Manganellate liberali

Se fossi stato scozzese avrei votato no

Se avessi avuto diritto al voto – da residente fisso in Inghilterra – avrei votato no alla Brexit.

Se ci fosse un referendum su indipendenza della Sardegna voterei – da sardo non praticante – no, ma voterei si per l’annessione della Sardegna alla Svizzera per la formazione del Canton Marittimo.

Se fossi stato catalano prima di ieri avrei votato probabilmente no. Oggi dopo quello che ho visto forse avrei votato si.

Sono molto critico del metodo referendario e delle decisioni prese da maggioranze contro minoranze.

Quello che ne viene fuori è un profilo, il mio, atipico: transnazionalista, panarchico, libertario. E quindi non mi si possa tacciare di indipendentismo quando difendo il diritto al voto dei catalani contro madrileni. Un diritto basilare che sovrasta quelle architetture (prigioni le chiamerei) ottocentesche del Leviatano chiamate Costituzioni. Tutte posizioni che, fino a ieri, presumevo facessero parte del portfolio di libertari (certo!) ma anche di liberali e radicali.

E invece noto con amarezza e un po’ di sorpresa che tra tanti liberali italiani -molti ex-radicali tra l’altro – il tema dell’indipendenza catalana ha suscitato risa, commiserazione e soprattutto cinismo. Si parla di farsa, di referendum incostituzionale, di illegalità (tutti termini badate bene adottati dal franchista Rajoy). Allora, mi pare doveroso fare qualche lezioncina di ripasso a quei ex-compagni radicali e liberali su quale sia rapporto tra legalità e diritto per ricordargli le battaglie vinte e perse del passato (ormai da quando Pannella morto lontanissimo quasi remoto).

  1. la dicotomia legalità-illegalità non è sinonimo di giusto-sbagliato. Tutto quello che è legale è stato deciso da maggioranze (in realtà minoranze ben organizzate) ma questo non evidenzia alcuna “giustezza” della legge. In parole povere legalismo non si sposa con etica. Vorrei ricordare che schiavitù, apartheid, guerre, genocidi erano (sono) legali e a suo tempo costituzionali. E senza andare lontano aborto e divorzio erano illegali. E sono tuttora illegali liberalizzazione droghe, eutanasia ecc. e ovviamente le secessioni. Tra l’altro la cosa buffa e molto, molto triste è che ho visto le stesse persone che supportavano Kurdistan e Tibet liberi appoggiare le manganellate di Rajoy contro civili inermi in Catalogna. Le cosiddette manganellate liberali. Gente che nel profilo ha la Statua della Libertà e non si rende conto che gli USA nascono da un atto di sedizione e illegale. Gente che fino a qualche anno fa parlava di disobbedienza civile che tradotto significa “atti illegali” per evidenziare quanto una legge fosse sbagliata e immorale.
  2. Non puoi essere per la disobbedienza civile e per l’applicazione della legge, quale che sia, allo stesso tempo. Ma soprattutto non si può essere dalla parte di uno Stato che invia 5000 poliziotti in tenuta antisommossa e manganella cittadini inermi. Se fai questo ti metti fuori dalla famiglia del liberalismo (non tocchiamo neppure il libertarismo per carità).
  3. nello specifico spesso si accusa il governo catalano di avere usato metodi sbagliati per referendum indipendentista come se ci fosse un’alternativa legale. Non credete a queste balle: l’alternativa legale non esiste. Catalani o baschi o sardi o veneti non hanno possibilità di scegliere sui temi secessionisti tra metodi legali o illegali perché la Costituzione lo proibisce. E poiché sono minoranze non potranno mai avere maggioranza per cambiare Costituzione. Fine della storia. Niente cavilli costituzionalisti o legalisti. Infatti realtà senza costituzione come il Regno Unito permettono referendum secessionisti.
  4. Molti liberali e ex-radicali/radicali sono pro-Unione Europea e pure il sottoscritto ne esalta -spesso prendendosi insulti- gli aspetti positivi considerandola il meno peggio rispetto agli Stati nazionali ma come si può oggi applaudire a Bruxelles quando ha permesso che il fascista Rajoy manganellasse a sangue, censurasse internet e stampa libere parlando di “questioni interne alla Spagna”? Da che pulpito allora Bruxelles attacca (giustamente) le questioni interne dei suoi vicini di casa come la Russia e la Turchia? Come si può ergere a difensore dei diritti umani quando al suo interno chiude un occhio sulla repressione fascista dei suoi membri?
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4 commenti

