Archivi del mese: marzo 2017

Purtroppo c’è vita

La notizia della scoperta del Sistema Trappist-1 a pochi (si fa per dire) anni luce dalla Terra ha riaperto le discussioni sulla possibilità che uno dei suoi pianeti possa ospitare la vita. E la possibilità che Marte abbia ospitato vita è ormai parte della lista quotidiana di notizie della rubrica scientifica di qualunque giornale. E però, con tutti gli esperti intervistati non ho ancora sentito nessuno che invece dica la sacrosanta verità, ovvero che se dovessimo scoprire vita su Marte o su qualsiasi altro pianeta sarebbe la fine dei nostri sogni colonizzatori su questi pianeti. Fatemelo dire chiaro e tondo: scoprire la vita su un altro pianeta non è una bella notizia per vari motivi. Il primo è che non potremmo colonizzare quei pianeti, pena la contaminazione degli esploratori e futuri coloni; la seconda è che dovremmo mettere in quarantena chiunque abbia toccato suolo alieno, pena la contaminazione della vita terrestre. Non c’è niente di romantico nello studiare vita aliena. Per gli astrobiologi si tratta di un doloroso conflitto interno: studiano e amano il loro campo di studi ma poi se mai dovessero trovarsi di fronte alla vita aliena non potrebbero studiarla direttamente se non con l’ausilio di robot o dall’orbita. Il pericolo di contaminazione è tale che se qualcuno venisse a contatto con vita aliena e volesse tornare sulla Terra l’ONU potrebbe seriamente acconsentire alla quarantena totale in orbita terrestre, che significherebbe la morte per gli sfortunati contaminati. E qualsiasi tentativo di rientro non autorizzato verrebbe giustamente considerato come una minaccia tale che l’abbattimento della navicella spaziale sarebbe giustificabile.

 

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