Casal Bruciato è la fine dello stato di diritto

La scena è questa: una residente italiana riceve legittimamente (ripeto, legittimamente) l’assegnazione di una casa popolare dal comune di Roma. I residenti di Casal Bruciato insieme ad un gruppo di militanti di Casapound cercano di bloccare con la forza l’entrata della suddetta residente (con bambino in braccio) nella sua nuova residenza legittimamente assegnata dal comune e cercano di linciarla e la minacciano urlando “Puttana, vi vogliamo tutti impiccati!”, “Zoccola, ti stupro!”. Questo linciaggio è giustificato (secondo loro) perché pare che sia di etnia rom (non so neppure se sia cittadina italiana ma non fa differenza di che nazionalità sia). Potrebbe essere anche boliviana ma se la legge lo consente lei può accedere a quel diritto comunale e soprattutto non deve essere minacciata a causa della sua etnia.

Questo post non riguarda il neofascismo né la legge Scelba e Mancino. Questo post riguarda la legge, lo stato di diritto. La Rule of Law come si dice nei paesi anglosassoni. Ecco, l’altro giorno a Casal Bruciato lo stato di diritto è morto. L’ordinamento giuridico italiano ha tra i suoi pilastri (che vi piaccia o no) l’obbligatorietà dell’azione penale da parte della magistratura. Ma la magistratura non procede contro questi individui non in quanto fascisti (questione complessa che lascio ad altri) ma in quanto delinquenti. I reati che vedo sono almeno quattro: istigazione a delinquere, minaccia, interruzione di ufficio, odio razziale e violenza privata (con aggravante perché presente minore). In un paese civile la polizia avrebbe dovuto schedare tutte quelle persone, la magistratura intervenire indipendentemente. E invece questo non accade e la sindaca Raggi ha dovuto usare risorse comunali per difendere questa persona dalle minacce.

Ma forse non vi rendete conto di quello che è successo: Casapound si è sostituito allo stato ed è ora una forza sopra la legge. Non solo per quanto riguarda questo episodio ma pensiamo allo stabile pubblico occupato da 15 anni a Roma o i sit-in non autorizzati da prefetto ecc. Il gruppo può agire indisturbato in molte periferie e la magistratura non interviene. Non dico la polizia, che sappiamo ha al suo interno molti simpatizzanti neofascisti. Parliamo del potere giudiziario totalmente inesistente. Ricordatevelo quando qualcuno si chiederà in un futuro non molto tempo come siamo potuti arrivare a tali abissi di inciviltà.

3 commenti

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3 risposte a “Casal Bruciato è la fine dello stato di diritto

  1. Roberta

    Ciao. Non so se ti ricordi di me. Comunque seguo il tuo blog, da un po di tempo, tramite un altro blog che seguivo su altra piattaforma. Lo trovo ben fatto, ben scritto, e- quando posso cerco di commentare. Mi arrivano le notifiche via mail. La ‘spazzatura’ e le sue dinamiche correlate abbondano anche nella rete, così come nella vita reale, e- trovare delle piccole isole (concedimi la similitudine), aiuta.
    Ora, nella fattispecie di questo blog, io ti ringrazio, perchè non solo è ben scritto, ma diciamo che – è stringato e corretto, così come dovrebbe essere il buon giornalismo, ammesso che ancora esista. A parte quello di denuncia – o simpatizzante – che lascia il tempo che trova. Questo post, denuncia il pericolo scollamento a cui siamo dinanzi.

    GRAZIE.
    Roberta

  2. Cara Roberta,

    grazie mille per le tue parole. Sono commenti come il tuo che mi fanno andare avanti a continuare a scrivere questo blog.
    spero che altre voci come la mia possano spuntare come “isole” fuori da questo mare di omologazione e mediocrità. Grazie!

  3. Pingback: Tempi bui | Fabristol

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