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Fenomenologia di Ciao2020

Incomincerò questo post facendo finta che non esista nessuno in Italia che non abbia ancora visto Ciao2020. Ma se siete una di quelle sfortunate persone che hanno vissuto sotto un sasso e che non l’hanno ancora visto agevolo con video qui sotto.

Non è passato giorno dal 30 Dicembre che non abbia visto o canticchiato o pensato ad una scena di Ciao2020. E’ stato scritto tanto nel mese scorso su questo geniale fenomeno diventato virale e non staro qui a ripetere le stesse cose che altri hanno scritto. Vorrei quindi esplorare interpretazioni e letture che non ho ancora visto in rete.

Il genio conduttore “Giovanni” Urgant ha detto in una recente intervista alla RAI che quando hanno ideato e diretto Ciao2020 non hanno guardato o copiato alcuna puntata di Sanremo o Drive In. Tutto nasceva da quello che si ricordavano degli anni 80, della loro memoria durante l’infanzia. Parliamo quindi di una sorta di memoria collettiva condivisa dal popolo russo. Urgant non ha fatto altro che pescare da quella memoria collettiva con tutti i filtri/deformazioni che la memoria opera col passare degli anni. Trovo questo estremamente affascinante. Molti russi non hanno mai visitato l’Italia degli anni 80 eppure l’hanno vista attraverso Sanremo e Drive In e altri programmi e canzoni. Quell’Italia non esiste più e potremmo dire che non è mai esistita perché era solo la TV italiana di quell’epoca, non la vera Italia. Ogni persona elabora le proprie memorie in modo differente e cosi ogni popolo. Ciao2020 è quello che i russi hanno visto. Se altre TV del mondo avessero fatto lo stesso esercizio mentale avremmo avuto risultati molto diversi. Questo mi affascina molto perché significa che ovviamente il giudizio e la rappresentazione di un popolo sono determinati non da fatti oggettivi ma dalla interpretazione che un popolo ne dà. E quello che pensiamo di un popolo o civiltà cambia anche col tempo. Spesso rappresentiamo l’antica Roma come un mondo monocromaticamente albino dove nobili senza scrupoli frustano schiavi mentre loro vomitano la cena mentre sono seduti su un triclinio. Sul bianco in particolare è quello che il Rinascimento ci ha inculcato da centinaia di anni. Oggi sappiamo che probabilmente non esisteva una singola scultura o colonna di marmo che non fosse colorata. Il bianco era quasi inesistente. Eppure questa memoria collettiva è quasi impossibile da eliminare dalle nostre menti. Il Medioevo viene sempre rappresentato come un periodo cupo anche dal punto di vista visivo: si parla scherzosamente spesso di filtro Medioevo, ovvero un filtro grigio che viene aggiunto a tutte le pellicole che rappresentano il Medioevo.

I Vichinghi non hanno mai avuto gli elmi con le corna eppure questo è rimasto nel nostro subconscio collettivo. La Storia è solo una rappresentazione della memoria collettiva che non corrisponde alla realtà. Cosi, se un giorno la civiltà italiana dovesse estinguersi, nel futuro quello che rimarrà dell’idea Italia sarà probabilmente molto simile a Ciao2020 che alla realtà. Ma anche senza andare tanto lontano nel tempo chiunque abbia fatto un viaggio di vacanza o lavoro negli USA si sarà reso conto che la realtà è ben diversa dalla rappresentazione che la TV ci dà degli USA e di conseguenza la nostra rappresentazione è falsata da Hollywood.

Nei giorni successivi a Ciao2020 il mio cervello lo ha associato immediatamente a un film di fantascienza della mia infanzia, Explorers. In questo stupendo film degli anni 80 tre ragazzini vengono a contatto con degli alieni i quali parlano perfettamente l’inglese e conoscono tantissimo della cultura pop americana. Alla fine si scopre che tutto quello che sanno della Terra è stato grazie ai programmi TV che riuscivano a ricevere attraverso l’etere. Parlavano per slogan pubblicitari, conoscevano le battute dei film a memoria, pensavano che gli umani avessero già incontrato vita extraterrestre e che ogni volta che questo succedeva era uno scontro tra Terra e alieni. Da qui la loro convinzione che gli esseri umani fossero crudeli guerrafondai dediti a distruggere la vita aliena. I ragazzini cercano invano di fargli capire che quella era TV, finzione. Ecco in un certo senso i russi sono come gli alieni, hanno captato le trasmissioni TV di un’Italia di 40 anni fa e pensano che quella sia l’Italia.

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