La rinascita dei blog

In poco meno di un mese ho incontrato due signore ultrasessantenni e un ragazzo millennial di 23 anni che non sapevano cosa fosse un blog. Sì, avete sentito bene. Le prime due per ovvie ragioni di età e l’ultimo per… non tanto ovvie ragioni di età. Sembra incredibile ma il blog non è considerato come uno strumento universale di comunicazione, ma semplicemente un fenomeno effimero durato per due decenni o poco più. Tanto che è “sfuggito” all’attenzione delle vecchie generazioni (analogiche) e delle nuove (nativi digitali). Insomma il blog è apparso nella finestra temporale della mia generazione e basta.

Ma poi accade l’impensabile: a tutti e tre ho spiegato in cosa consistesse un blog e sono rimasti affascinati. Cosi affascinati che volevano provare ad aprirne uno pure loro. Specialmente il ragazzo, che nato e cresciuto con social media e app, ne vedeva tutte le potenzialità. Anzi, sembrava quasi arrabbiato che gli si fosse tolta una tale potenzialità di espressione. Per un attimo mi sono reso conto di due cose: la prima è che le nuove generazioni hanno limitate possibilità di espressione perché forzate ad usare app molto restrittive o con limitato accesso ai PC (solo smartphone); la seconda è che dopo questa esperienza sono ancora più convinto che la mia generazione, nata tra la fine degli anni 70 e inizio anni 80 sia la più fortunata e soprattutto con più conoscenze informatiche (e non solo). Rispetto alle generazioni precedenti abbiamo visto l’avvento del digitale e lo abbiamo imparato pian piano insieme alla sua crescita esponenziale, ma allo stesso tempo rispetto a quelle più nuove abbiamo conosciuto l’analogico e il passaggio da quest’ultimo al digitale. Spesso si dice che i nativi digitali siano quelli più preparati al mondo contemporaneo. Io dico invece che sia la mia generazione ad essere la più adatta. Versatile abbastanza da essersi adattata perfettamente al digitale (come nativi) e allo stesso tempo fortunata abbastanza da aver visto un mondo non digitale.

Ma ora sto divagando troppo.  Quello che volevo dire è che secondo me esiste ancora un potenziale per i blog: la gente si è stufata dei social media e ha bisogno di nuovi (o vecchi) modi di esprimersi e i blog offrono proprio questo. E il fatto che alcuni blog del mio blogroll si siano risvegliati recentemente e che io scriva di più significa che forse qualcosa stia rinascendo.

 

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2 commenti

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2 risposte a “La rinascita dei blog

  1. Ho aperto il mio nel 2006 e ancora continuo ad aggiornarlo. Sono passato attraverso facebook e twitter (mollati poi entrambi già da qualche anno), come molti altri blogger del resto, ma ho sempre continuato a scrivere nell’unico posto in cui mi piacesse farlo realmente.

  2. Pingback: No fly zones a go go | Fabristol

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