Brexit, monarchia e non-Costituzione

Mentre il governo M5S-Lega cadeva e se ne faceva un altro, qui in UK accadevano eventi epocali. Cose mai viste e sentite in secoli di democrazia parlamentare albionica. Vi spiego alcuni passaggi di modo che possiate capirne la portata.

Per prima cosa, quella delle settimane scorse (o degli ultimi tre anni in realtà) e’ la storia di una guerra tra parlamento e governo. Per secoli la democrazia britannica ha dato al parlamento il primato sul piano legislativo. La May e poi Johnson hanno cercato di sovvertire questa usanza e hanno entrambi fallito. La May cerco’ di farlo un anno fa e il suo governo fu trovato “in contempt of the Parliament”. Johnson ci ha provato sospendendo il parlamento per quasi due settimane per evitare che potesse legiferare contro un no-deal Brexit. Ma non ha fatto i conti con alcuni ribelli all’interno della sua maggioranza che hanno attraversato la camera e si sono seduti negli scranni dell’opposizione. Johnson ha perso la maggioranza e ora si trova nell’infausta situazione di essere un primo ministro senza maggioranza, che non può’ legiferare per uscire dall’UE, non può neppure chiedere elezioni anticipate. Può solo dimettersi o stare per tre anni in questa situazione di impotenza.

Parallelamente in Italia Salvini ha cercato in tutti i modi di utilizzare la sua posizione per arrogarsi poteri che non erano suoi e il parlamento lo ha battuto. Questo non e’ un caso perché come dicevo l’anno scorso si tratta di un trend recente nelle democrazie moderne. Il primo ministro/governo si arroga poteri un tempo concessi al monarca.

Scrissi: “I parlamenti furono creati come contraltare al potere dei monarchi, ma anche per dare un contentino alle nuove classi borghesi emergenti. Ma che succede se i parlamenti vengono svuotati del loro ruolo e rimangono solo un luogo per la mera conta del consenso del governo?”

In tutti e due i casi la democrazia parlamentare ha retto e grazie ai singoli parlamentari (in UK) e ai partiti e al presidente della Repubblica (in Italia) il governo e’ stato battuto e il primato consegnato di nuovo al parlamento. Sono particolarmente rimasto positivamente colpito dalla democrazia britannica. Ha retto nonostante non ci sia una Costituzione scritta, il monarca non abbia alcun potere (meno del nostro presidente della Repubblica), i singoli parlamentari abbiano perso posizioni, siano stati espulsi dal partito e non possano più presentarsi alle prossime elezioni. L’unico paese insieme ad Israele a non avere una costituzione – le costituzioni nascono dalla rivoluzione francese e americana, il Regno Unito l’unico paese a non essere stato toccato o contagiato da queste – e ha funzionato per secoli in maniera encomiabile. Anzi, da bravo anticostituzionalista alla Spooner penso che sia proprio per il motivo che non abbia una costituzione che non abbiamo visto governi autoritari in UK finora.

Tanto di cappello ai parlamentari britannici che hanno messo il paese prima dei propri interessi.

1 Commento

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Una risposta a “Brexit, monarchia e non-Costituzione

  1. cachorroquente

    D’accordo però il problema è che Johnson e i Tories sono cresciuti nei sondaggi con tutto ‘sto casino…

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