Archivi del mese: marzo 2017

Il sinistrorso fluido

Da qualche anno a questa parte sto notando un incredibile avvicinamento tra la sinistra e l’Islam. Questo avvicinamento non è una sorpresa vista la storia della sinistra degli ultimi decenni: terzomondismo, questione palestinese, pauperismo, anti occidente, anticristianesimo ecc. Ma è l’avvicinamento all’islamismo – ovvero jihadismo – che fa paura e, se me lo consentite dire, ribrezzo.

Abbiamo visto la sinistra terzomondista stracciarsi le vesti per Gaza e Cisgiordania ma l’abbiamo sempre vista associarsi laicamente a OLP e perfino con Hamas. Poi è arrivata l’era Bush e l’era del terrorismo internazionale, poi la guerra in Siria. Dapprima la sinistra ha fatto leva sul pauperismo: “i terroristi si fanno esplodere perché’ vengono da paesi poveri sfruttati dal capitalismo occidentale”. Ma poi piano piano per una naturale tendenza della mente umana ad associarsi ai nemici dei propri nemici la sinistra ha incominciato ad identificarsi nel jihadismo globale. Non passa giorno che attivisti e perfino femministe non si facciano fotografare con hijab e veli vari. È inutile dire che una femminista che si copre il corpo completamente è un ossimoro che avrebbe fatto rabbrividire le femministe in minigonna degli anni 60 che lottavano per la liberazione della donna? E tutto questo in nome della lotta contro l’occidente capitalista giudeo-cristiano. Recentemente la sinistra ha appoggiato Al Nusra, ovvero Al Qaeda in Siria e Ahram Al Sham e tutte le sigle jihadiste siriane. Motivo? Si oppongono ad Assad e questo basta. Che poi nei territori da loro amministrati torturino, decapitino, uccidano e schiavizzino non ha importanza.

Assad è il cattivo tiranno e la Sharia è solo un danno collaterale. Anzi non è neppure un danno, è la giusta opposizione contro il capitalismo globalista. Sharia è perfetta per il sinistrorso: è un sistema socialista, pauperista, anticapitalista. Perché’ alla fine la sinistra non è altro che questo: opposizione perpetua contro il ricco oppressore. In questa loro identità fluida i sinistrorsi hanno appoggiato il peggio del peggio nella loro storia: da Khomeini in Iran ad Hamas a Gaza, da Al Nusra in Siria alle attiviste islamiste che su Twitter rivendicano l’hijab come simbolo della liberazione femminile. E son sicuro che avrebbero appoggiato perfino i primi cristiani nei primi secoli della diffusione del cristianesimo, nonostante oggi gli si oppongano. Motivo? Era la religione degli schiavi, degli oppressi contro l’Impero dei gentili. Che poi il cristianesimo venga definito alleato perfetto del capitalismo globale oggi non ha importanza. L’importante è andare contro l’Impero. In tutto questo potete capire cosa frulli per la testa di un sinistrorso: confusione e frustrazione. Tutti sono amici e tutti sono nemici, dipende solo in quale contesto storico e politico. Confusi e frustrati ma anche un po’ invidiosi di chi a destra non si è mai mosso di un millimetro dai tre pilastri della propria religione politica: famiglia, dio e patria. Certo gli ultimi due cambiano col tempo (divinità e patrie sono anch’esse fluide) ma nei secoli, non nel giro di pochi anni. E se non avete capito cosa sta succedendo con la sinistra occidentale allora non avete capito quello che sta succedendo anche dall’altra parte: ovvero la destra fedele ai pilastri di famiglia, dio e patria appoggia attivamente Putin, il nuovo uomo della Provvidenza. Non c’è dubbio quindi, la battaglia politica nei prossimi anni sarà tra destra putiniana e sinistra jihadista. E a causa delle dinamiche squisitamente istintive dei processi mentali umani non vi è scampo da questo dualismo ideologico. Benvenuti nel ucronico 21esimo secolo fatto di femministe col burqa e cinture esplosive e fascisti che sventolano la bandiera rossa con la stella del Cremlino.

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Purtroppo c’è vita

La notizia della scoperta del Sistema Trappist-1 a pochi (si fa per dire) anni luce dalla Terra ha riaperto le discussioni sulla possibilità che uno dei suoi pianeti possa ospitare la vita. E la possibilità che Marte abbia ospitato vita è ormai parte della lista quotidiana di notizie della rubrica scientifica di qualunque giornale. E però, con tutti gli esperti intervistati non ho ancora sentito nessuno che invece dica la sacrosanta verità, ovvero che se dovessimo scoprire vita su Marte o su qualsiasi altro pianeta sarebbe la fine dei nostri sogni colonizzatori su questi pianeti. Fatemelo dire chiaro e tondo: scoprire la vita su un altro pianeta non è una bella notizia per vari motivi. Il primo è che non potremmo colonizzare quei pianeti, pena la contaminazione degli esploratori e futuri coloni; la seconda è che dovremmo mettere in quarantena chiunque abbia toccato suolo alieno, pena la contaminazione della vita terrestre. Non c’è niente di romantico nello studiare vita aliena. Per gli astrobiologi si tratta di un doloroso conflitto interno: studiano e amano il loro campo di studi ma poi se mai dovessero trovarsi di fronte alla vita aliena non potrebbero studiarla direttamente se non con l’ausilio di robot o dall’orbita. Il pericolo di contaminazione è tale che se qualcuno venisse a contatto con vita aliena e volesse tornare sulla Terra l’ONU potrebbe seriamente acconsentire alla quarantena totale in orbita terrestre, che significherebbe la morte per gli sfortunati contaminati. E qualsiasi tentativo di rientro non autorizzato verrebbe giustamente considerato come una minaccia tale che l’abbattimento della navicella spaziale sarebbe giustificabile.

 

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