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4 risposte a “Manganellate liberali

  1. ugo

    Perché in realtà e da sempre chi tiene saldo il manico del coltello lo pianta nella pancia di chi gli aggrada. Il resto è tutto teatro, una “buccia” tanto caruccia da sovrapporre al fondamento reale della storia (quella vera, non quella che ci raccontano): l’etologia dell’animale umano.

  2. Nella mia ignoranza in tema di diritto internazionale e storia della Spagna, il poco che capisco è che qui si contrappongono due torti.
    Il primo torto è il “referendum” per l’indipendenza, che è illegale. Questo però è un torto veniale. D’altra parte quando Bossi ha dichiarato la Padania indipendente ci siamo fatti due risate e via.
    L’altro torto è stato l’uso della forza contro quella che era a tutti gli effetti una manifestazione pacifica. Lo stato centrale aveva il pieno diritto di infischiarsene del risultato e chiedere di non dover pagare un centesimo per lo svolgimento del referendum. Se poi fosse venuto fuori che c’era una maggioranza significativa della popolazione Catalana a favore dell’indipendenza, un governo degno di questo nome avrebbe potuto discutere e magari trovare una soluzione di compromesso. Invece qualche genio ha deciso di usare la mano forte, i manganelli ecc.

    Quindi nella mia testa ci sono due torti, uno piccino picciò degli indipendentisti e uno grosso come una casa di Rajoy&Co

  3. A tal proposito consiglio questo bell’articolo con molti dettagli di Bordin (che in genere non apprezzo per quello che scrive e pensa): http://www.linkiesta.it/it/article/2017/10/02/lindipendentismo-catalano-e-una-sciocchezza-ma-il-disastro-e-colpa-del/35688/

  4. kirbmarc

    Ottimo post. Vergognosa la posizione di chi si ammanta di liberalismo ma poi sta dalla parte della violenza in politica. C’è una certa parte del liberalismo che flirta un po’ troppo spesso con il fascismo (come Pinochet e Friedman) purché il fascismo manganelli solo i socialisti.

    Sull’Unione Europea non sono d’accordo con te, Fabri (niente insulti da parte mia 😉 )., almeno finché l’Unione continua a accentrare potere in strutture autoreferenziali e sempre più influenti. Ritengo che più grosso è il Leviatano più è dura sfuggire alle sue grinfie. Un’Europa “cantonale” e federale, dove le comunità locali si occupano di alcune materie e l’Unione solo di altre, e solo in maniera limitata e circoscritta, potrebbe essere il male minore se paragonata agli Stati Nazionali, ma l’Unione di oggi non è più solo un’unione federale che apre i mercati e favorisce il movimento di merci e persone.

    L’Unione Europea sta cominciando ad assumere i tratti del Governo Federale americano, che è un Leviatano bello e buono. Inoltre l’Unione, nata come unione commerciale fra paesi di stampo liberale, si è ingrandita troppo, ammettendo paesi che non hanno tradizioni di libertà civili (come la Spagna, monarchista e arretrata per secoli e franchista fino agli anni Settanta, o la maggior parte dell’Europa dell’Est) senza che sia avvenuto in questi paesi un sostanziale processo di creazione di una società civile quantomeno generalmente liberale (figuriamoci libertaria).

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