L’ingiustizia più grande

L’ingiustizia più grande è quella di aver resistito per quattro anni l’inferno e nel momento in cui si è vista la libertà a pochi metri si è morti nel peggiore modo possibile. L’ingiustizia più grande è quella di essere agli occhi del mondo cittadini di serie B. L’ingiustizia più grande è quella di morire senza che nessuno sappia neppure che sei morto in un modo tanto atroce. Le foto che vedete su questo blog ma sfortunatamente non sui grandi giornali sono di decine di civili uccisi mentre fuggivano da Foua e Kafriya verso la salvezza di Aleppo (ora sotto la protezione del governo). Un autobomba kamikaze si e’ fatta esplodere nel mezzo del parcheggio dove i loro bus si erano fermati a pochi chilometri dalla salvezza. Alcuni jihadisti sunniti hanno attratto un gruppo di bambini con patatine facendo finta di essere li’ con aiuti umanitari. I ragazzini si sono fiondati in massa, malnutriti e sneza vedere dolci o snack da 4 anni. In quel momento “Allah Aqbar, uccidi i maledetti takfiri”, la detonazione. Le bestie erano assettate di sangue e ora festeggiano in tutta Idlib. Si pensa che il conto dei morti possa arrivare a cento.

Ne ho parlato prima delle due piccole enclave di Foua e Kafriya, la cui unica colpa era di essere a maggioranza sciita. Un’eresia che merita la morte secondo gli jihadisti sunniti che ti assediano da quattro anni lanciandoti missili e facendo a tiro a bersaglio coi cecchini. Lo so, lo so non le avete mai sentite nei giornali queste enclave. I media non ve le vogliono far conoscere perché rovina la loro narrativa del ribelle buono che si oppone al governo cattivo. Eppure migliaia di civili erano li per anni senza che nessuno ve ne parlasse, senza che nessun messaggio su Facebook vi arrivasse in bacheca. Motivo? I siti che gli occidentali guardano sono TUTTI pro-jihad, ovvero sunniti. La loro sorte sembrava segnata con i “ribelli moderati” pagati dalla CIA e dal governo inglese che giuravano che avrebbero decapitato l’intera popolazione (vedere screenshot in basso). Finalmente si e’ riusciti grazie all’intervento dell’Iran ad evacuare queste isole di diversita’ in un oceano di totalitarismo jihadista, ovvero l’emirato di Idllib. Lo si e’ fatto scambiando le popolazioni civili di Madaya e Zabadani, roccaforti jihadiste vicino al confine col Libano, anche loro sotto assedio da parte dell’esercito siriano. Ci e’ voluto l’intervento del Qatar (che con la Turchia finanzia gli jihadisti) per arrivare a questo accordo. E solo perche’ un gruppo affiliato ad Hezbollah deteneva da anni due familiari della famiglia reale qatarina che erano stati catturati tra Arabia Saudita e Iraq mentre facevano caccia con il falco. Sembrava tutto pronto, tutto a posto quando i bus che portavano via i civili sciiti sono stati fatti esplodere. I bus con i civili sunniti di Madaya e Zahadani invece sotto la protezione del governo di Assad sono salvi da linciaggi e kamikaze. Ma sui social vi diranno che il diavolo Assad vuole fare pulizia etnica su Madaya e Zahadani come hanno detto da mesi.

Con questo post pasquale volevo solo ricordare le vittime innocenti del massacro jihadista di ieri che non si vedranno mai sui vostri giornali. Civili di minoranze che Assad protegge da decenni dalle bestie, bestie pagate dai governi occidentali. Nessuno muovera’ un dito, nessuno si scandalizzera’, nessuno vi fara’ vedere le foto dei bambini carbonizzati dai banchi dell’ONU, nessuna Ivanka che chiedera’ al babbo di fare giustizia. Nulla. Come ha detto un arcivescovo siriano cattolico in un’intervista l’altro giorno: “Se non fosse stato per Assad e la Russia a quest’ora saremmo stati tutti massacrati”.

 

 

 

 

 

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3 commenti

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3 risposte a “L’ingiustizia più grande

  1. Grazie per questo post e per il precedente.
    A margine, qualche considerazione: sappiamo che il totalitarismo jihadista – che, all’ingrosso, va da Al Qaeda all’Is – è gregario nei confronti dell’establishment saudita (qatariano, emiratiano) perché da esso è finanziato e sostenuto (con la complicità dei governi occidentali), ma soprattutto – credo – perché esiste un ideale teocratico e monarchico che li accomuna e che cozza in maniera assoluta contro i principi che informano le costituzioni dei paesi del cosiddetto “primo mondo”.
    Quello che mi chiedo è come si possa essere così tanto intellettualmente disonesti da ritenere dittatori prima Saddam Hussein e Gheddafi e adesso Assad, e per contro non considerare tali i membri della famiglia reale saudita o emiratiana o qatariana o bahreiniana.

    In breve: com’è che non è mai sull’agenda di alcun paladino della libertà l’idea di portare democrazia in Arabia Saudita?

  2. Grazie a te che mi leggi.
    Il motivo per cui i dittatori di Arabia saudita e Qatar non vengono abbattuti lo conosciamo benissimo purtroppo. Ci facciamo affari d’oro…

  3. Kirbmarc

    Le Lobby di Arabia Saudita e Qatar sono troppo potenti per essere combattute. Possono fare qualsiasi cosa, dal finanziare imam che predicano la morte delle democrazie occidentali in pieno occidente al giustiziare gli islamici che non sono salafiti/wahabiti o i leader per i diritti civil, senza che nessuno, non la sinistra filo-hijab che ripete a pappagallo slogan salafiti sulla “religione di pace”, non le corporation e i loro cronies, non i “nostri” governi, non l’ONU, che ha affidato all’Arabia Saudita il ruolo di gestire un comitato sui diritti umani (è come invitare Jimmy Savile a gestire un orfanotrofio) dicano qualcosa.

    Nel frattempo siamo i nostri media strombazzano storie su quanto siano cattivissimi Putin e Assad, che non sono certi stinchi di santo ma rispetto ai Sauditi e Qatarioti a volte quasi lo sembrano, e almeno non sono una serpe in seno.

    Le flebili speranze di chi sperava che Trump avesse una politica estera più razionale si sono spente quando le giuste lobbies hanno premuto i giusti bottoni, e ora la litania della rimozione di Assad a tutti i costi è ricominciata.

    Assad è un male, ma come Gheddafi è un male necessario, se cade la Siria diventa come la Libia, un paese distrutto e devastato dal jihadismo salafita, dalla tratta degli schiavi, dai genocidi di una fazione contro l’altra. Tutto questo mentre le lobbies dei vari Goldman Sachs, Cargill, Koch Brothers, Lehman Brothers, Walmart, McDonald’s, Starbucks, etc. ottengono profitti record grazie ad accordi con i regimi sauditi e qatarioti. Alla faccia della libertà e della democrazia.

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