Anticlericalismo versione 2.0

Di là Yoshi parla di islamofobia e giustamente distingue tra paura dell’ideologia e paura degli appartenenti alla religione. L’uso del termine Islamofobia è furbescamente utilizzato dagli jihadisti in Europa (incluso Erdogan) e dalle sinistre terzomondiste per giustificare le proprie malefatte e la sharia in generale. Non vuoi che le minorenni vengano forzate ad indossare il velo? Sei un islamofobo! Non vuoi che le bambine vengano infibulate? Sei un islamofobo! Peggio, sei un Le Pen o un agente di Putin. Fine della conversazione. Ostracizzato dalla conversazione pubblica.

Islamofobia ha connotati negativi che in una società così politically correct come la nostra non ha spazio o legittimazione.

Continuo a pensare che anticlericalismo sia il termine adatto a descrivere la nostra posizione. Così come siamo contro l’imposizione della legge cattolica sulle nostre vite e sulla res publica così siamo contro l’imposizione della sharia islamica.

Di Islam bisogna avere paura eccome. Le forme più estreme, ovvero il wahabismo jihadista e il salafismo in generale, sono quelle che di più abbiamo vicino al nazismo. Quindi non vedo perché dobbiamo avere paura di dire che ne abbiamo, appunto, paura. Persone come me vengono uccise con il machete per le strade di Dhaka, gettate dal quinto piano di un palazzo di Mosul, decapitate in una piazza di Rihad. Persone come me non vengono neppure risparmiate con il pagamento della jizya nel califfato dell’ISIS o nell’emirato di Idlib come accade ai cristiani. Noi liberi pensatori siamo peggio dei cristiani, considerati almeno fratelli minori o cittadini di serie B. Noi non siamo neppure considerati umani. Su di noi pesano le fatwe di imam e ayatollah. Perché dovrei rispettare queste persone? Perché non dovrei averne paura? Sono un ebreo nelle strade di Norimberga per loro.

Abbiamo sconfitto il papismo che ci metteva al rogo in Campo dei Fiori, abbiamo sconfitto il nazifascismo che ci spediva nei campi di concentramento, vorrei che, di grazia, sconfiggessimo chi nel 2017 mi chiama maiale o cane e non degno di respirare su questa Terra. Dobbiamo essere anticlericali contro tutti i chierici del mondo, non solo quelli che abbiamo sconfitto dopo 2000 anni di oscurantismo.

Annunci

7 commenti

Archiviato in Uncategorized

7 risposte a “Anticlericalismo versione 2.0

  1. LorenzoC

    Qui si ignora un punto banale e fondamentale: ci sono religioni che non hanno nessuna struttura organizzata, nessuna gerarchia, nessuna separazione tra “clero” e “laici”.

    Il caso dell’Islam è lapalissiano. Un “imam” è l’equivalente di un predicatore americano, ovvero un tizio che si intesta autonomamente il ruolo di “guida” di un gruppo di fedeli..

    Quindi il concetto di “anti-clericalismo”, che presuppone l’esistenza di un “clero” non si può estendere fuori dai limiti storici, geografici ed etnici che lo hanno prodotto. Il solito giochino per “salvare” la “gente comune” dalle colpe e addossarle a fantomatici “cattivoni” professionisti.

  2. Ma non e’ vero che non esista gerarchia o clero organizzato. Gli imam sunniti vengono formati nelle universita’ religiose di tutto il mondo islamico e non ma soprattutto a Il Cairo, al Azhar per esempio. Per essere un imam bisogna saper leggere arabo classico, interpretare hadith e la giurisprudenza (Fiqh). Nessuno si puo’ improvvisare imam come i predicatori americani. Fatwe e istruzioni generali vengono quotidianamente spedite a tutti gli imam che seguono quella specifica corrente (decine di correnti). Infatti imam wahabi in Arabia Saudita sono responsabili per l’interpretazione wahabita/salafita dell’Islam ma sono protetti e pagati dalla famiglia reale al Saud. Nello sciismo esiste una gerarchia clericale strutturata in modo molto simile a quella cattolica. I mufti poi (specializzati in legge islamica, ovvero sharia) sono spesso legati alle monarchie e governi locali. Il mondo islamico e’ estremamente clericale, tanto quanto lo fu l’Europa nei secoli passati.

  3. Un’altra cosa: la maggior parte dei musulmani del mondo non sa leggere o parlare in arabo. Significa che senza il clero sono impossiblitati a leggere il Corano. Un po’ come fu per il latino fino al protestantesimo che appunto mino’ le basi del clericalismo togliendo il potere della Bibbia latina al clero.

  4. LorenzoC

    Adesso però mi devo incavolare. Anzi no, lascio perdere perché qui siamo davanti ad un caso di ego sproporzionato ai suoi mezzi che scivola nell’irrazionale. E ovviamente, palate di ignoranza.

    Faccio un esempio: il fatto che un “mufti” sia nominato dalle “monarchie locali” dimostra esattamente il contrario di quello che vorrebbe lo scrivente, infatti dimostra che il “chierico” è quello che oggi si chiamerebbe “un funzionario civile”, appunto “laico”, cioè che non appartiene al clero.

    In Europa FUNZIONAVA AL CONTRARIO, erano i “funzionari civili” ad essere incaricati dalla Chiesa, compresi i re e gli imperatori, in qualche caso addirittura i chierici rivestivano contemporaneamente anche una autorità civile, compreso quella di re (vedi i Papi monarchi).

