Cervelli poliglotti

Quando vado a parlare con gli ingegneri nel dipartimento di R&D le conversazioni che facciamo hanno sempre come protagonisti nomi di software come Matlab, Labview, Python, C++ ecc. “Io per quell’applicazione userei Matlab.” “In quel caso dobbiamo usare Labview.” E così via. Per i non addetti ai lavori tutti questi sono nomi di linguaggi informatici. Ovvero programmi, script, protocolli possono essere scritti con differenti linguaggi di programmazione. In un certo senso quindi i miei colleghi oltre ad essere bilingui/poliglotti in varie lingue sono anche poliglotti in linguaggi di programmazione. E la loro capacità di cambiare da un linguaggio all’altro a seconda della situazione è indispensabile. Ho pensato che questo è esattamente quello che fanno i poliglotti usando le lingue. Mentre i monoglotti hanno un hardware capace di usare un solo tipo di software, i poliglotti hanno un hardware in grado di usare differenti tipi di linguaggi informatici a seconda della situazione. Il cervello è conformato in modo tale che possa “accogliere” formati diversi e che possa adattarsi velocemente: certe situazioni richiedono l’uso di una lingua, altre di un’altra e così via. Non esiste una lingua che possa esprimere tutto il reale ma i poliglotti possono semplicemente esprimere e descrivere il reale in uno spettro più ampio rispetto ai monoglotti. Ça va sans dire, un hardware del genere è migliore di uno che si basa su un solo linguaggio.

Ora, quando sento frasi del tipo “La lingua inglese sta diventando dominante!”, “La finiremo tutti a parlare l’inglese.” “Io mi rifiuto di parlare quella lingua, perché non lo fanno loro.” e via degradando sempre più è come trovarsi di fronte ad un manager di una compagnia di prodotti informatici che dice ai propri ingegneri: “lasciate perdere quel linguaggio, usate solo quello che vi dico io.”. Quella compagnia andrà in bancarotta il giorno dopo. Una società che non accetta altre lingue a parte quella indigena, che non accoglie termini stranieri nel proprio dizionario, che preclude ai propri figli di imparare più lingue allo stesso tempo è già morta.

Non mi stancherò mai di ripeterlo ma il nostro cervello, l’hardware, è fatto per parlare differenti lingue allo stesso tempo. Nel momento in cui lo usate solo per una state utilizzando il vostro cervello in modo subottimale ed è come se il vostro palato avesse conosciuto solo riso in bianco per tutta la vita. Bisogna togliersi dalla testa che una nazionalità appartiene ad una lingua o viceversa. Le lingue sono indipendenti dalla nazionalità e il fatto che vostro figlio impari un’altra lingua non significa che stia perdendo la sua nazionalità (se siete così ignoranti da considerare quest’ultima come un valore di per se stesso).

Vignetta da qui.

 

 

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