I doni della vita

Sono probabilmente l’ultimo a commentare sulle parole di Nadia Toffa, la conduttrice de Le Iene che ha candidamente detto – mentre annunciava un suo libro sulla sua esperienza con il cancro – che “il cancro è un dono”. Non aggiungerò molto dato che la socialsfera (si chiama cosi?) e la blogosfera (questo termine esiste veramente) nel giro di poche ore hanno già dato il loro verdetto: trattasi di grande cazzata. Non solo perché le malattie e la sofferenza non sono doni ma mali da curare, ma soprattutto perché non tutti ne guariscono e la propria attitudine mentale o convinzione non hanno alcun peso sulla malattia. Puoi convincerti quanto vuoi che il cancro non vincerà ma quello ti prende comunque. Questa pratica un po’ New Age e un po’ motivational trainer a la americana (ce la puoi fare se ci credi!) in realtà ha un antenato molto famoso e ingombrante. Si chiama religione, e vi fa credere che se pregate, ma tanto tanto tanto la Madonna o Padre Pio (fino a farvi scoppiare le meningi e distruggere i menischi sull’inginocchiatoio), la malattia scompare magicamente. Mentre la religione vi obbliga ad usare amuleti, pezzetti di legno cosparsi di H2O e ascoltare uomini in gonnella per guarire la nuova pratica ha bisogno di ben meno: qualche tweet e un bel viso di una persona importante e si vince ragazzi!

Quello che fa arrabbiare di più è che non si sente mai nessuno ringraziare la medicina moderna e gli eroi chiamati medici (e prima di loro chi come il sottoscritto si occupa di ricerca di base) per aver vinto contro il cancro. Prima era la Madonna o Padre Pio, ora è se stessi, la propria convinzione, la propria forza. Il dio (e il miracolo) è stato interiorizzato, da trascendente a immanente e il cancro è una prova che ci è stata data. Se vinciamo siamo più completi e capiremo il mondo perché lo vivremo in un modo diverso. Certo, qualsiasi esperienza negativa ci permette di vedere con occhi nuovi il mondo e di capire che le cose, spesso stupide, a cui siamo attaccati, in realtà non valgono nulla nel grande schema della nostra vita. Eppure, le parole sono importanti e “dono” non è di certo una che userei da associare al cancro, specialmente per rispetto nei confronti di chi a causa di quel dono ha perso propria vita o dei propri cari. E questo ci ricorda la pessima eredita che l’ideologia di Madre Teresa di Calcutta ha lasciato alla cultura pop: la sofferenza come via per raggiungere la salvezza. Il dolore come mezzo indispensabile per raggiungere Cristo. Una filosofia cosi barbara e cosi legata al cristianesimo delle origini (il martirio come canale privilegiato per la salvezza, non tanto lontano dal jihadismo che pone il suicidio-omicidio come condizione privilegiata per raggiungere il Paradiso) che ha come unica e logica conseguenza l’accettazione del dolore e l’autoflagellazione del rifiuto della medicina palliativa. Perché dare ai malati antidolorifici o perfino guarirli quando il dolore è la chiave, il dono appunto, per raggiungere Cristo? Ed è appunto quello che succede negli ospedali di tutto il mondo di Madre Teresa di Calcutta. La gente non guarisce e ne esce solo per andare al cimitero. Per l’ultima volta.

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An englishman in Cagliari

Titolo preso spudoratamente da Sting.

In una delle serie di videogiochi che amo di più, Dishonored, esiste un fenomeno particolare: più si va avanti nel gioco e più gli eventi vengono influenzati dalle nostre azioni precedenti. Se nel gioco uccidiamo senza pietà, per esempio, il futuro mondo del resto del gioco sarà più caotico. Aumenterà la violenza, la criminalità, le piaghe e in definitiva il caos. A mio parere è una bellissima metafora per quello che succede anche nel nostro mondo reale: più ci comportiamo male più le nostre azioni influenzeranno il resto del mondo. Ogni azione che facciamo, ogni decisione che prendiamo ha delle conseguenze sulla società. Di questo ne sono profondamente convinto. Ed è anche per questo che in un paese civilissimo come il Regno Unito certe malvagità quotidiane hanno una frequenza minore. Siamo influenzati dalla società, volenti o nolenti, e quando viviamo nel caos, nella cattiveria quotidiana diventiamo pure noi malvagi.

