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Segnalazioni

Due segnalazioni sull’altro blog parallelo.

La prima riguarda la situazione politica in Belgio.

La seconda invece riguarda la nuova legge anti-Amazon o ammazzalibri o forse sarebbe meglio dire salva-parassiti appena passata al Senato. Da rabbrividire.

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Let a thousand nations bloom

In questi giorni si parla tanto dell’unità d’Italia con le solite discussioni divise tra un partito pro e e uno contro il Risorgimento. Questo post vuole cercare di mettere le mie idee in chiaro su questo argomento, e diciamo che possiamo definirlo un post di autoanalisi che serve soprattutto per me per capire come sono cambiato e che cosa penso sull’argomento. Se volete aggiungere anche i vostri commenti mi farebbe piacere.

Innanzitutto la scuola. Fin da quando ero bambino mi fu insegnato il mito del Risorgimento e fin da subito ne fui entusiasta. Non ero un bambino che assorbiva passivamente le nozioni e se quel periodo e i suoi ideali mi sono rimasti impressi era perché veramente mi parevano fondanti e positivi.

Ciò che mi interessava di più all’epoca era la figura dell’eroe risorgimentale. Giovani letterati con un ideale (spesso non importa quale, e anche per questo motivo rispetto tutti gli idealisti anche quelli con idee opposte alle mie) da raggiungere. Ho sempre avuto il fascino per chi ha un progetto in mente e riesce a realizzarlo nella realtà: per me è un miracolo non tanto creare nella propria mente un qualcosa, quanto piuttosto trasferirlo dalla propria mente al mondo reale. Un miracolo della biologia e dell’umanità che non mi stancherò mai di acclamare come l’unico nobile obiettivo di ogni essere umano: l’azione, il plasmare la realtà, esseri dèi in terra. Garibaldi in questo per me rappresentava un modello. Mazzini invece non mi è mai piaciuto perché non era altro che un invasato, oggi lo chiameremmo fondamentalista religioso. I suoi seguaci della Giovane Italia oggi si farebbero esplodere come i kamikaze islamici per dire.

Quindi dicevo: non erano l’Italia e la sua unità ad interessarmi quanto le storie fantastiche e romanzate di queste persone che stavano facendo l’Italia. Ma la stavano facendo veramente? Come si dice spesso, e io ne sono convinto, lo stivale è sempre stato italico e a parte alcune regioni come la Sardegna e il sud Tirolo, che non erano italiane, tutti i regni e le repubbliche condividevano un minimo comun denominatore fatto di lingua, cultura, religione e storia. Per quanto riguarda l’idioma, l’italiano era una lingua franca usata soprattutto dagli intellettuali e dalle cancellerie più che dal popolino che invece utilizzava varianti spesso inintelliggibili.

Ora, il salto da un’Italia culturale a quella politica è stato violento. Non c’è dubbio su questo. Necessario? Forse no, ma sicuramente inevitabile visti i tempi quando la cultura dominante era quella degli stati nazione ottocenteschi. Insomma, spesso certi movimenti della storia sono inevitabili anche se non sono necessari o “nel giusto”. E’ un’amara giustificazione di una guerra d’invasione lo so, ma credo di centrare il problema se continuo su questa traccia. E’ difficile essere una repubblica marinara quando intorno a te c’è solo il modello imperiale, ed è difficile essere una tirannia quando intorno a te ci sono solo democrazie. Insomma il mondo andava verso quella direzione lì e l’Italia non poteva essere da meno. E sarebbe ingiusto prendersela con quegli uomini di quel tempo con il metro di giudizio o la morale di oggi. Il ripudio della guerra è un concetto nato solo dalla fine della seconda guerra mondiale e sulla scia del pacifismo 60/70. Prima di allora la guerra e l’invasione erano normale realtà quotidiana.

Per questi motivi difficilmente riesco a sopportare il revisionismo di molti di oggi che parlano di invasione e di autodeterminaizone dei popoli negli stessi termini con cui si criticherebbe oggi un Bush che invade l’Iraq o una Russia che invade l’Ossezia.

