La fine della democrazia parlamentare

Nonostante tutti i difetti delle moderne democrazie la funzione dei parlamenti è sempre stata un piccolo argine allo strapotere dei governi, ma soprattutto un luogo dove i cittadini potessero conoscere ciò che i governanti stanno facendo per e contro di loro. I parlamenti furono creati come contraltare al potere dei monarchi, ma anche per dare un contentino alle nuove classi borghesi emergenti. Ma che succede se i parlamenti vengono svuotati del loro ruolo e rimangono solo un luogo per la mera conta del consenso del governo? Non si tratta più di democrazia parlamentare, ma di democrazia… non so se esista un termine per un fenomeno recente che credo non abbia eguali nella storia delle democrazie moderne. In particolare, vorrei elencare tre casi da tre paesi diversi in cui il parlamento è stato esautorato del suo ruolo.

  1. USA: il primo presidente degli Stati Uniti ad esautorare il Congresso fu niente poco di meno che Barack Obama quando nel 2011 bombardò la Libia senza autorizzazione. Un atto incostituzionale che di fatto ha creato un precedente pericoloso, usato alcuni anni dopo con la Siria dallo stesso Obama e poi da Trump. Gli USA sono diventati di fatto una repubblica senza parlamento per quanto riguarda l’autorizzazione alla guerra. Da quel momento in poi un presidente può bombardare qualsiasi paese in qualsiasi momento senza autorizzazione congressionale. Questo grave precedente viola la Costituzione e il 1973 War Powers Resolution, che ribadisce il potere del Congresso su queste materie. Perfino Bush dovette andare attraverso il Congresso per la guerra in Iraq nonostante chi si stracciava le vesti chiamando quella guerra “illegale” ora difenda Obama a spada tratta per l’intervento in Libia e Siria. E, udite udite, perfino Putin ha dovuto chiedere l’autorizzazione alla Duma per l’intervento in Siria. Esatto, avete sentito bene: Putin ha legalmente schierato truppe mentre Obama lo ha fatto illegalmente, non solo internamente ma perfino internazionalmente, come Bush.
  2. Regno Unito: poche settimane fa il governo di Theresa May è stato dichiarato per la prima volta nella storia “in contempt of parliament”. Il governo May ha offeso il parlamento perché non ha voluto mostrare pubblicamente al parlamento il legal advice sulla Brexit (un report richiesto dal governo che elencava i rischi della Brexit).
  3. Italia: per la prima volta nella storia abbiamo una legge finanziaria non discussa nelle commissioni bilancio e in Parlamento. È un pacchetto chiuso scritto dal governo – diciamo la verità, dettato dall’Unione Europea, alla faccia del sovranismo del Prima gli italiani! – che chiede fiducia senza che nessuno possa vederla, discuterla, cambiarla. A che serve il Parlamento quindi?

Nel 2018 l’accentramento dei poteri verso i governi fa ripiombare il mondo ad un tempo in cui il monarca decideva delle sorti dei paesi senza consultare altri corpi dello stato. Centinaia di anni di democrazia liberale buttati al cesso.

 

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5 commenti

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5 risposte a “La fine della democrazia parlamentare

  1. Kirbmarc

    Concordo sul fatto che il sistema di divisione dei poteri è in crisi in molte democrazie liberali. E’ un processo che è iniziato in America negli anni Ottanta, con la crescita progressiva dei poteri del presidente tramite executive orders, e che ha influenzato molti altri paesi della NATO. Dopo l’undici settembre in America il processo di executive orders e mancanza di responsabilità nei confronti del congresso è diventato parte della normale pratica amministrativa, e nessun presidente, né Bush né Obama né ovviamente Trump, ha limitato i suoi poteri, né la corte suprema si è mai espressa al riguardo.

    Trovo abbastanza ridicolo considerare l’approvazione della Duma dell’intervento russo in Siria come qualcosa di più che un formalismo, dato in Russia la Duma è controllata dal partito-feudo personale di Putin, Russia Unita.

  2. Credo di aver spiegato questo milioni di volte su queste pagine: comparare una democrazia occidentale ad un governo autoritario NON significa supportare quest’ultimo. Quando si dice “perfino X” lo fa, significa dire “perfino X, che considerate il peggio del peggio lo fa, per piacere guardatevi allo specchio quanto siete ipocriti.”
    E’ un modo per smascherare l’ipocrisia della finta democrazia liberale dell’occidente. Perfino Sargon/Darth Vader fa questo non significa quindi che patteggi per Sargon o per l’Impero.
    Allora, devo scrivere questo preambolo ogni volta che scrivo un post? No perché’ mi sto seriamente preoccupando delle capacita’ cognitive degli appartenenti alla mia specie.

  3. Kirbmarc

    Il problema è che lo stesso, identico argomento è utilizzato dalla propaganda russa per legittimare le azioni del governo russo in Siria e in altre parti del mondo, e a furia di volere utilizzare questo argomento si rischia di prestare il fianco a un certo qualunquismo che fa comodo ai governi autoritari.

    In un periodo in cui fin troppe persone hanno tentazioni autoritarie e ammirano Putin e il suo esempio (come, per esempio, parecchi leghisti) utilizzare la Russia come “ovvio” elemento negativo di paragone non è così scontato.

  4. am

    vedo natale è sempre un periodo litigarello…

  5. Non credo di dover adattare i miei modi di espressione solo perché al mondo esistono deficienti che parteggiano per Putin.

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