    Ci sono due ovvie ragioni storiche, la prima è che il Cristianesimo si è stabilito quando l’Impero Romano ancora esisteva e quindi ha dovuto configurarsi per sostenere una “diarchia”, cioè la separazione del “potere spirituale” dal “potere civile”, partendo da una situazione in cui l’Imperatore era anche pontefice massimor (ancora, il contrario). La seconda è che con il collasso dell’Impero la Chiesa ha dovuto farsi carico, volente o nolente, delle funzioni amministrative, per cui i chierici andarono a ricoprire tutte le funzioni dei funzionari statali.

    La Chiesa cristiana non ha mai potuto ne voluto ne dovuto eradicare tutto quello che le pre-esisteva, invece il Cristianesimo è un esempio mirabile di sincretismo, sia in orizzontale che in verticale. I Germani che diventarono le elite dominanti in Europa volevano rifondare l’Impero e vedevano nei chierici sia il ruolo sacerdotale (necessario in epoche di privazioni e superstizione) sia il ruolo di riferimento culturale come eredi della tradizione greco-romana. Newton, il famoso studioso, scriveva i suoi trattati in latino.

    Il confronto con il cosiddetto “mondo islamico” è improponibile e paradossale, una forzatura inutile che ha un solo scopo, fare di tutta un’erba religiosa un fascio di demenza. Ma non funziona.

  5. Kirbmarc

    Il problema principale dell’islam, al di là dei Salafiti e del clero sciita che sono rispettivamente islamo-nazisti e islamo-fascisti, è che il processo di secolarizzazione che ci ha permesso di limitare i danni del clero cristiano nell’islam non è nemmeno iniziato. L’Impero Ottomano ha distrutto ogni possibile contestazione interna ed esterna. L’islam sia sunnita che sciita è fermo al medioevo, a una società basata su tribù contadine, sui matrimoni fra cugini, sulle guerre fra sette e clan per antiche e nuove vendette incrociate.

    I riformatori, gli innovatori nell’islam e i liberi pensatori nel mondo islamico, dalla Siria al Bangladesh alle Maldive sono massacrati nel più completo silenzio della sinistra islamofila che difende il burqa come “simbolo di libertà” e si allea con la peggiore feccia salafita (come Linda Sarsour, una propagandista del Salafismo) pur di contestare Trump, Assad e Putin.

    L’immigrazione islamica di massa nell'”Occidente” sta portandosi appresso queste idee, queste tendenze, senza che nessuno se ne curi. Anzi i “progressisti” sono spesso obbedienti dhimmi, che pur di contestare l’odiatissimo occidente capitalista si schierano con persone che sono pronte a metterli al muro una volta che prendono il potere (come in Iran).

    Se non c’è un cambio di rotta radicale, una graduale deislamizzazione e secolarizzazione degli immigranti che sono già qui e una riduzione dei flussi di immigrazione, allora avremo delle guerre civili fra i piccoli stati islamici che stiamo creando all’interno delle nostre democrazie e il resto della società. Cosa che in parte sta già succedendo a Londra, a Parigi, a Stoccolma, a Malmo, etc.

  6. Secondo me il paradosso è che la storia recente del mondo islamico (anche quella passata, eh, specialmente gli ultimi cinque-sei secoli di declino, però fino all’epoca del colonialismo e soprattutto a quella delle migrazioni potevamo anche fregarcene) è potenzialmente l’argomentazione definitiva per la polemica anti-religiosa (della sinistra come dei liberali scettici). Come dire: ‘il cristianesimo è neutralizzato dalla secolarizzazione della società, andate un po’ a vedere i paesi in cui la religione ha voce in capitolo’. Difatti molti atei militanti (Hitchens, Dawkins…) ci si sono gettati senza nessuna remora.

    Io però, fino a un certo punto, difendo la titubanza che in molti hanno avuto a seguire Hitchens (e non solo per il granchio enorme che ha preso riguardo la guerra in Iraq). Argomentazioni anti-religiose assolutamente razionali sono state utilizzate troppo spesso a scopo persecutorio; nei regimi marxisti, ovviamente, ma non solo. Ci sono stati crimini clericali, e crimini anti-clericali (in Francia, Messico, Portogallo, Spagna, e anche nell’Italia risorgimentale). L’accusa di ‘fanatismo’ e ‘oscurantismo’ ha colpito spesso e volentieri anche gli ebrei. E’ notizia recentissima la messa al bando come ‘estremista’ della confessione dei Testimoni di Geova in Russia.

    Detto questo: nel momento in cui non stiamo parlando di minoranze religiose, ma di organizzazioni bellicose e stati che perseguitano i liberi pensatori con le leggi anti-blasfemia, riprendiamo pure le armi dell’anticlericalismo: la predicazione salafita, wahabita, ma anche il progetto internazionale dei Fratelli Musulmani, sono una minaccia diretta alla libertà. Ricordiamoci però che si tratta di armi, e che ci si può fare male.

  7. @LorenzoC

    non capisco come il tuo commento (alquanto maleducato) possa contraddire quello che ho affermato. Mi si chiedeva se esisteva organizzazione clericale nel mondo islamico. E questa organizzazione esiste. Il fatto che clericalismo cristiano e islamico siano diversi e’ pacifico. Lo sciismo, con la rivoluzione iraniana, e’ di quanto piu’ vicino al catotlicesimo che si possa avere. Una sorta di cesaropapismo islamico. Sunnismo e’ piu’ vicino al protestantesimo come struttura ma non come teologia ovviamente. Ed e’ quindi meno rigido oggi, ma solo perche’ il potere temporale si e’ frammentato dopo la caduta dell’impero Ottomano e l’avvento di modelli politici occidentali alieni come il nazionalismo baath o il panarabismo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...