E poi, pensate che Dante si sentisse meno italiano perché lo stivale era diviso in principati e signorie? Erano già italiani all’epoca ma loro nel medioevo sapevano distinguere tra la cultura d’appartenenza, spesso definita nazione, e lo stato, ovvero la struttura politica. Non necessariamente le due cose devono coincidere! E’ questo l’errore più grande di quel periodo storico, non solo italiano (badate bene, non solo italiano). E’ come far parte di una famiglia e seguirne le tradizioni ma la casa dove si abita si può cambiare o può essere multipla. Il caso svizzero è perfetto per spiegare questo concetto: gli svizzeri che vivono nel Canton Ticino si considerano italiani al 100% ma vivono in Svizzera e quindi si considerano parte della nazione svizzera.  Lasciate ai semplici il concetto di stato-nazione, così come quelli di famiglia  patriarcale e di religione. Non hanno altro che queste piccole certezze a cui si aggrappano per poter giustificare la loro esistenza al mondo.

Detto tutto questo credo che il modo in cui si sta festeggiando questa unità abbia del ridicolo, proprio per lo stesso motivo per il quale non si può leggere con la lente del 2010 il Risorgimento, allo stesso tempo non si può portare avanti nel tempo (quasi che ci fosse una macchina del tempo) una commemorazione così ottocentesca, datata e appunto anacronistica. Quello che voglio dire è: c’è stato quello che c’è stato, mettetevi l’anima in pace, però ora non rendeteci schiavi di quel passato. Ora vogliamo percorrere altre strade, sperimentare nuove forme.

Io voglio tornare al Rinascimento quando si era italiani culturalmente ma si era fiorentini, genovesi, veneziani e sardi politicamente. La differenza nella vita di tutti i giorni sarebbe quasi inesistente (come dice lui in questo video l’unica differenza sarebbe che quando attraversate il confine vi arriverà un messaggio della Vodafone che vi dirà: benvenuti a Vodafone Veneto)  ma i vantaggi sarebbero enormi: meno stato, meno burocrazie, più responsabilità delle comunità e individuale e la possibilità di muoversi da un territorio all’altro per cercare le condizioni economiche, fiscali, lavorative e culturali migliori. Una cantonizzazione del territorio che promuove la competitività e la meritocrazia e diminuisce gli sprechi e le ingiustizie tra i vari territori. Lasciate che i sudtirolesi seguano il loro destino, che i veneti ritrovino il loro orgoglio perduto, che i sardi sappiano ritrovare la meravigliosa storia dei giudicati, che i toscani si riprendano i loro comuni. Let a thousand nations bloom è il titolo di questo post preso da questo blog libertario: lasciate che mille nazioni sboccino. Ora, adesso. E lasclate quel meraviglioso periodo della nostra storia comune che si chiama Risorgimento nei libri di storia e nella memoria comune. Ora abbiamo bisogno di guardare al futuro.

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La libera Repubblica di Tahrir square è caduta

Estratto da Encyclopedia Britannica Vol. XXXVII

La Libera Repubblica di Tahrir Square (LRTS) fu una repubblica autoorganizzatisi nei 20 giorni della Rivoluzione egiziana tra il Gennaio e il Febbraio 2011.

In 20 giorni il territorio della Repubblica senza stato aveva occupato l’intera Piazza Tahrir e aveva annesso alcune strade limitrofe. In meno di dieci giorni i suoi abitanti sono passati da 50.000 a oltre un milione, precisamente il 3 Febbraio 2011. Questo fa della LRTS la Repubblica a più alta densità umana della storia. La LRTS inoltre fu un puro e semplice processo emergente senza governi né capi. In quei giorni ci furono 1 milione di governi, 1 milione di governatori, 1 milione di parlamenti. All’interno della LRTS il caos non esisteva perché non esisteva un controllo centralizzato.

La LRTS fu una delle repubbliche più effimere ma allo stesso più importanti della storia. Un milione di persone in modo pacifico sono riuscite semplicemente grazie alle loro determinazione e occupazione della piazza Tahrir a far cadere un tiranno in sella da 30 anni e a far catalizzare l’intera attenzione mondiale su quegli eventi. Un esercito di blogger, giornalisti o semplici cittadini aveva preparato un piano di battaglia per mesi. Nessun generale, nessuna disciplina o corte marziale. Semplicemente l’interazione di milioni di persone sull’unica piattaforma anarchica funzionante della storia umana: internet. Lo studioso di processi emergenti dell’Imperial College of London Graham Brown a tal proposito ha detto: “La Repubblica di Tahrir Square, e quindi il successo della rivoluzione egiziana, è stata possibile grazie all’anarchia del web, all’assenza di un governo centralizzato di internet. Un processo emergente funzionante e vincente proprio perché non controllato ma distribuito e decentralizzato, fatto di secessioni infinitesimali che chiamiamo unità umane o individui.”

Dopo 20 giorni dalla sua nascita la libera Repubblica di Tahrir Square (LRTS) a Il Cairo è decaduta il 14 Febbraio per mano dell’esercito dello stato egiziano.

