Archivi del mese: marzo 2018

Il paese delle transenne

Ogni volta che torno in Italia non posso non notare quelle lunghe file di transenne poste un po’ dappertutto: strade, piazze, alla base dei condomini, aeroporti, entrata ascensori pubblici ecc. Le transenne in Italia sono dappertutto, da quelle metalliche a quelle di plastica arancione bucherellata che al primo vento si sfilacciano. Non troverete posto al mondo più pieno di transenne come in Italia. Ma come, ci sono sempre lavori in corso in Italia? Che efficienza! Al contrario dello stereotipo comune sembra che ci sia sempre grande attività!

Ma la realtà ti investe come un fulmine a ciel sereno e ti rendi conto che le cose sono ben diverse e che la transenna è il cancro del paese, o perlomeno ciò che rappresenta. In molti comuni italiani esiste un team dedicato alla transenna. Non si faranno mai chiamare i “transennatori”, non lo ammetteranno mai ma sono un esercito di operai pubblici che aspettano quotidianamente una chiamata per caricare sul loro camioncino transenne e cartellonistica. Fanno solo quello, dalla mattina alla sera e rappresentano, inconsapevolmente, il fulcro della cultura italiana, il motivo per cui va tutto male. Buca nella strada: transenna. Cornicione che cade: transenna. Albero pericoloso: transenna. E cosi discorrendo. L’unico motivo della loro esistenza è piazzare transenne su tutto il territorio per poi andarsene. Ma non la riparate la buca? No, ma quello deve farlo l’ufficio competente. Ma non tagliate l’albero? No ma quello deve farlo l’ufficio competente. E allora perché mettono queste transenne? Per la nostra incolumità? Ma non scherziamo. Primo, prendono tempo cosi l’ufficio competente può intervenire molto più tardi e secondo al comune si evitano le denunce. Ecco perché i transennatori rappresentano il cardine della cultura burocratica italiana, l’apice del “non è di mia competenza” mischiato al “non voglio prendermi responsabilità se ti ferisci”.

E le transenne rimangono li’ per settimane e mesi a rappresentare la finta efficienza del sistema italico. Di transennatori l’Italia è piena e non sono solo quelli che mettono le transenne fisicamente sulle strade. La psiche italiana e’ del transennatore: non è mia responsabilità quindi me ne lavo le mani. C’è sempre qualcun altro in un ufficio di competenza a cui scaricare il barile. Di transennatori ce ne sono a bizzeffe negli uffici pubblici ma di merda ne abbonda pure nel privato perché a ben vedere si tratta dello sport nazionale. Nessuno si prende responsabilità del proprio operato, c’è sempre qualche legge di cui si ha paura che non ti permette di iniziare, finire un lavoro o risolvere una situazione, c’è sempre uno zelante pezzo di merda che è pronto a denunciare l’illegalità di qualche procedura e che blocca tutto e tutti a quel punto preferiscono non fare nulla, mettere una transenna, fisica o mentale, pur di non risolvere. I manager, i capi dell’ufficio, sono li non malgrado la loro incompetenza ma grazie a questa perché sono più controllabili dai capi più in alto, che non vogliono responsabilizzare nessuno dei loro sottoposti. E cosi tutti con queste transenne in mano aspettano un ordine dall’alto che non arriverà mai. E il resto lo sapete già.

 

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