Vale cosi -ed è questo il punto a cui volevo arrivare – anche in Italia. Ogni volta che torno cerco di comportarmi il più possibile in modo civile – come un englishman farebbe in Inghilterra – ma quest’ultima volta che ci sono stato ho voluto documentarlo per farvi capire in che razza di società abitiate e quali comportamenti portino appunto al caos.

  1. in auto ovviamente ho fatto passare chiunque passasse nelle strisce. Mi sono sorbito strombazzate da quelli di dietro almeno in due occasioni e dallo specchietto ho visto visi arrabbiati in altre occasioni. Ma non ci ho fatto caso. Questa semplice azione pero ha avuto un effetto positivo non solo su di me, ma anche ovviamente sui pedoni. Molti erano meravigliati, stupefatti che qualcuno si fosse fermato per loro e nel 90% delle volte mi hanno ringraziato.
  2. mentre tutte le auto non facevano mai uscire le macchine da un parcheggio che si affacciava su una strada io ogni volta mi sono fermato e gli ho dato il tempo di uscire. Sorrisi, mani a mo’ di saluto, una signora ha perfino abbassato il finestrino e mi ha detto grazie.
  3. in una strada stretta e a doppio senso un autobus non riusciva a passare a causa di un’altra auto parcheggiata. Nessuno di fronte a me si è fermato. L’ho fatto io. L’autista mi ha ringraziato ed è ripartito ma mentre lo faceva un auto mi ha sorpassato e si è infilata nella viuzza bloccando di nuovo il bus. Nonostante questo, l’episodio è servito a far comprendere chi si è comportato da civile e chi da civile e l’autista del bus mi ha fatto uno sguardo da complice: come dire che noi due siamo stati civili e quell’altro no.
  4. al supermercato due signore hanno pensato di fare le furbe e si sono infilate a meta’ fila alla cassa. Invece di sbottare ho usato una tecnica tipicamente inglese per evitare situazioni conflittuali. Ho detto: “eh la fila oggi è lunghissima.”  E ho indicato con lo sguardo dietro di me. Le signore si sono sentite cosi in colpa che si sono immediatamente scusate e con un sorriso hanno detto “Oh, non ce ne siamo proprio accorte!” e sono andate alla fine della fila.

Come vedete in tutti i casi le mie azioni hanno avuto conseguenze positive sull’umore e sul senso civico degli altri. Cosa pensate che sia passato per la mente di queste persone? “Che gentile.” “C’è ancora qualcuno civile al mondo.” “Ho fatto una figuraccia!” ecc. E quanto questo possa avere influito sul resto della loro giornata? Penso che alcuni di loro siano tornati a casa con un sorriso. O abbiano fatto passare anche loro qualcuno sulle strisce grazie a quello che è capitato a loro.

Ecco, quello che vorrei proporvi è questo: provate almeno per un giorno a essere civili e rispettare gli altri, sorridere ed evitare il conflitto aperto. Provateci e vedrete che starete meglio voi stessi e contribuirete meno al caos del paese, come succede in Dishonored.

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Il Novichok colpisce ancora e il cervello della May è la prima vittima

Scotland Yard ha la tendenza a diffondere notizie sul caso Skripal sempre pochi giorni prima di qualche evento chiave per la Russia a livello internazionale. Il caso Skripal avviene nella stessa settimana in cui avvengono le elezioni presidenziali in Russia. Il secondo caso di avvelenamento con il novichok avviene durante i mondiali di calcio in Russia e a pochi giorni dall’importante summit tra Trump e Putin. Ora i nomi di due presunti agenti russi sospettati per l’avvelenamento sono rilasciati a pochi giorni dall’attacco finale alla fortezza jihadista di Idlib in Siria e a due giorni dalla riunione dell’ONU sulla questione siriana. Incredibile come queste cose avvengano sempre in concomitanza di certi eventi. Avrebbero potuto rilasciare questi nomi la settimana scorsa o quella prossima ma hanno scelto proprio questa e Theresa May ha fatto un discorso molto pomposo pubblicamente al Parlamento oggi stesso. Ed è sicuramente per questo motivo che le prove che vengono richieste a Scotland Yard appaiono sempre cosi deboli e raffazzonate come le foto che ritraggono i due sospettati. Guardate queste due foto degli accusati rilasciate da Scotland Yard.