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Come si fa la Storia

In questi giorni sono un po’ assente da internet e dalle faccende italiane perché sono totalmente assorbito dai fatti egiziani. Ogni giorno quando torno a casa accendo Al Jazeera English Live e seguo la battaglia in piazza Tahrir. Forse la battaglia più importante degli ultimi anni al mondo. Tahrir è storia e sarà ancora di più storia se i tanti semplici eroi che la occupano rimarranno là. Da loro dipende l’esito di centinaia di milioni di uomini in tutto il medioriente e in tutto il mondo e il futuro della storia nell’area.

Se siete tra quelli che come me avete seguito la rivoluzione egiziana su Al Jazeera vi sarete resi conto di aver assistito a uno straordinario pezzo di storia umana. Milioni (letteralmente milioni di persone) che si sono riversate sulle strade e sulle piazze per chiedere al tiranno di andarsene. Cio’ che ha colpito di piu’ sono state la straordinaria e bellissima autorganizzazione, la civilta’, la maturita’ di uomini e donne, poveri e borghesi, musulmani o copti. Milioni di persone che si aiutavano a vicenda per raggiungere un unico obiettivo: spodestare il tiranno. Nonostante le cazzate che vi dicono nei giornali occidentali, grazie ai commenti e alle menzogne delle cancellerie mondiali, l’unica violenza e l’unico caos che si sono visti provengono dal governo. Tutta la violenza e la brutalita’ provengono esclusivamente dallo stato. Mubarak ha scatenato i suoi uomini contro folle inermi e assolutamente pacifiche. E qui bisogna tristemente notare come la polizia in tutto il mondo ha l’esclusivo compito di infiltrarsi nelle proteste per creare disordini: dalla Tunisia all’Egitto, dall’Italia agli USA. Le forze di polizia fanno parte dell’economia del mantenimento del potere delle minoranze al governo: servono per illudere le persone che senza un governo c’e’ solo il caos e la violenza. Eppure abbiamo visto come per settimane gli egiziani hanno vissuto senza lo stato, organizzandosi per tutti i loro bisogni e l’unica cosa che hanno ricevuto dallo stato sono stati proiettili e manganelli.

Che popolo coraggioso questo egiziano. Che eroi, semplici persone da cui prendere esempio. Ognuno di loro vale cento dei nostri debosciati protestanti occidentali, questi sì pronti a distruggere vetrine, banche e a mettere a ferro e fuoco la proprieta’ altrui per il solo gusto della protesta. Per poi il giorno dopo andare a guardarsi il Grande Fratello o la partita di Champions e votare cani e porci alle elezioni.

Questi egiziani, che voi nei media occidentali chiamate estremisti, violenti, fondamentalisti sono il piu’ grande esempio da seguire per il futuro e fanno vedere la meschinita’ dei nostri governanti preoccupati per i loro interessi piu’ che per quelli dei popoli oppressi. L’Egitto di oggi e’ uno specchio che ci permette di vedere i nostri regnanti nudi. Grazie Egitto. Siamo (quei pochi che sanno) con voi.

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Come il governo limita la ricerca scientifica

Mentre mi informavo sull’IVA in questi giorni (vedi questo post), ho scoperto che l’Italia è l’unico paese (forse, se qualcuno ha più informazioni a riguardo mi faccia sapere) che impone l’IVA al 20% sull’acquisto di materiale scientifico. Dagli strumenti come microscopi, tavoli, macchine ecc. ai consumabili come provette. In pratica il governo tassando la propria ricerca tassa se stesso e limita i fondi destinati alla ricerca scientifica!

E questo vale per la ricerca di base come per la ricerca clinica per malattie comuni o rare. Ho parlato con alcuni ricercatori italiani e mi hanno detto che a volte hanno dovuto rinunciare all’acquisto di certi strumenti perché l’IVA era troppo alta. In compenso in tutti i paesi europei non esiste l’IVA sulla ricerca e lo stesso vale per paesi emergenti come la Cina dove appunto le case farmaceutiche possono comprare strumenti per millioni di euro senza tasse.

Non solo lo stato italiano non è in grado di fare ricerca a livelli competitivi ma si dà la zappa sui piedi autotassandosi. E i soldi dell’IVA vengono usati per pagare la scorta e il sistema di sicurezza dei festini del puttaniere.

