo tutto quello che è successo mi rendo conto che per il 50% del resto della popolazione i valori fondanti della britishness sono l’isolazionismo economico e sociale e il razzismo. Ma allora cosa significa essere britannici? Quelli che pensavo fossero i miei valori non lo sono per il resto, quindi sono britannico? Forse non lo sono e non lo sono mai stato.”

Il mio collega ha colto nel segno esattamente quello che è successo. Metà della popolazione inglese – urbanizzata, con diploma o laurea, giovane, middle o upper class – ha votato per stare nell’UE e metà – provincia e campagne, senza diploma o laurea, sopra i 60, lower class – ha votato per lasciare UE. Un taglio netto della società.

Un altro collega incalza: “E’ la guerra civile. E’ la guerra civile vi dico.”. L’umore è nero. Molti si chiedono come sia possibile che una parte della popolazione possa forzare il resto a scegliere un futuro che non vuole. “E’ la democrazia.” qualcuno dice scrollando le spalle. “Il parlamento prende queste decisioni, perché è democrazia rappresentativa, non attraverso un referendum.” risponde un altro. “Allora io voglio che Brighton che ha votato a maggioranza per stare si aggreghi alla Scozia per tornare nell’UE.”

Apriamo la mappa del voto e ci rendiamo conto di come il paese sia diviso. Mi rendo conto solo ora che il voto del Remain segue esattamente la romanizzazione dell’isola, la sua urbanizzazione, le sue strade. Si parte dai porti di approdo nel sud per salire su in linea retta verso Londinium e poi su fino a Cambridge, poi a Ovest verso Bristol e Cardiff passando per Oxford. Praticamente le grandi autostrade, che prima erano strade romane punteggiate da città romane. La via del commercio da Roma verso Londinium è ancora lì, un taglio nelle foreste dei celti. E dopo con i normanni e i danesi. Chi vive in queste città della via di commercio creata 2000 anni fa tuttora si sente cosmopolita o parte dell’Impero. Bastano pochi chilometri fuori dalle autostrade e torni in un mondo che non è cambiato di molto dai tempi di Bodicea. Mai stati romanizzati, mai venuti a contatto con lo straniero.

La guerra civile, riecheggiano quelle parole. Penso che la metafora calzi a pennello. Niente fucili o cannoni ma un voto. Un voto che forza metà della popolazione a distruggere 40 anni di relazioni e società e scegliere un destino diametralmente opposto. Che forza famiglie a ripensare al loro futuro, compagnie a spostarsi, risparmi andati nel fumo nel giro di pochi minuti, vite sconvolte col potere di una penna. Non è forse questa una violenza immane? Certo, niente fucili ma in una società senza armi il voto è doloroso quanto un proiettile. E se ci fossero stati i fucili non li avremmo forse imbracciati per difendere i nostri sacrifici, le nostre proprietà, le nostre speranze da quest’orda di barbari? Certo che l’avremmo fatto. E allora sì, è giusto chiamarla guerra civile, e allora è giusto dire a voce alta “not in my name” allo stesso modo in cui altri in altri luoghi dissero lo stesso contro la Marcia su Roma o la Rivoluzione di Ottobre. Si è passati dalla spada al fucile, dal manganello al voto. Ma i barbari sono sempre gli stessi. Sono sempre là a chiedere la distruzione delle ricchezze in un rito purificatorio per cui pensano che dalla distruzione rinasca un mondo nuovo migliore. “Ma è la democrazia!” gridano tutti. Già se la Rivoluzione di Ottobre o la presa della Bastiglia o la marcia su roma fossero state fatte con un referendum -e avrebbero tutte stravinto – a quest’ora sentiremmo sempre gli utili idioti “Ma è la democrazia!”. E non un singolo proiettile sarebbe stato sparato. Ma la distruzione ci sarebbe stata comunque. Il paese distrutto, diviso, sogni infranti e milioni di utili idioti a sventolare le loro bandierine e a urlare che ” è la democrazia, bellezza.”. Hitler non sparò un colpo per salire al potere, semplicemente fece parlare il popolo con 4 referendum.

Tutto è giustificato dalla dittatura della maggioranza. 50.1% e puoi fare qualsiasi cosa: espropriare, deportare, costruire muri che dividono popoli, fare guerre, uccidere in massa. Qualsiasi sogno che la mente delle bestie riesce a creare può essere portato avanti. “Ma è la democrazia!”. Questa volta sento quest’urlo dall’altra parte del Canale della Manica. Li sento gli utili idioti italiani con i loro commenti sofisticati “Il popolo ha deciso!”, “Viva il popolo, abbasso i banchieri e i burocrati!”. Mi sembra di sentire i bolscevichi o i fascisti che marciavano con gli stessi slogan “Questo è il volere del popolo!”. Italiani che sono andati una volta a Londra e pensano di aver visto il Regno Unito “Che bravi a Londra!”. Londra non è il Regno e il referendum lo conferma ancora una volta. Fuori da Londra e dalle grandi città c’è l’abisso, quello che spesso tra colleghi chiamiamo la “redneck land”. Un mondo di jingoisti, imperialisti, neofascisti senza alcuna cultura e senza niente da perdere. Un mondo che produce subumani di questo genere https://twitter.com/jimalkhalili

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Avete appena aperto il vaso di Pandora e dato voce alle bestie. Non tutti quelli che hanno votato per Brexit sono razzisti ma tutti i razzisti hanno votato per Brexit. Significa che gli avete dato una voce, li avete nutriti di menzogne per mesi e gli avete fatto credere che “it’s OK to harass the immigrants now”. Il tabù è crollato, non ci si vergogna più di sfoggiare l’intolleranza e qualsiasi cosa può ora essere richiesta. Magari un referendum per deportare certe nazionalità o gruppi. “Ah, impossibile è una democrazia!”. Oltreoceano qualcuno sta usando proprio la democrazia per deportare 11 milioni di persone, cosa può fermare un manipolo di facinorosi dell’UKIP e BNP dal fare lo stesso? Dove è il limite ora? Se il voto del popolo è sacro e va sempre rispettato cosa differenzia una democrazia da una tirannia?

 

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