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Le tre menzogne su cui si basa il Regno Unito

Ogni paese si costruisce una serie di miti e leggende per poter definirsi tale. Questi miti (oggi le chiamerebbero post-truth) servono a tenere coeso il paese soprattutto nei momenti di difficoltà. Serve anche per dare al cittadino quel senso di superiorità rispetto agli altri popoli per poter andare avanti ogni mattina e mentire a se stessi con il solito mantra tribale: si nasce sempre nel posto migliore, con la lingua più bella, il cibo più buono ecc. Il Regno Unito non fa eccezione e credo di aver individuato i tre più grandi miti che reggono il paese. Se questi miti venissero sfatati o discussi il Regno Unito crollerebbe su se stesso. Ciò ovviamente è impossibile perché queste sono bufale ataviche, imparate cioè fin dall’infanzia, come nell’imprinting di Konradiana memoria.

  1. In UK non c’è spazio! Questa menzogna viene ripetuta da mattina a sera da tutti: casalinghe, politici, studenti, commercianti, praticamente chiunque e serve a giustificare l’estrema penuria di spazio vitale nella vita quotidiana del britannico. Le case sono piccole? È perché non c’è spazio! Non ci sono abbastanza case? È perché non c’è spazio! Le strade e i parcheggi sono piccoli? È perché viviamo in un’isola! Perfino i garage sono minuscoli e vengono usati come sgabuzzini con l’auto che sta fuori. Le case più piccole d’Europa. Vivere in UK pare di vivere nella contea degli hobbit. Case microscopiche, stanze dimezzate, soffitti bassissimi, strade strette, spazi per parcheggi ristretti. Perfino le porzioni di cibo sono più piccole di un terzo rispetto al continente, sembra di vivere in continuo razionamento da guerra mondiale. Ti dicono che il motivo è che vivono in un’isola. Magari era così nell’800 caro John Smith, ma oggi siamo nel 2017. Basta prendere l’Eurostar e in mezz’ora ti trovi in Francia dove le porzioni sono un terzo più grandi, si compra al chilo e non ad unità e la qualità è migliore. “Ma è un altro paese!” Veramente non esistono dazi e frontiere e la distanza tra UK e Calais è minore di quella tra Londra e Bristol per dire. Non venitemi quindi a parlare di distanze quindi. I pomodori e le arance spagnole ci mettono più tempo e carburante ad arrivare a Berlino che a Londra. Ma a Londra vengono rivenduti al doppio. Essere in un’isola non significa nulla. Faccio notare ai miei colleghi che UK e Italia sono quasi identiche per chilometri quadrati e per densità di popolazione con il 35% di montagne in Italia contro appena il 16% di UK. Non sanno che dire. Pensavano di vivere in un’isola minuscola dove tutto è razionato, perfino lo spazio. “Eh, ma le nostre zone urbane sono molto vaste…” Ma veramente solo il 6% del territorio è zona urbana. Questa bufala collettiva condiziona il modo di pensare del britannico a 360 gradi. I comuni danno pochissimi permessi per costruire sul proprio territorio e così i prezzi delle case salgono. Le politiche sull’immigrazione sono pesantemente condizionate, basti pensare alle stupidaggini dette durante Brexit sul fatto che non ci fosse spazio in UK perché era un’isola. E ovviamente tutti ci lucrano. È questo il vero motivo per cui i prezzi in UK sono alti. La bufala collettiva condiziona le politiche e di conseguenza, con divieti e regolamentazioni, il mercato.at-11ft-x-5-5ft-this-flat-008
  2. L’NHS è l’invidia del mondo! Quando durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012 decine di infermiere con lettini da ospedale sono entrate nello stadio miliardi di telespettatori di tutto il mondo sono rimasti stupiti. Cosa c’entrano le infermiere con le olimpiadi? Divertente vedere i commentatori britannici inorgogliti per il valore simbolico di quella performance mentre gli ospiti stranieri in studio avevano un grande punto interrogativo sulla fronte. Infatti alle Olimpiadi si è voluto fare un tributo al servizio sanitario nazionale (NHS appunto) il quale è il vanto della nazione. I britannici pensano che l’NHS sia il sistema migliore al mondo, che sia l’unico a dare completa cura gratuita ai propri cittadini e che decine di migliaia di persone da tutto il mondo attraversino gli oceani per accedervi. Pensano che tutto il mondo lo conosca e che tutti cerchino di copiarlo. Anche questo mito duro a sfatare ha il suo ruolo nelle politiche sull’immigrazione. Cavallo di battaglia della Brexit fu appunto quello per cui i soldi destinati all’UE sarebbero potuti essere usati invece per l’NHS. Inoltre le lunghe file dal dottore erano date dal fatto che c’erano troppi immigrati. Quindi tutti i problemi del sistema sanitario nazionale derivavano dall’UE e dagli stranieri. In realtà il sistema britannico è nella media europea ma ci sono altre nazioni migliori per efficienza. Secondo quest’altra classifica l’NHS si posiziona perfino 16esima in Europa per performance a detta dei suoi stessi “clienti”. article-2180177-143fe08d000005dc-838_634x423
  3. Abbiamo sconfitto i nazisti! I britannici sono sinceramente convinti che Churchill abbia sconfitto Hitler. Qualcuno si azzarda perfino a dire che senza i britannici a quest’ora l’Europa sarebbe nazifascista. Non c’è dubbio che le forze britanniche abbiano contribuito a sconfiggere i nazifascisti, ma da qui a dire che hanno sconfitto i nazisti ce ne vuole. Il nazifascismo è stato sconfitto principalmente da USA e URSS. Punto. Al costo di milioni di soldati alleati tra l’altro. In un sondaggio di Yougov nella maggior parte dei paesi il contributo che viene dato al Regno è dato al terzo posto, dopo USA e URSS appunto, ma per gli stessi britannici non c’è dubbio: la Gran Bretagna ha dato il colpo mortale a Hitler. Il 50% dei britannici è convinto che la Gran Bretagna sia stato il paese che ha contribuito di più alla sconfitta del nazismo. Significa che questa convinzione è entrata nella psiche nazionale tanto da poterla definire come propaganda di stato.

picture1Una nazione non è fatta solo di tre miti, certo, ma questi tre elencati qui sopra sicuramente contribuiscono alla maggior parte della mentalita’ collettiva britannica e contribuiscono enormemente a molte delle scelte che i governi fanno. Inclusa la Brexit.

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