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Cervelli di pasta frolla

Non c’è bisogno di scomodare fascismi e nazismi, né di evocare spettri da Farhenheit 451 o 1984. L’iniziativa della destra veneta di bandire dalle biblioteche pubbliche i libri degli autori che hanno firmato per Battisti è quella di una serie di deficienti che non sanno manco cosa sono Farhenheit 451 (un profumo?) o 1984 (anno di uscita de L’allenatore nel pallone?). Gli autori da bandire poi, non è neppure importante che siano tra i migliori che la recente letteratura italiana abbia prodotto. Semplice: non hanno mai letto questi autori e questi libri. Stop.

Quello di bandire, bruciare o censurare libri è uno dei crimini più odiosi che l’uomo possa concepire, ma di fatto spesso è evocato dal coglione di turno. Votato da altrettanti coglioni per fare quattro coglionate e nel frattempo rubare i soldi ai contribuenti, ovviamente. E’ la tanto osannata democrazia bellezza. In un paese sano gente del genere sarebbe a pulire i cessi. Nel nostro invece

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Oro, incenso, mirra e legge sul fine vita

A Gesù Bambino quest’anno Berlusconi regalerà oltre all’oro (tanto, tantissimo), incenso e mirra pure una legge sul fine vita che piacerà tanto alla Chiesa. Queste sono le voci che circolano da qualche settimana tra le sponde del Tevere. Dopo una serie di commenti entusiastici da parte di cardinali e papa sulla fiducia al governo Berlusconi ora i due protagonisti si giocheranno le carte per la sopravvivenza. Casini, che prende ordini direttamente da Oltretevere, aiuterà Bersluconi a sopravvivere. In cambio Berlusconi farà una legge più restrittiva sull’eutanasia per fare un piacere alla Chiesa ma soprattutto per fare uno sgambetto a Fini e FLI. In pratica la Chiesa è riuscita ad infiltrare le sue truppe in tutti e tre i poli. Una sorta di mastellite che condiziona qualsiasi politica dei tre schieramenti.

 

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Meanwhile in 1937…

Oggi mi sono alzato dal letto, dieci centimetri di neve tutti intorno alla casa, apro le news e per un attimo penso di stare ancora dormendo. Mi sono risvegliato in un universo parallelo? Il mio letto è stato inghiottito in un wormhole che mi ha portato al 1937? Sono pazzo?

Certo che aprire le notizie oggi è stato un po’ come aprire un giornale del ventennio.

1) Un ex- (no chiamiamolo post- va!) fascista propone l’arresto senza processo di individui dell’opposizione. Ha una lista di nomi, dice che sa chi sono quelli che lo disturbano e che vuole arrestarli. Ovviamente a sua discrezione.

2) Il vice-presidente USA Biden dice che Assange è un terrorista che “ha fatto cose che hanno messo in pericolo la vita ed il lavoro di molte persone nel mondo. Ha reso più complicati i rapporti con i nostri alleati e i nostri amici.” Perché ha rivelato al mondo che gli USA “hanno fatto cose che hanno messo in pericolo la vita ed il lavoro di molte persone nel mondo.” Geniale. Un assassino che dice che il messaggero della notizia dell’assassinio è un criminale.

3) Cameron ha deciso che vuole salvare i bambini dal porno oscurando i siti pornografici per default. A meno che un adulto non chieda espressamente di vederli. Immaginiamoci la fila di uomini all’esterno del Ministero per la Salute per fare domanda di sblocco dei siti. Il governo britannico, quindi, ha deciso che il porno è un male e che ha il potere e la volontà di bloccare questo male. Oggi la pornografia, domani chissà cosa.

4) La guerra sola igiene del mondo. Ah no, è il voto. Le urne come trincee dove spappolare l’avversario, decimarlo, dividerlo. E chi vince alle urne conquista i posti da sottosegretario.

5) e dopo l’intenzione di tassare chi non ha figli, ora si sta votando per istituire il garante delle famiglie che sarà “una rivoluzione copernicana necessaria a superare l’individualismo egocentrico” oggi imperante. “Dobbiamo fare della famiglia il soggetto sociale di riferimento per ogni decisione legislativa.” Detto da una zittella questo è sicuramente la proposta più geniale dell’anno! Buy, produce, fuck and die (with pain possibly).

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Un video vale più di mille trattati

Un bellissimo e semplicissimo video che vale più di mille trattati politici e di etica.

Per una traduzione in italiano del video e per commentare andare qui.

Si cercano volontari per mettere i sottotitoli a questo video!