Notate nulla di strano con l’uomo alla sinistra?

E ora guardate queste due foto riprese a Gatwick.

Se notate qualcosa di strano scrivetelo nei commenti o mandatemi un messaggio in privato. Nelle prossime ore poi vi dirò cosa c’è di strano in queste foto. Ed è una cosa molto grave. Molto.

Sul caso Skripal non si sa nulla di certo e le accuse sono appese ad un filo di congetture sottilissimo ma una cosa è certa: qualsiasi cosa sia successa e anche se la Russia fosse coinvolta il governo May sta usando un caso criminale come arma politica internazionale e lo fa esattamente in momenti cruciali che coinvolgono la Russia. Non vi chiedo di fidarmi di me ma della vostra logica e buon senso. Leggete pure tutte le stravaganze del caso qui.

UPDATE/SOLUZIONE

Come alcuni commentatori hanno già detto nella prima foto l’uomo di sinistra è stato aggiunto con photoshop. I jeans sulla sua gamba di sinistra hanno l’aura tipica di un oggetto aggiunto alla foto e le linee del marciapiede sono cancellate. Nelle altre due foto il tempo di attraversamento delle porte di sicurezza è lo stesso al secondo. Possono essere due uscite diverse certo, ma la coincidenza temporale ha fatto storcere il naso a molti. E infatti se analizziamo l’exif data vediamo che l’immagine è stata modificata alle 2 del mattino di ieri. Qualcuno è rimasto a lavorare fino a tardi e ha aggiunto manualmente il tempo (lo stesso) alle due foto facendo copia-incolla velocemente.

Non so per quale motivo la polizia abbia fatto queste aggiunte/modifiche ma utilizzando il rasoio di Occam la mia ipotesi è che sia successo cosi: la May aveva bisogno di fare uscire questa notizia questa settimana per motivi politici e di geopolitica internazionale. Scotland Yard quindi ha ricevuto pressioni dal governo per avere prove fotografiche da distribuire ai giornali immediatamente. Ricordiamo che il novichok fu trovato nell’hotel dove risiedevano questi russi già il 4 Maggio, ma analisi successive sono state negative. Per questioni puerili o di inettitudine qualcuno ha deciso di mettere i due uomini assieme nella stessa foto per fare più scena mediatica ma senza l’esperienza informatica necessaria. Lo stesso per il copia-incolla delle date nelle telecamere di sicurezza. Non c’è bisogno di teorie complottiste, spesso basta l’inettitudine e la stupidita umana per spiegare certe cose. Ma fa pensare il fatto che ci sia una regia politica sul caso, ancor prima di un vero e proprio processo. E che gli accusati e le prove siano state manipolate prima di qualsiasi processo e dati in pasto ai giornali. Colpevoli ancora prima di una sentenza. Questa è la triste situazione del Regno Unito nel 2018 – patria della rule of law e dell’habeas corpus – la cui democrazia è ormai piegata da logiche maccartiste e di potere personale.

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Perdere la bussola della morale

Politici e giornali di sinistra italiani che celebrano come eroe John McCain. Necrologi improbabili sul Guardian. Che cosa spinge certa sinistra – italiana e internazionale – a venerare come un eroe un angelo della morte come John McCain ora che è morto? Come si può celebrare un mostro che appena dieci anni prima veniva giustamente dileggiato come tale? Mancanza di coerenza? Perdita dei propri valori? Reductio ad murum Berlini?

Magari qualcosa di più umano e più semplice: quell’istinto primordiale della sinistra di avversare il tiranno di turno e di considerare chiunque sia contro quest’ultimo come un eroe. Se Trump è il tiranno allora McCain è da rivalutare perché ne ha sempre parlato male. Dopo la morte è chiaro, perché c’è limite al ridicolo, ma ricordo male o qualche tempo fa la sinistra liberal americana rivalutò Bush Junior come paladino dell’ordine mondiale e patriota?

