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Il marcartismo approda in Europa

alexander rybak

Alla fine anche quest’anno si è svolta la manifestazione canora più seguita nel pianeta: Eurovision 2009. Ne parlai lungamente l’anno scorso qui. Ammetto di aver visto solo la semifinale e la finale, quindi mi sono perso le nazioni squalificate nelle prime selezioni. Quest’anno le canzoni mi sono sembrate un po’ sottotono. L’anno scorso andò meglio: più canzoni orecchiabili, più cosce soprattutto.

Ha vinto una canzone norvegese di cui ci dimenticheremo presto. In realtà sarebbe meglio dire che ha vinto il cantante della canzone norvegese.

Alexander Rybak è un ragazzo di appena 23 anni, ne dimostra 16 e ha un visino tanto carino e furbetto. Milioni di ragazzine si sono fiondate a votarlo. Una sorta di Marco Carta europeo, ecco. Il marcartismo è un problema serio che gli spettacoli con televoto devono affrontare nel nuovo millennio. Avete dato il telefonino a milioni di teenager mestruate? Ora vi arrangiate.

La vittoria di Rybak/Carta dà anche un’idea dei nuovi gusti femminili per il nuovo secolo. Maschi androgini, leggiadri e dal viso simpatico, glabri e senza un pelo sulle guance, per niente muscolosi e alquanto tappi. Nello specifico Rybak sembra un Harry Potter della canzone (vedi fotomontaggio che ho fatto in 10 sec) o un Frodo rubato al Signore degli Anelli.

Per il resto l’edizione 2009 ha registrato i soliti cliché. I paesi scandinavi si votano tra di loro, i balcanici lo stesso, la Francia non se la caga mai nessuno, i russi votano gli armeni e l’Azerbaijan vota la Turchia (specchio della situazione geopolitica della zona). La Germania aveva ottime possibilità di vincere con uno swing retrò e un’ospite d’eccezione, Dita Von Teese. Ma il cantante era retrò quanto la canzone. Pelo fuori dalla camicia aperta a metà, mascellone, virilità che spruzza da tutti i pori.

E l’Italia? L’Italia è l’unico paese a non partecipare in Europa insieme al Vaticano e al Liechtestein. Motivo? Presto detto: la lobby di San Remo ha paura che l’Eurovision possa scalzare la manifestazione canora più popolare d’Italia. E mamma RAI pure. Quest’anno però la novità è che Repubblica.it ha organizzato una diretta sul suo sito. E’ un inizio, forse è un semino buttato lì per il futuro.

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