Esisto ancora ma non ci sono

Alcuni di voi si saranno chiesti che fine abbia fatto. Mesi che non scrivo su questo blog, penserete che l’abbia abbandonato. Il blog non e’ morto, ho ancora tante cose da dire ma il tempo e’ tiranno. Sto lavorando molto, around the clock come diciamo qui nel Regno Unito, e ho appena il tempo per stare con la famiglia, la quale anche quella e’ un altro lavoro a tempo pieno. Ma se non lavori non puoi mantenere la famiglia, giusto? Se non lavori non puoi pagare il mutuo di 30 anni. Ci sono tante persone che dipendono da me, a lavoro come in famiglia, e nel mio lavoro basta abbassare la guardia per un giorno per avere effetti nefasti difficilmente controllabili e dalle conseguenze disastrose per me e per tutti gli altri che dipendono da me. Quindi invece di completare quelle bozze per il blog devo lavorare fino all’una del mattino compresi i weekend, alzarmi alle 5 per prendere un aereo, saltare pranzi, avere jetlag di 10 ore debilitanti e stare pur sempre con il sorriso tra le labbra e “sveglio” dando presentazioni, cercando di essere lucido col manager snocciolando numeri che alla gente comune farebbero girare la testa. E sempre col sorriso in bocca giocare coi figli, accudirli, vestirli, lavarli, portarli all’asilo come se nulla fosse. Ci si abitua a tutto, pure alla schiavitu’. Perfino ai perfetti idioti che ti dicono “beato te che viaggi tanto.”. Ma di loro non mi preoccupo, so che esiste un girone dell’inferno a loro dedicato. Ed e’ il peggiore.

 

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