Ma lasciamo perdere i bassi istinti che guidano certa gente e guardiamo ai fatti: da militare nella guerra in Vietnam si macchio di crimini di guerra bombardando come pilota una fabbrica di lampadine uccidendo innumerevoli civili e ben sapendo che ci sarebbero state vittime civili. Gli fu data una medaglia per essere stato catturato dai vietkong. A Mai Van On, il civile che lo salvò da un annegamento certo dopo che col paracadute precipitò in un lago, invece non fu data nessuna medaglia. Se non fosse stato per lui McCain sarebbe morto e ci avrebbe risparmiato molto dolore a questo mondo. Tra i falchi neocon, infatti, fu tra i sostenitori del bombardamento in Serbia, in Iraq, in Siria e non poteva aspettare di bombardare pure l’Iran. Fremeva dal lanciare le bombe. Fortunatamente è morto prima di poterlo vedere o di avere una parola di supporto per l’ennesima guerra “umanitaria” per la democrazia. Questa bestia, invece di stare in piedi di fronte ad un plotone di esecuzione ad un processo stile Norimberga, ha vissuto felice fino alla tarda eta’ e ora è celebrato da quella stessa sinistra che lo avversò prima in Vietnam, poi in Iraq. Che straordinaria e miserabile macchina è il cervello umano, capace di capriole e voltafaccia tali da far concorrenza ad un funambolo.

McCain, I say this in english because you were probably too dumb to learn another language other than your own: rot in hell, forever.

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Di chimica e di Sherlock Holmes mancati

Ci sono due regole principali che un investigatore dovrebbe seguire: prima di accusare trovare le prove e usare il rasoio di Occam. Ebbene sia nel caso del presunto attacco chimico in Douma da parte della Siria e sia nel caso del presunto attacco al Novichok in UK ambedue queste regole sono state ignorate. E ora dopo mesi di attesa sappiamo che in Siria non vi fu attacco chimico con agenti nervini e che in UK… beh se volete sapere cosa è successo è meglio se continuiate a leggere al punto 2.

  1. Attacco a Douma: sono finalmente arrivati i risultati dell’OPCW sul presunto attacco al gas nervino a Douma, in Siria. Ebbene nonostante gli USA, UK e Francia ci avessero garantito che i morti del video erano stati gassati dal governo siriano, le analisi dell’OPCW dicono che di gas nervino non vi è traccia, né sul terreno né sul plasma delle presunte vittime. Ricordiamo che Trump bombardò la Siria perché sua figlia lo convinse dopo aver visto un post su Facebook. Sui giornali di questa notizia? Quasi niente. A parte la BBC che da una nota a margine del lungo report dove si parlava di tracce di esplosivo e di composti al cloro ne deduce che ci sia stato un attacco al cloro. OPCW non arriva a queste conclusioni e non per fare il pignolo ma pure la varecchina e molti prodotti di ospedale sono composti al cloro. Insomma, abbiamo rischiato la Terza Guerra mondiale per una reazione emotiva di una ragazzina su Facebook.

 

 

 

 

 

 

 

  1. Attacco Skripal: stesso procedimento per il caso Skripal per cui nessun procedimento razionale è stato usato. Dopo appena 48 ore dall’incidente sono stati fatti i seguenti gravissimi errori investigativi: si è accusato un paese terzo di aver autorizzato l’assassinio di una ex-spia senza alcuna prova; si è detto che la sostanza era assolutamente e senza dubbio Novichok prima che venissero fatte le analisi chimiche; si è asserito che si trattava di un Novichok che poteva essere prodotto solo dalla Russia prima che venissero fatte le analisi e nonostante Novichok invece possa essere prodotto da una dozzina di stati, inclusi UK e Israele; si è asserito che si trattava di un laboratorio russo quando è scientificamente impossibile determinare dall’analisi chimica – che ricordiamo non fu ancora fatta se non settimane dopo – da quale laboratorio una molecola provenga; che le condizioni dei Skripal fossero critiche e che stessero combattendo tra la vita e la morte quando invece dopo qualche settimana si sono ripresi senza nessun segno di avvelenamento; ci dissero nell’ordine che la sostanza fu nel cibo, poi nell’auto, poi nella valigia, poi nella maniglia della porta da cui centinaia tra investigatori e poliziotti sono passati per giorni.

Tutto questo, ricordiamolo, nella stessa settimana delle elezioni presidenziali in Russia.

I padre e figlia Skripal sono passati ufficialmente alla storia per essere stati gli unici esseri umani ad essere sopravvissuti indenni e senza alcuna conseguenza all’avvelenamento di una delle più mortali sostanze al mondo, usate e prodotte dai militari per uccidere all’istante.

