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2008 d.C. – La Repubblica ademocratica italiana

Noi italiani all’estero abbiamo una visione privilegiata di quello che sta succedendo in Italia. Ci penso spesso a quello che sta accadendo e mi sono fatto questo quadro.

Molti dicono che c’è una dittatura strisciante in corso, alcuni parlano di soft-dictatorship. Ma in realtà sono termini fuorvianti. Non c’è alcun dittatore né ora né in futuro. E non è di certo Berlusconi indicato sempre come capro espiatorio da molta sinistra. La dittatura presuppone un dittatore che prende il potere a discapito della maggioranza e la perseguita.

Quello che sta succedendo è una malattia sociale. Non è la regina che ha più potere, è l’intero formicaio che ha preso il potere. Cioé qui non c’è un gruppo oligarchico che prende il potere a discapito della maggioranza; qui c’è la maggioranza che a colpi di sondaggi, umori da bar, pettegolezzi e piccole vendette decide la politica nazionale.

Il fascismo è una malattia pubblica, collettiva, popolare non del singolo dittatore. Mussolini era l’incarnazione dell’italiano medio di quell’epoca, e in questo senso faceva gli interessi di quel popolo italiano. Era il popolo ad essere fascista non solo il dittatore. Il problema degli storici di sinistra degli ultimi 50 anni è stato quello di accostare i fascismi del novecento a dittature monarchiche pre- eraindustriale non massificate. Nerone non ha niente a che fare con Mussolini perché Nerone muoveva i propri interessi personali. Mussolini era un’esigenza di pancia degli italiani.

Mussolini era l’Italia. L’Italia fascista ha forgiato Mussolini, non il contrario.

Il gruppo politico che ora abbiamo al potere, quello che ora chiamiamo casta, è vero che si comporta da gruppo privilegiato, ma in realtà è una creatura degli italiani. Non solo ma rispetto alle oligarchie o aristocrazie del passato (con cui francamente ha poco in comune) l’oligarchia odierna è dinamica, permeabile, cangiante: chiunque può far parte della casta, chiunque può uscire dalla casta. Non esistono più classi sociali là dove i comunisti continuano a vederle. Operai, lavoratori, ricchi sono parole senza senso in questo mondo massificato. Chiunque può accedere all’Eden della celebrità, chiunque può arrivare alla casta. E’ questa permeabilità che permette ai pettegolezzi da bar, alle opinioni delle massaie di arrivare nelle camere alte del potere.

E’ il bello e il brutto della democrazia voi direte. Sì è vero che il bello della democrazia è che ognuno può essere eletto, ma a mio parere una democrazia funziona solamente quando chi si candida abbia le carte giuste per essere eletto: cioé qui parlo di meritocrazia, di istruzione, di educazione civica che evidentemente nelle “democrazie” moderne come quella italiana non esistono.

Qui non c’e’ qualcuno che ha preso il potere. Qui ci sono delle persone che hanno rinunciato ad una parte di esso. Come si puo’ accusare di omicidio il leone che si mangia i corpi degli agnelli che si sono volontariamente suicidati ai suoi piedi? Chi e’ l’assassino in un suicidio di massa?

Ecco allora perche’ nessuno riuscira’ mai ad individuare un dittatore in questa non-dittatura. Allora se non e’ piu’ democrazia come chiamarla?

Non lo so. Questo non e’ compito mio, gli storici o gli analisti dei prossimi anni troveranno dei termini adatti. So solo che questa non e’ una democrazia.

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