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“Una pletora di stati che fanno i propri interessi”

Sono rimasto molto colpito dai “leaks” di una conversazione in chat tra Bradley Manning con Adrian Lamo. Bradley Manning è la fonte dei quasi 250 mila cablogrammi che sono stati pubblicati da Wikileaks. Manning era un militare di stanza in Iraq che aveva accesso a centinaia di migliaia di informazioni segrete. Perché questo ragazzino di 22 anni ha deciso di fare quello che ha fatto rischiando la sua carriera, la sua vita e rivelando al mondo i segreti dei governi del mondo? Per mesi la figura di Manning è rimasta un po’ in ombra  nei media, sovrastata dalla figura di Assange. E per mesi abbiamo creduto che la talpa che ha dato i file fosse una spia al soldo dei nemici americani o qualcuno pagato per far cadere il governo di Obama. Che il suo unico scopo fosse quello dello spionaggio internazionale per creare crisi internazionali devastanti. Un mercenario al soldo dei cattivi. Quanti soldi avrà preso? Con quali servizi segreti era in contatto?

E invece? E invece la storia è molto diversa. Manning è uno di noi, ovvero una persona qualunque che ha combattuto con la sua coscienza per mesi. Un soldato shockato dalla guerra e deluso dalle bugie con cui era stato imbottito per anni dai governi americani. Aver accesso a quelle verità sconvolse Manning tanto da prendere la decisione finale. Ma ecco alcune delle frasi con cui giustifica quello che ha fatto:

(02:26:01 PM) Manning: i dont believe in good guys versus bad guys anymore… i only a plethora of states acting in self interest… with varying ethics and moral standards of course, but self-interest nonetheless.

Non credo più nei buoni contro i cattivi… solo una pletora di stati che fanno i propri interessi… con etica e standard morali che variano certamente, ma comunque propri interessi.

(02:27:47 PM) Manning: i mean, we’re better in some respects… we’re much more subtle… use a lot more words and legal techniques to legitimize everything
(02:28:00 PM) Manning: its better than disappearing in the middle of the night
(02:28:19 PM) Manning: but just because something is more subtle, doesn’t make it right
(02:29:04 PM) Manning: i guess im too idealistic

Voglio dire, siamo migliori sotto alcuni punti di vista…. siamo molto più subdoli… usiamo un sacco di parole e tecniche legali per legittimare qualsiasi cosa. […] Ma non perché qualcosa è più subdolo, questo lo fa diventare più giusto. Credo di essere troppo idealista.

(02:22:47 PM) Manning: i mean what if i were someone more malicious
(02:23:25 PM) Manning: i could’ve sold to russia or china, and made bank?
(02:23:36 PM) Lamo: why didn’t you?
(02:23:58 PM) Manning: because it’s public data
(02:24:15 PM) Lamo: i mean, the cables
(02:24:46 PM) Manning: it belongs in the public domain
(02:25:15 PM) Manning: information should be free
(02:25:39 PM) Manning: it belongs in the public domain
(02:26:18 PM) Manning: because another state would just take advantage of the information… try and get some edge
(02:26:55 PM) Manning: if its out in the open… it should be a public good

 

ManningVoglio dire, cosa sarebbe successo se fossi stato qualcuno più cattivo. Avrei potuto vender[li] alla Russia o alla Cina e farmi soldi?

Lamo: E perchè non lo hai fatto?

Manning: Perché sono dati pubblici […] che appartengono al dominio pubblico. L’informazione dovrebbe essere libera. Appartiene al dominio pubblico, perché un altro stato approffiterebbe dell’informazione per cercare di ottenere un certo vantaggio. Se [l’informazione] è fuori all’aperto, dovrebbe essere un bene pubblico.

(03:43:27 PM) Manning: i dont think of myself as playing “god” or anything, because im not… im just playing my role for the moment… i dont control the way they react
(03:44:15 PM) Manning: there are far more people who do what i do, in state interest, on daily basis, and dont give a fuck
(03:45:01 PM) Manning: thats how i try to separate myself
(03:45:13 PM) Manning: from my (former) colleagues

Non penso di stare a giocare a dio o qualcosa del genere, perché non lo sto facendo… sto solo interpretando il mio ruolo del momento… io non controllo il modo in cui reagiscono. Ci sono molte più persone che fanno quello che faccio io, nell’interesse dello stato, ogni giorno e non gliene frega un cazzo. Questo è il modo in cui mi distinguo dagli altri miei ex-colleghi.

 

Bradley Manning al momento si trova in una prigione militare americana in isolamento da Luglio. Si sospetta sia stato oggetto di torture. A breve sarà processato da una corte marziale per altro tradimento e per aver infranto la legge sullo spionaggio.

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