Veniamo invece all’uso del rasoio di Occam e leggete bene questi fatti: l’incidente è avvenuto a poche miglia da Portdown, un centro militare segreto dove vengono prodotte sostanze chimiche per usi militari. Dopo il risveglio di Yulia, questa candidamente ha detto che nel futuro non vede l’ora di tornare in Russia, Russia che ha cercato di ucciderla. Sergei, una spia bruciata perché faceva doppio gioco e ora in pensione. Perdonata da Medvedev anni fa e ora vive in serenità in UK. Gli ultimi batch di Novichok furono visionati da ufficiali statunitensi e distrutti nel 1999 in Uzbekistan e il suo inventore Dr Vil Mirzayanov si trasferì in USA.

Nonostante non ci sia alcun movente, nonostante l’avvelenamento sarebbe potuto avvenire in Russia (da cui Yulia proveniva e tornava molto spesso) e in maniera meno plateale e soprattutto non a ridosso delle elezioni presidenziali, nonostante il Novichok sovietico sia stato dichiarato distrutto e gli ultimi ad averne possesso furono gli americani nel 1991, nonostante tutto questo gli investigatori continuano a indicare come colpevole la Russia. Senza uno straccio di prove.

Ma non è finita qui. Ad appena due giorni dal summit tra Putin e Trump in Finlandia e proprio durante i mondiali di calcio in Russia due altre persone vanno in ospedale avvelenate da… udite udite il Novichok. Dove? Ad Amesbury, a poche miglia da Sainsbury dove furono avvelenate gli Skripal e ancora più vicino a Portdown, il laboratorio segreto militare dove vengono prodotte sostanze chimiche. Questa volta chi viene avvelenato è una coppia con problemi di tossicodipendenza che non ha alcun legame con Skripal o con la Russia. Gli investigatori sono certi che i due casi siano legati e sono certissimi che la stessa persona che abbia tentato di uccidere Skripal si sia voluta liberare della sostanza… trovata proprio in questi giorni in una bottiglia da cui la coppia ha bevuto. Esatto. Avete sentito bene: l’assassino russo ha volato dalla Russia con il Novichok, lo ha spalmato sulla maniglia e si è liberato del Novichok versandolo in una bottiglia che dopo 4 mesi una coppia di tossicodipendenti si è portata a casa propria. Novichok, che secondo il Dr Vil Mirzayanov, il suo scopritore, non rimane nell’ambiente se non per pochi giorni.

E ora la ciliegina sulla torta: dopo aver letto tutto questo, che sembra uscito fuori dalla mente di un cospirazionista ben peggiore di un terrapiattista, dovete sapere che chiunque faccia notare queste discrepanze, inesattezze, menzogne è considerato un cospirazionista, un filo-putiniano e creatore di fake news.

 

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Questo blog ha il certificato di blasfemia

Questo blog è blasfemo ed è ufficiale. Perlomeno secondo il governo pachistano. Dovete sapere che ho ricevuto una ingiunzione dal governo Pachistano a rimuovere un’immagine che aveva postato sul mio blog anni fa. Una email ufficiale dallo staff legale di WordPress in cui mi si spiega che il Pachistan ha formalmente oscurato il mio blog perché blasfemo secondo la legge della Repubblica Islamica del Pachistan. Leggere per credere (grassetti miei):

“Dear WordPress Team,

I am writing on behalf of Web Analysis Team of Pakistan Telecommunication Authority (PTA) which has been designated for taking appropriate measures for regulating Internet Content in line with the prevailing laws of Islamic Republic of Pakistan.

In lieu of above it is highlighted that few of the webpages hosted on your platform are extremely Blasphemous and are hurting the sentiments of many Muslims around Pakistan. The URL’s mentioned are clearly in violation of Section 37 of Prevention of Electronic Crimes Act, 2016 and Section 19 of Constitution of Pakistan.

The below mentioned websites can be found on following URL’s:-

https://fabristol.wordpress.com/2010/05/18/il-nuovo-theo-van-gogh//2/

https://fabristol.files.wordpress.com/2010/05/tumblr_l2g34jvlv11qbi5yxo1_500.jpg

You are requested to contribute towards maintaining peace and harmony in the world by discontinuation of hosting of these websites for viewership in Pakistan with immediate effect. We will be happy to entertain any query if deemed necessary and looking forward for your favorable response at your earliest.

