Il piú grande esperimento sociale della storia

433La sparatoria di Monaco a mio parere dovrebbe essere ricordata come il piú grande esperimento sociale della storia. Nessuno sarebbe stato in grado di organizzare un esperimento tanto rivelatore della psiche umana globale. Metti la notizia di un attacco terrorista online e lasci il pubblico in attesa di capire chi sia l’attentatore e quindi il movente e vedi un po’ cosa succede. Su Twitter per ore c’erano due tribú contrapposte: quelli che speravano fosse un attacco jihadista e quelli che speravano fosse nazionalista. Uso il verbo “sperare” perché era chiaro che chi scriveva i tweet voleva a tutti i costi la propria premonizione vincere rispetto alle altre. Le tribú ovviamente riflettevano tribú ben piú ampie, ovvero i campi che definiamo di sinistra e di destra. La sinistra pregava fosse un ultranazionalista bianco cristiano e la destra che fosse un jihadista. Di colpo ti rendi conto che in questa guerra tra jihadisti e resto del mondo la sinistra ha giá preso posizione e la destra é giá “trumpista” di sua natura: #banislam era in vetta alla classifica dei trend per ore nonostante nessuno sapesse ancora nulla.

Si rivela invece essere stato un ragazzo tedesco ma di origini iraniane. E qui é ancora piú interessante la psiche tribale umana: i sinistri additavano la strage all’emarginazione, alla mancanza di welfare e alla societá capitalista in generale, mentre i destri la additavano al fatto che fosse i origini iraniane. I primi ignoravano il fatto che la sua famiglia non era povera né emarginata e che si trattava di bullismo a scuola e depressione, mentre i secondi il fatto che la famiglia era integrata, scappata dalla rivoluzione iraniana e quindi probabilmente di origini borghesi e laiche e che il jihadismo é un fenomeno tipicamente sunnita e probabilmente la famiglia di Ali era sciita. Ma non importa, l’importante é trovare conferma dei propri pregiudizi. Pregiudizi giá presenti durante l’attacco quando testimoni giuravano di aver sentito il ragazzo urlare Allah Akbar oppure “fottuti stranieri”. Queste persone giuravano di avere sentito queste parole e le hanno riportate sui giornali. Il primo avrebbe dato conferma di un attacco jihadista, il secondo di un attacco in stile nazionalista. Sí certo, Ali aveva studiato altri attacchi incluso quello di Brevik ma aveva anche studiato quelli che non avevano alcuna matrice politica o religiosa come quelli di Columbine et al. E, cosa non detta troppo dai giornali, gli altri figli di immigrati di origine turca e araba lo prendevano in giro perché era di origine iraniana. In questo melting pot di possibili cause per giustificare le nostre tribú di appartenenza l’unico fatto certo é che sono stati anni e anni di bullismo perpetrato dai soliti ragazzini senza cuore che a quell’etá diventano delle bestie ad avere fatto scattare l’ira di Ali.

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