Gli italiani ultimi in graduatoria Netflix per scelta lingua originale

L’intervista del vice presidente Netflix Yellin rilasciata a La Stampa ci dice molte cose sulle capacità linguistiche dell’italiano medio. Netflix nasce come piattaforma per film e telefilm in streaming ma ciò che la rende rivoluzionaria e vincente nel mondo è la capacità di slegarsi completamente dal concetto TV-nazionalistico del secolo passato. Con Netflix per la prima volta puoi guardare i film che decidi tu, alla stessa velocità del cambio di canale in TV, con il vantaggio che puoi vedere film di qualsiasi paese e in qualsiasi lingua, coi sottotitoli o meno. Ebbene, nonostante questo gli italiani preferiscono guardarsi i film doppiati e non azzardano neppure a mettere i sottotitoli. Col rischio di ritardare uscite film o di perdersi anche puntate di telefilm come fu il caso del quarto episodio di Star Trek Discovery, ritardato di una settimana a causa di un problema di doppiaggio. Il fatto è che non c’è neppure bisogno di sapere una lingua per guardare un film in lingua originale. Coi sottotitoli si può guardare di tutto senza che la visione sia rovinata o storpiata dal doppiaggio, un filtro inutile e dannoso per la corretta visione di una opera cinematografica. Per esempio io sono grande estimatore degli horror coreani e di anime giapponesi e li guardo in originale, ma non so una parola di coreano e giapponese. Nonostante questo l’Italia ha il triste primato di essere l’ultima per accesso ad audio originale e uso di sottotitoli con un magro 16%. Seguita da Germania e Spagna, altri due paesi in cui la tradizione del doppiaggio è molto forte (non è un caso che siano stati tutti e tre paesi ad avere vissuto sotto il fascismo, che richiedeva l’uso obbligatorio della lingua nazionale).

Interessante è anche il grafico sulla seconda lingua più usata all’estero: l’italiano è la lingua più scelta dopo tedesco e spagnolo in Germania e Spagna. Forse spiegabile con il gran numero di immigrati italiani in questi due paesi?

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4 commenti

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4 risposte a “Gli italiani ultimi in graduatoria Netflix per scelta lingua originale

  1. Che poi se per i lungometraggi qualche volta un doppiaggio decente può essere un compromesso accettabile, gli adattamenti italiani dei telefilm (anche di quelli famosi e prestigiosi, che so GoT) sono così scadenti (recitazione monotona, attori pessimi, missaggio sonoro piattissimo e artificiale, dialoghi che perdono completamente il ritmo, le sfumature, i riferimenti, e l’umorismo) che mi chiedo veramente se chi li guarda così sa cosa si sta perdendo.

  2. Cose strane (e per “strane” intendo “che non mi sarei aspettato”) che si leggono in quelle tabelle:
    * I giapponesi (che mediamente parlano pochissimo inglese) usano al 70% la lingua originale.
    * La seconda lingua più usata in Polonia è il tedesco (e non viceversa, nonostante ci siano infinitamente più immigrati polacchi in Germania che immigrati tedeschi in Polonia)

  3. @cachorro
    io non riesco piu’ a guardare un film doppiato, cioe’ mi e’ proprio impossibile vedere le labbra muoversi asincrone rispetto alla voce. E poi il piattume del “doppiaggese” – come lo chiamano – con queste voci tutte uguali e con tono e dizione da professore di linguistica: dallo scaricatore di porto alla bidella tutti parlano con questo modo affettato che nel mondo reale non esiste.

    @clodovendro
    credo che per quanto riguarda il Giappone il motivo sia che non esista una industria del doppiaggio e quindi devono per forza guardarli con sottotitoli. Sulla Polonia forse molti polacchi di ritorno dalla Germania vogliono continuare a vedere le serie TV tedesche in lingua originale.

  4. …eh facile in Regno Unito! Per me il compromesso è inevitabile, se voglio andare al cinema (salvo rare encomiabili eccezioni).

    In realtà se proprio vogliamo il doppiaggio fa parte del cinema: se quello americano registra i dialoghi in presa diretta da un sacco di tempo, in Italia per molti anni gli attori si doppiavano in post-produzione, o venivano doppiati quando stranieri (tipo Clint Eastwood nei film di Leone, Burt Lancaster nel Gattopardo, Orson Welles ne La ricotta ecc. ecc.).

    Il problema è proprio il doppiaggese… ho visto ieri Blade Runner 2049 (mica Sharknado), nell’adattamento c’erano delle frasi che proprio non avevano senso in italiano…

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