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I fatti non i silenzi

Da più parti sento dire che papa Pio XII è colpevole del silenzio sull’Olocausto. Oggi pure Israele ha fatto sentire la sua voce, addirittura definendo inaccettabile la beatificazione del papa. Qui si fanno credo due errori: il primo è quello di accusare qualcuno di non aver parlato per un crimine. Quel qualcuno non ha alcuna responsabilità costituzionale e nessun mandato elettorale e quindi può fare quello che vuole, come lui e i suoi predecessori hanno sempre fatto. Chiedere, pretendere qualcosa, non si sa sotto quale legislazione, a qualcuno che è sopra le leggi mi pare inutile e fuorviante; il secondo errore è intromettersi nelle politiche di una organizzazione, che può fare ciò che vuole al proprio interno. E che è, volete pure decidere voi chi i cattolici vogliono fare santo? Ne hanno già fatti santi a centinaia di assassini e torturatori ben peggiori. Pacelli non fu neppure così tanto cattivo.

Dicevo è fuoviante (e questo lo sanno in Vaticano ed infatti tutti stanno facendo il loro gioco) perché vengono nascoste le vere responsabilità politiche di Pacelli. Quelle appunto di cui noi tutti ci saremmo dovuti interessare e tuttora dovremmo esserlo. Quelle per cui un alleato dell’Asse collaborò, fu parte del gioco tanto quanto un Vichy francese, un Pavelic ustascio, un Codreanu rumeno. Anzi lo fu di più perché interno al sistema nazista e fascista. Un Reichskonkordat dove un Pacelli ansioso di fare un patto con nazisti in cambio di denaro, favori e  protezione, un Patti Lateranensi dove monarca, Duce e Papa, come una sacra trimurti governano e si spartiscono ruoli e poteri, una Croazia ustascia cattolica e monoetnica, valgono molto di più di qualche accusa di silenzio.

I cattolici vogliono un santo colluso con i criminali e criminale egli stesso? Non c’è problema, è la prassi.

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Outpost – Recensione

Outpost, l’unico film in cui i nazisti alla fine vincono.

Questo potrebbe essere il sottotitolo da dare a questo film horror-fantascientifico appena uscito. Il pregio di questo film, oltre al finale, è che è stato prodotto, girato e finanziato da una coppia scozzese di Glasgow. Produzione domestica quindi e si sente, purtroppo, dall’accento degli attori tutti scozzesi. Certo sentire un soldato francese parlare come un camionista di Glasgow è ridicolo, ma diamo comunque un voto molto alto per un film di fantascienza autoprodotto con pochissimi soldi ma che appare come un film di una grande major. Tanto che la Sony fiutato l’affare ha comprato i diritti di distribuzione.

La storia in breve: un gruppo di soldati mercenari ingaggiati da un’organizzazione anonima viene spedito in un paese dell’est-europeo per trovare un vecchio laboratorio sotterranneo costruito dalle SS naziste. Non svelo altro, dico solo che c’è di mezzo la teoria unificata della fisica, esperimenti nazisti su cadaveri e una storia horror che prende un po’ dal Sesto Senso e un po’ dal videogioco Castle Wolfenstein.

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