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Secondi fini

Il Parlamento così come gli ecosistemi è formato da nicchie e da catene. Quando una specie si estingue una nuova nicchia si rende disponibile. Nuove specie hanno la possibilità di occupare quelle nicchie e prendono il posto delle precedenti specie estinte. Così dopo l’estinzione di massa dei partiti di sinistra e dei pochi fossili viventi liberali come i radicali, l’ecosistema parlamentare è stato sconvolto. Nuove nicchie sono disponibili e nuove specie sono pronte ad occuparle.

La conversione di Fini (sincera o no) segue questo andamento. In un ecosistema pieno di destre, di fasci e di clericali c’è bisogno di controbilanciare occupando le nuove nicchie. Cossiga in un’intervista di ieri si avvicina a questo concetto:

“[Fini] direi che è un radicale. Intendo dire un radicale del vecchio partito radicale. Un laicista, un laico. Se decidesse di fondare questo nuovo gruppo parlamentare potrebbe chiamarlo proprio “gruppo radicale”, visto che non è più presente in Parlamento.”

E pare che altri radicali lo seguano, compreso Teodori. Il nucleo di una destra moderna (o sinistra come dicono a destra), antifascista, anticomunista e anticlericale si sta formando. E a questo punto è l’unico argine contro il regime clerico-fascista (PdL, PD, Lega e UDC) di questi anni.

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L’Alleanza

Curioso come a sinistra nessuno abbia protestato contro le bordate vaticane sui temi dell’immigrazione. Curioso dico, perché pare che a sinistra (o come la chiamano ora estrema-sinistra-radicale, ma che non ha niente della tradizione Radicale con la R maiuscola), protestino contro il papa e i preti solo quando fa comodo a loro. Cioé solo quando i preti vanno contro i loro interessi e programmi.

Invece un vero laico (e aggiungerei sano e adulto anticlericale) si dovrebbe opporre ad ogni intrusione clericale nella vita politica italiana, perché è in palese violazione del Concordato tra Stato italiano e Vaticano. Tanto palese che i patti tra i due stati sono ormai carta straccia e dalla parte italiana si è su(p)ini alle direttive papali come non lo si era da secoli. Secondo i trattati internazionali i politici italiani non possono contestare le leggi vaticane, né l’amministrazione vaticana, né la palese mancanza di diritti civili, sindacali di quel fazzoletto di terra concesso anni orsono. Ma i preti sì. I quali parassitano in regime di monopolio cultuale ed economico lo Stato italiano succhiando denaro, cultura e progresso in quello che noi laici chiamiamo “clericalismo“.

L’unica cura per il cancro del clericalismo è l’anticlericalismo. Cioé eliminare tutti i privilegi accumulati in duemila anni della casta sacerdortale, tagliando i flussi di denaro, compiacenze e ingerenze della vita pubblica. Una volta ridotto il chierico a normale cittadino come tutti gli altri, l’anticlericalismo non ha più motivo di esistere e si può rimettere nel cassetto. Subito pronto però a riapparire quando la Storia lo richiede. E di questa cura antitumorale c’è un disperato bisogno, credetemi.

Tanto più è vero quando un Berlusconi inusuale si schiera apertamente a fianco della Chiesa e di fatto con le parole papali della scorsa settimana fonda un patto di alleanza che lo terrà sul suo scranno per decenni (almeno fino a quando non muore). E suvvia, almeno Mussolini aveva la schiena diritta e nella sacra alleanza tra fascismo e vaticano era pur sempre lui che comandava e papa Pio XII relegato a mero alleato per istupidire le masse di analfabeti rurali. Qui invece, in questo sciapido presente, mi pare che il burattinaio sia il Benedetto XVI e Berlusconi relegato a mero alleato per istupidire le masse di analfabeti borghesi.

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Clerikalia

1. Il papa benedice Berlusconi e il suo governo ufficialmente a meno di dieci giorni dall’incontro bilaterale tra Stato della Santa Sede e Stato Italiano (violazione del Concordato del 1929 e della sua revisione del 1984 tra Santa Sede e Stato italiano).

2. Fa l’elenco delle sue richieste tra cui soldi per le scuole private cattoliche e leggi clericali (violazione del Concordato del 29 tra Santa Sede e Stato italiano).

3. Bagnasco interviene ogni giorno sulla politica italiana come unico governo ombra. Interviene su politica interna, tasse, immigrazione, sicurezza e etica (violazione del Concordato del 29 tra Santa Sede e Stato italiano. Violazione art. 7 Costituzione Italiana).

4. Dopo che il Comune di Roma aveva dato l’autorizzazione al Gay Pride di Giugno, dopo che tutto era stato organizzato per bene, il Vaticano decide di fare un concerto lo stesso giorno e nella stessa piazza. E il Comune di Roma offre la piazza al Vaticano e la toglie al Gay Pride.

A me pare una cosa sconcertante. Ci stiamo abituando a tutto e’ vero ma esiste sempre un limite.

Arrivati a questo punto il Vaticano puo’ indire concerti, messe, cori o manifestazioni quando vuole e dove vuole semplicemente per il gusto di bloccare altri manifestazioni “concorrenti”.

Ah e se volete sapere perche’ esiste il Gay Pride e quale e’ il suo significato leggetevi questo.

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Riassunto: monopartito, opposizione scomparsa, gerarchie ecclesiastiche che comandano e dettano leggi, leggi contro minoranze etniche, discriminazione sessuale e religiosa. Ho un deja vu’…

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