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Creazionismo in espansione in Europa

Nonostante la Chiesa Cattolica abbia parzialmente accettato l’evoluzione recentemente (anche se continuano ad esserci gruppi cattolici che continuano a negarla), il creazionismo continua ad essere una minaccia non solo per le Americhe ma anche per il Vecchio Continente. Questa volta però tocca ai musulmani continuare la centenaria lotta contro l’evoluzione. Di Harun Yahya avevo già parlato qui. Il poster che vedete qui l’ho fotografato in Normandia, a Rouen, sulla porta di un kebab. Più avanti ne ho visto un altro in una pizzeria. Il pericolo è che, dopo aver secolarizzato l’Europa dopo una lotta durata centinaia di anni ora ci ritroviamo in pochi anni di nuovo a punto e a capo. E la mia paura più grande è che i cattolici seguiranno a ruota questa nuova tendenza creazionista.

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Darwin: la radice di tutti i mali

“I fossili rivelano che le forme di vita sulla Terra non hanno avuto il benché minimo cambiamento e non si sono mai sviluppate l’una dall’altra. Ciò dimostra un fatto indiscutibile: gli esseri viventi non sono venuti in essere attraverso i processi immaginari dell’evoluzione. Ogni essere vivente esistito sulla Terra è stato creato da Dio.” Così recita l’introduzione de “L’Atlante della Creazione”, dell’intellettuale creazionista turco Adnan Oktar, meglio noto come Harun Yahya. Un testo stampato in 10 milioni di copie (di cui 2 milioni in altre lingue diverse dal turco) di 800 pagine in carta patinata e ricco di illustrazioni a colori per 7 chili di peso. Poche di queste copie in realtà sono state vendute perché la fondazione dell’autore, la Science Research Foundation (BAV in turco) si è premurata di spedirne la maggior parte gratis ai quattro angoli del globo nel 2007 ad università, scuole, biblioteche e redazioni di giornale compresa l’Italia. Un articolo di Magdi Cristiano Allam si occupò della vicenda chiedendosi da dove effettivamente fossero arrivati così tanti soldi, ma soprattutto indirizzi di decine di migliaia di docenti, scuole, università e biblioteche. Cristiano Allam sospettò che dietro tutto questo ci fossero associazioni fondamentaliste mediorientali ed indicò l’UCOII (l’associazione che lega le più importanti comunità islamiche in Italia) come il possibile tramite tra Yahya e l’Italia. L’UCOII negò affermando di essersi solo occupati di traduzione dei versi del Corano in italiano e non della “logistica”.

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