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Scegliere il meno peggio

Su Giornalettismo ho fatto un riassuntino degli hobbies del simpatico Mousavi. Molti dicono che tutto quello che ho scritto riguarda il suo passato. Che ora sia cambiato. Sta di fatto che sulla carta Mousavi ha piu’ crimini contro l’umanita’ nella sua fedina penale, del cattivone Ahmadinejad. Tipo la fondazione di Hezbollah, l’inizio del programma nucleare, la guerra con l’Irak ecc. Dicono anche che sia un riformatore moderato: cioe’ uno che odia Israele e gli USA, ma con moderazione.

Mi ricorda tanto il 1979, quando l’Europa tifava per Khomeini e la sua rivoluzione culturale. E fu grazie alla Francia e alla protezione delle sinistre dell’epoca che Khomeini sali’ al potere. Faremo lo stesso errore?

Ah, secondo il Guardian, le elezioni appena svolte sono state veramente vinte da Ahmadinejad.

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Chi è Mousavi

Cercando notizie sull’Iran mi sono imbattuto in questo pezzo della CNN.

L’autore si chiede, come alcuni di noi in questi giorni, se davvero l’Iran con Mousavi sarebbe un Iran diverso. La risposta è no.

Chi è Mousavi? Mousavi fu parte della rivoluzione khomeinista, divenne il primo ministro iraniano negli anni 80 durante la sanguinosa guerra contro l’Iraq (lo stesso governo che arruolò i bambini con fascia verde dell’Islam in fronte come kamikaze nei campi minati), difese il sequestro degli americani durante i giorni infuocati della rivoluzione del 1979, diede ordini per le impiccagioni contro traditori, oppositori politici, omosessuali e assassini e sostenne l’assassinio dello scrittore britannico Salman Rushdie chiesta da Khomeini. I ragazzi che in migliaia vanno per strada sono figli della rivoluzione. sono nati negli anni ’80. Non hanno memoria del “riformatore” Mousavi. Forse.

La cosa, se non fosse tragica, farebbe ridere. Gli occidentali tifano per questa pseudorivoluzione, vedono in Mousavi un eroe, nei ragazzi per strada un popolo che vuole libertà, ma nessuno si rende conto che è un illusione. Ma soprattutto, come ho ripetuto nel post precedente, l’occidente non ha capito che il vero pilastro del regime è il clero e l’ayatollah Khomenei il cui potere non viene messo in discussione da nessuno. E’ un po’ come vedere francescani e Opus Dei darsela di santa ragione, ma senza rendersi conto che chiunque vinca tra i due schieramenti dovrà pur sempre stare agli ordini del Papa.

Detto questo io comunque tifo per Mousavi, qualsiasi cosa accada, perché non è possibile, non è umanamente, eticamente e persianamente possibile che un capo di uno stato si vesta in un modo così indecente come fa Ahmadinejad.

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