Regards”

Come potete vedere la vignetta considerata blasfema è incredibilmente “addomesticata” e non offenderebbe neppure una vecchietta del coro di una chiesa di paese. Forse non sanno che ho scritto e postato foto ben peggiori. Non so se esistano conseguenze penali per questo ma visto che sono fuori dalla loro giurisdizione non possono fare nulla. Il bello è che non si rendono conto della ironia dell’ultima frase in cui richiedono di “contribuire al mantenimento della pace e della armonia nel mondo” chiedendo di censurare una immagine che “offende i sentimenti di tanti musulmani in Pachistan.”. Con tutti i problemi che ci sono in Pakistan con i talebani e ISIS al confine con Afghanistan e il terrorismo salafita interno, i poveri musulmani saranno proprio offesi da quella vignetta del mio blog. Signore e signori ecco a voi le priorità di un religioso e il suo concetto di pace e armonia nel mondo.

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Egregio spett.mo

Purtroppo per lavoro mi capita di ricevere email o lettere da uffici pubblici italiani. Ogni volta è uno spasso. Queste segretarie che si mettono a scrivere in puro burocratese con saluti iperbolici tipo Spett.mo, Egregio Dott., Gent.mo per poi sbagliare congiuntivi o scrivere perché con xke’. Dimostrazione del fatto che una volta finita la risma di frasi fatte imparate a memoria, per far finta di saper parlare italiano aulico, si scoprono per quello che sono: 30enni o 40enni che hanno passato adolescenza a scrivere SMS che non saprebbero scrivere in italiano standard (cioè quello di tutti i giorni). Spesso mi viene dato del Lei con la l maiuscola perfino all’interno di un verbo come mandarLe, e perfino due volte del Voi come ad un monsignor o imperatore che si rispetti. La seconda volta la segretaria pensava che il pluralis majestatis Vostro fosse appunto un plurale rivolto a più persone.

Invece di scrivere “potrebbe inviarmi questo documento firmato” scrivono “Il Dott. X dovrebbe favorire all’ufficio preposto il plico debitamente firmato in tutte le sue parti.”. Per “dopo averlo spedito” usano “dopo aver provveduto alla trasmissione per via postale”. Quando chiedi una deroga ti rispondono con “la legge prevede X, pertanto Le chiediamo…”. Quel “pertanto” diventa molto impertinente perché significa “per favore non rompa le palle e faccia come le diciamo.”

A parte i cugini d’Oltralpe e forse gli spagnoli siamo uno dei popoli che scinde di più la propria lingua tra burocratese e lingua parlata. Questa schizofrenia collettiva viene insegnata fin dalle elementari e continua fino all’università e nell’età lavorativa. Non c’è scampo. L’italiano pensa che il burocratese sia la lingua dei colti, dei letterati. Ma non c’è niente di più sbagliato; al contrario il burocratese è il rifugio di chi non ha alcuna idea di come si cambi registro in una lingua, un criptolinguaggio ristretto a chi vive in una bolla d’ufficio pubblico italiano.

Da anglosassone convertito provo un misto di orrore e ilarità nel leggere queste cose. Come un inglese mi pare di assistere ad una messinscena teatrale del ‘700 con termini e formule cerimoniose di saluto riservate ai monarchi e ai papi del passato per poi due righe più sotto trattarti a pesci in faccia perché non si è rispettata una regola da compilare di un modulo. Ormai, se non posso rispondere in inglese (con un bel neutro e ugualitario Dear) rispondo sempre con un Caro, Buongiorno o Salve e mi immagino le facce di questi che pensano: “Ma che ignorante!” “Che cafone!”. Una volta ho perfino risposto: “Purtroppo sono stato all’estero per troppo tempo e non comprendo questi termini burocratici. Potrebbe rispondermi in italiano corrente?” Sorseggio il mio tè crogiolandomi nella mia albionica superiorità.

Per piacere lasciate i fantozziani “direttor. lup. man. figl. di put.” al repertorio del cinema comico italiano perché alla fine fate la magra figura di un Fantozzi Ugo che elemosina le attenzioni dei suoi superiori: una forma subumana di impiegato pubblico senza dignità. Nessuno vi chiamerebbe per strada Egregio, né Dottoressa, né Gent.mo. Ecco non fatelo nelle email di lavoro. La cordialità non corrisponde al burocratese. La servitù e la mediocrità invece si.

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