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Il cibo dei poveri

Il Regno Unito è un ponte tra l’Europa continentale e gli USA, anche dal punto di vista culinario. Qui i fast food sono numerosi ma non tutta la popolazione sembra apprezzarli. Non mi ricordo se ho già parlato di questo in passato, ma la società britannica è divisa in classi impermeabili. Un retaggio del medioevo forse nato dalla invasione normanna dell’Inghilterra, quando i signorotti di lingua francese comandavano sulle terre dove lavoravano i sudditi anglosassoni: diversa lingua, diversa cultura, diverso cibo*. Un muro tra due mondi che tuttora non si incontrano. Forse non è un caso che i più “poveracci”, che parlano un inglese incomprensibile e che hanno i tratti somatici più celtico-anglosassoni (come Rooney per intenderci), i cosiddetti chavs (nella foto alcuni esemplari), preferiscano andare al McDonald e al Fish and chips. I medio-alto borghesi, che parlano con il “received pronunciation” della regina, dai tratti somatici più continentali (very few gingers indeed) preferiscono qualcosa di più salutare e complesso. Non necessariamente più costoso, perché ormai il costo di un hamburger equivale a quello di un buon panino in stile mediterraneo. Infatti non credo che sia per una ragione economica che la gente vada al McDonald, nonostante le classi operaie e quelle di immigrati extracomunitari (africani in testa) riempiano i tavoli dei fastfood di periferia. Un menù completo può costare fino a 6-7 sterline, quando una ciabatta con mozzarella, pomodoro fresco e una bottiglia di succo d’arancia ti costa 5 o addirittura meno.

Che cosa rende un fast food più appetibile per una persona senza istruzione e reddito basso nonostante i prezzi siano equivalenti o addirittura superiori ad un pasto sano? Ho letto di studi sulla dipendenza che certi grassi insaturi possano dare. E forse la connessione si trova qui: il consumo di alcoolici e droghe ricreative è maggiore in persone con reddito basso o poco istruite. E l’utilizzo di droghe e la dipendenza da droghe possono essere anche (ma non sempre) ereditarie.

Questa è solo un’ipotesi, come anche quella sull’invasione normanna, ma sono sicuro che c’è un fondo di verità in questo.

* da cui i diversi termini con cui vengono descritti gli animali vivi o morti-cucinati (l’animale vivo è anglossasone, quello cucinato è francese): deer-vineson, pig-pork, cow-beef, sheep-mutton ecc. ecc.

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