L’apartheid dei bagni pubblici

Sarà capitato almeno una volta a molti, quello di sbagliare tra la porta uomini-donne dei bagni pubblici. L’ultima volta che mi ricordi ero ad un ristorante e il simbolo era cancellato o incomprensibile e avevo il 50% di possibilità di sbagliare e ovviamente ho sbagliato e sono entrato in quello delle donne. Me ne rendo conto solo quando esco perché una donna con una bambina alla mano mi guardò come se avessi appena squartato un cane randagio in pubblico. La bambina commentò indicandomi come un serial killer: “perché quell’uomo è nel bagno delle donne?” In quel momento mi sono sentito uno schifo di uomo. Ma cosa avevo fatto di male? Nulla ovviamente ma la societa ti vuole far credere che sei un mostro.

Ecco per me se c’è una cosa incomprensibile nella società moderna dove tutto è unisex, dall’abbigliamento ai lavori, dal linguaggio ai diritti ecc., è perché ancora esista l’apartheid nei bagni pubblici. L’idea di base è che averli mischiati rappresenterebbe un pericolo per le donne. Ecco che con questo post voglio sfatare un mito duro a morire: cara altra metà dell’universo umano, noi uomini non siamo tutti potenziali stupratori né vogliamo importunarvi e aggredirvi appena ne abbiamo la possibilità. Sembra una cosa banale da dire ma non lo è in una società che ha fatto di uno dei suoi pilastri portanti la convinzione che gli uomini siano tutti potenziali stupratori. Fin da bambini i maschi vengono separati dalle femmine perché fino a prova contraria i primi sono dei mostri in fieri. Credo che sia una cosa terribile quella di convincere un bambino fin da piccolo che sia un potenziale stupratore fino a prova contraria. E questo si estende a molti altri ambiti della vita quotidiana come nel caso di questo padre che ha dovuto spiegare alla polizia che quella con cui stava andando in hotel era sua figlia e non una potenziale vittima di pedofilia. Pensare che una cosa del genere possa succedere con mia figlia mi fa venire i brividi lungo la schiena. Mi sono veramente sentito male a leggere questa notizia. O vogliamo parlare della legislazione che privilegia le madri rispetto ai padri per l’assegnazione dei figli. Come se un uomo non fosse in grado di crescere i propri figli. Un altro mito duro a morire purtroppo: ci sono padri come il sottoscritto che sanno fare tutto per i propri figli né piu né meno delle madri ma per un pregiudizio sessista la società continua a considerarci come dei deficienti. La verità è che ci sono anche padri bravissimi e anche madre pessime ma l’universo femminile ci guarda come se fossimo dei casi eccezionali. “Oh e fa pure da mangiare! Ma che bravo!” “Oh poverino, gli cambia pure il pannolino.” Nel gergo della Boldrini questo si chiamerebbe sessismo all’incontrario. Ma purtroppo si è sessisti solo se si è uomini come si è solo razzisti se si è bianchi.

Tornando all’argomento dei bagni: immaginate lo scandalo se ci fossero i bagni separati in base all’etnia o religione. Quello è il bagno dei rom, quello dei neri, quello dei musulmani. Sarebbe inaccettabile. E lo dovrebbe essere anche per i bagni pubblici anche se tutti ci ridono a sentire questa battaglia persa. Si rideva anche dei bagni separati nell’apartheid sudafricana vi ricordate?

Gli stessi argomenti per la separazione dei bagni sono: una categoria di persona viene collettivamente considerata violenta fino a prova contraria; gli stessi argomenti per l’unione dei bagni sono: non è vero che quella categoria è collettivamente violenta. Vogliamo veramente far crescere i nostri figli facendogli credere che sono tutti potenziali stupratori e le nostre figlie che potrebbero essere stuprate da qualsiasi uomo compreso il proprio padre?

Annunci

4 commenti

Archiviato in Uncategorized

4 risposte a “L’apartheid dei bagni pubblici

  1. Immagino che c’entri in qualche modo anche l’igiene. Una donna deve sedersi e gli uomini oltre che sul pavimento ne fanno anche sul (non nel) water.

  2. E vai di generalizzazioni… non c’e’ proprio speranza se perfino gli uomini generalizzano sugli stessi uomini. Chi lo fa fuori del vasino e’ un maleducato, punto. Gli altri sono normali e di certo non si devono punire o accusare tutti quelli appartenenti ad un sesso se alcuni sono maleducati.

  3. Si vede che frequento gli ambienti sbagliati.

  4. E’ vero, mi ricordo ancora quando mia madre mi disse un giorno: ” no, meglio che tu rimani a casa, ora sei signorina e i ragazzi possono farti brutte cose.” Ecco, da quel momento in poi non riuscii a capire quale fosse questa cosa che io avevo che doveva attirare i ragazzi a farmi del male. In effetti poi scoprii che erano le mie tette già ipersviluppate a fare da attiramasschi ma in quel momento mi sentii veramente esclusa e dovetti rinchiudermi a casa solo per un motivo “religioso” perchè mia madre da buona cristiana non contemplava gli atti impuri, i palpeggiamenti e le esperienze sessuali prima del matrimonio, così arrivai immune fino ai 22 anni con tutte le conseguenze nefaste del mio caso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...