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Allora siamo in parte Neanderthal?

La notizia è un po’ rimasta in sordina nei media italici, pur avendo un potenziale da notizia clamorosa stile Voyager. In breve, un nuovo studio ha confermato che tra Homo sapiens e Homo neanderthaliensis ci siano stati accoppiamenti e che in alcune popolazioni dell’uomo moderno ci siano ancora geni del Neanderthal. In particolare i geni neanderthal sono stati trovati in molte popolazioni eurasiatiche (europee, cinesi e della nuova guinea) ma non in quelle africane. Questo significa che gli accoppiamenti con i Neanderthal sono avvenuti nel momento di migrazione dell’Homo sapiens dall’Africa, forse in Anatolia o Nord Africa. Infatti, la prova di questo potrebbe essere nel fatto che l’areale di Neanderthal arrivava fino all’odierno Uzbekistan. Quindi le popolazioni cinesi e della Nuova Guinea sono potute venire in contatto con Neanderthal proprio durante questa migrazione verso l’Est (anche se non è escluso un flusso di geni tra popolazioni limitrofe anche dopo l’insediamento in oriente).

Questo studio genetico arriva dopo una serie di studi ormai decennali che hanno fatto luce sui Neanderthal   e hanno un po’ ribaltato la percezione che avevamo di questi nostri cugini (e antenati di alcuni). I Neanderthal erano una specie unica, progredita dal punto di vista tecnologico e sociale, con uso di monili decorativi, sepolture e riti religiosi. Molto lontano dallo stereotipo dell’uomo delle caverne rozzo e senza cervello.

Questo pone degli interrogativi scientifici e sociali enormi che sicuramente non mancheranno di scatenare polemiche sulla razza. Da una parte i sostenitori della superiorità della razza bianca saranno molto delusi dal sapere che tra i loro antenati ci sono i Neanderthal. Dall’altro però questi dati ci dicono molto semplicemente che tra le popolazioni euroasiatiche e quelle africane vi è uno spartiacque genetico. Anche se non dobbiamo mai dimenticare che il flusso di geni tra popolazioni (a meno che non siano isolate) è sempre presente. Probabilmente mano a mano che scendiamo nell’Africa subsahariana la quantità di geni neanderthaliani sarà sempre minore. Tra l’altro sicuramente ci saranno delle sacche genetiche in Eurasia dove la concentrazione di geni Neanderthal è più alta. Io punterei in popolazioni isolate come quella basca e quella sarda in Europa e Nuova Guinea per l’Asia, per esempio. Non mi meraviglierei di trovare percentuali di geni di Neanderthal superiori al 2% in queste isole genetiche (questa è la percentuale media rinvenuta in questi studi).

E’ una scoperta eccitante non c’è dubbio. Significa che le popolazioni euroasiatiche scambiarono geni, cultura e tecnologia con un’altra specie per migliaia di anni. Da decenni cerchiamo un contatto con altre specie intelligenti nell’Universo e non ci siamo mai accorti di averlo già avuto più di diecimila anni fa. Uno scenario incredibile con diverse specie di Homo (sapiens, neanderthaliensis, floriensis e chissà quante altre) che competevano per le stesse risorse (oppure ognuna aveva nicchie specifiche) o si scambiavano importanti informazioni tecnologiche.

Ora un paio di domande succose: cosa sarebbe successo se i Neanderthal non fossero mai esistiti? E se la nostra natura (genetica e memetica) di Homo sapiens derivasse proprio da quell’incontro? E se scoprissimo che erano i Neanderthal quelli più avanzati tecnologicamente e che abbiamo “rubato” la loro tecnologia quando siamo migrati verso il nord? Questo incontro-scontro potrebbe spiegare le differenze culturali e tecnologiche tra le popolazioni eurasiatiche e quelle dell’Africa subsahariana? E’ il meticciato genetico e memetico con i Neanderthal la chiave di successo dell’uomo moderno?

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