An englishman in Cagliari

Titolo preso spudoratamente da Sting.

In una delle serie di videogiochi che amo di più, Dishonored, esiste un fenomeno particolare: più si va avanti nel gioco e più gli eventi vengono influenzati dalle nostre azioni precedenti. Se nel gioco uccidiamo senza pietà, per esempio, il futuro mondo del resto del gioco sarà più caotico. Aumenterà la violenza, la criminalità, le piaghe e in definitiva il caos. A mio parere è una bellissima metafora per quello che succede anche nel nostro mondo reale: più ci comportiamo male più le nostre azioni influenzeranno il resto del mondo. Ogni azione che facciamo, ogni decisione che prendiamo ha delle conseguenze sulla società. Di questo ne sono profondamente convinto. Ed è anche per questo che in un paese civilissimo come il Regno Unito certe malvagità quotidiane hanno una frequenza minore. Siamo influenzati dalla società, volenti o nolenti, e quando viviamo nel caos, nella cattiveria quotidiana diventiamo pure noi malvagi.

Vale cosi -ed è questo il punto a cui volevo arrivare – anche in Italia. Ogni volta che torno cerco di comportarmi il più possibile in modo civile – come un englishman farebbe in Inghilterra – ma quest’ultima volta che ci sono stato ho voluto documentarlo per farvi capire in che razza di società abitiate e quali comportamenti portino appunto al caos.

  1. in auto ovviamente ho fatto passare chiunque passasse nelle strisce. Mi sono sorbito strombazzate da quelli di dietro almeno in due occasioni e dallo specchietto ho visto visi arrabbiati in altre occasioni. Ma non ci ho fatto caso. Questa semplice azione pero ha avuto un effetto positivo non solo su di me, ma anche ovviamente sui pedoni. Molti erano meravigliati, stupefatti che qualcuno si fosse fermato per loro e nel 90% delle volte mi hanno ringraziato.
  2. mentre tutte le auto non facevano mai uscire le macchine da un parcheggio che si affacciava su una strada io ogni volta mi sono fermato e gli ho dato il tempo di uscire. Sorrisi, mani a mo’ di saluto, una signora ha perfino abbassato il finestrino e mi ha detto grazie.
  3. in una strada stretta e a doppio senso un autobus non riusciva a passare a causa di un’altra auto parcheggiata. Nessuno di fronte a me si è fermato. L’ho fatto io. L’autista mi ha ringraziato ed è ripartito ma mentre lo faceva un auto mi ha sorpassato e si è infilata nella viuzza bloccando di nuovo il bus. Nonostante questo, l’episodio è servito a far comprendere chi si è comportato da civile e chi da civile e l’autista del bus mi ha fatto uno sguardo da complice: come dire che noi due siamo stati civili e quell’altro no.
  4. al supermercato due signore hanno pensato di fare le furbe e si sono infilate a meta’ fila alla cassa. Invece di sbottare ho usato una tecnica tipicamente inglese per evitare situazioni conflittuali. Ho detto: “eh la fila oggi è lunghissima.”  E ho indicato con lo sguardo dietro di me. Le signore si sono sentite cosi in colpa che si sono immediatamente scusate e con un sorriso hanno detto “Oh, non ce ne siamo proprio accorte!” e sono andate alla fine della fila.

Come vedete in tutti i casi le mie azioni hanno avuto conseguenze positive sull’umore e sul senso civico degli altri. Cosa pensate che sia passato per la mente di queste persone? “Che gentile.” “C’è ancora qualcuno civile al mondo.” “Ho fatto una figuraccia!” ecc. E quanto questo possa avere influito sul resto della loro giornata? Penso che alcuni di loro siano tornati a casa con un sorriso. O abbiano fatto passare anche loro qualcuno sulle strisce grazie a quello che è capitato a loro.

Ecco, quello che vorrei proporvi è questo: provate almeno per un giorno a essere civili e rispettare gli altri, sorridere ed evitare il conflitto aperto. Provateci e vedrete che starete meglio voi stessi e contribuirete meno al caos del paese, come succede in Dishonored.

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3 commenti

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3 risposte a “An englishman in Cagliari

  1. silvana

    caro fabristol,
    sono pienamente d’accordo con te sull’influenza che abbiamo sugli eventi che accadono. Aggiungo, che quello che accade oggi, e’ il risultato di azioni compiute da noi nel passato, risalente ad anni, persino vite passate.
    Consiglio a proposito il libro del Karmapa, OrgyenTrinley Dorje dal titolo: Interconnected.
    E’ importante osservare se stessi e come si reagisce in ogni momento della giornata, perche’ se ci troviamo in uno stato di rabbia o indifferenza, o arroganza, cioe’,in uno stato emotivo,
    sara’ difficile reagire con correttezza, con cio’ che stiamo vivendo,cio’ che ci sta accadendo. C’e bisogno di equanimita’ ed equilibrio mentale. Tu,per esempio, se alla fine di una giornata di lavoro, quando non vedi l’ora di arrivare a casa, stai cercando disperatamente un parcheggio per lasciare la macchina, finalmente lo vedi e ti appresti ad entrarci. In quel momento arriva un’altra macchina e ti precede velocemente nel parcheggio. Tu come reagisci? se ti arrabbi perdi l’equanimita’, a balance state of mind, entri in uno stato emotivo e puoi rovinarti la serata, la vita in alcuni casi. Se qualcuno ti dice che sei un idiota, qualcun’altro che sei meraviglioso e che pensa solo a te, riesci a mantenere the balance state of mind? in questo modo si aprono piu’ profonde esperience dell’essere umano, civili ma soprattutto, compassionevoli.
    un caro saluto
    silvana

  2. am

    caro Fabristol,
    non voglio certo mettermi a fare l’italiota che rinnega i sui istinti, e neanche offenderti, però riguardo al punto 1 , vedi che nel resto d’Italia se non ti fermi alle strisce tendono a succedere cose abbastanza spiacevoli…e ti dirò , anche se attraversi dove non ci sono le strisce

  3. Totentanz

    Faccio lo stesso quando torno a Napoli, e lo faccio per pura abitudine da residente in Germania. Solo che l’influenza che esercito è trascurabile in una città di un milione di abitanti e un’area urbana di oltre tre milioni.
    Stiamo parlando di una città dove mi è capitato che, per essermi fermato al rosso a un semaforo “secondario”, mi ha strombazzato dietro perfino un’auto della polizia (in pattugliamento, quindi teoricamente tenuta al rispetto del codice stradale), quindi lascio immaginare la frustrazione.

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