I bambini che non esistono

cxtchonxcaaiiozHo volutamente aspettato qualche giorno ma niente. Nessuna copertina di giornale, nessuna manifestazione di protesta, nessun commento dall’ONU. La BBC ha perfino edulcorato last-minute un articolo mettendo la notizia in un angolo (vedi screenshot qui sotto). Stile propaganda sovietica, quando i giornalisti dovevano avere i propri articoli approvati da un commissario di partito. La propaganda occidentale moderna è subdola, ed è ben peggiore di quella comunista o nazifascista: almeno questi ultimi le notizie le riportavano distorte oppure aumentavano i numeri di morti e feriti a seconda della convenienza. I media occidentali moderni invece ignorano le vittime e le stragi che non fanno parte della loro linea ideologica. Se non sei su Google, si dice, non esisti. Se una strage non è sulle agenzie occidentali non esiste o se esiste è propaganda del nemico quindi falsa.cxvo16_w8aanc2v-jpg-large

Tutto questo per dirvi che i famosi “ribelli moderati” pagati dagli USA hanno bombardato una scuola di Aleppo Ovest, quella ancora sotto il governo siriano. Otto bambini sono morti e 32 sono feriti. Queste immagini qui sopra sono raccapriccianti ma è giusto che le vediate, almeno da questo piccolo blog, visto che per le agenzie giornalistiche questi bambini neanche esistono.

Bonus: ogni tanto sui canali governativi spuntano fuori le prove delle immagini “fake” distribuite dai White Helmets (i volontari pagati dall’occidente per aiutare le popolazioni civili nelle zone dei ribelli) ai media occidentali. Ce ne sono veramente tante (gente che si trucca con polvere bianca e sangue finto, morti che in alcuni scatti aprono gli occhi o sorridono) ma questa la supera tutte. In pratica qualcuno dei ribelli ha uploadato il video per sbaglio senza tagliare la parte iniziale. Ma il web non perdona e non si può più tornare indietro una volta che hai schiacciato il bottone invio. Queste sono le fonti ufficiali da cui i media occidentali abboccano ogni giorno. Buona visione!

 

4 commenti

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4 risposte a “I bambini che non esistono

  1. Chi li guarda agisce con lo stesso principio: vede quello che vuole vedere. Quindi non sarei così fiducioso sul fatto che se qualcosa è sul web ristabilisce la verità.
    I bambini morti nel terremoto in Turchia continuano a essere palestinesi nonostante sia da tempo smascherato il falso. È più confortante accettare ciò che già diamo per scontato.

  2. I filmati taroccati palestinesi noi [che non ci lasciamo incantare da tutto quello che il web ci presenta] li chiamiamo Palliwood. Ho visto uomini e donne resuscitare che neanche Romero sarebbe stato così realistico.

  3. in effetti il parallelo con il confitto israelo-palestinese calza a pennello.

  4. Fosse successo in Israele non avresti dovuto attendere molto dai mass media. Manifestazioni di protesta ce ne sarebbero state, eccome. I soliti promotori del boicottaggio contro Israele avrebbero alzato la voce. Ci sono bambini di serie A e di serie B per l’opinione pubblica, purtroppo.
    E non me ne faccio una ragione.

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