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“Perché tanto odio?”

Lasciando da parte la questione della violenza, delle responsabilità ecc. vorrei concentrarmi sulla parola più usata ed abusata di questi giorni: odio.

“Perché tanto odio?” E’ questa una delle prime cose che ha detto Berlusconi in ospedale. Come “Perché ce l’hanno tutti con me?”, “Cosa ho fatto di male?”, “Perché sono così cattivi mamma?”. I bambini piccoli, così come molti altri vertebrati superiori, vedono il mondo solo dal proprio punto di vista. I bambini piccoli, ma anche il cane se ne avete uno, penseranno che qualsiasi bisticcio in casa sia contro di loro. Non solo, ma non capiscono le conseguenze contro gli altri dei propri gesti. In pratica mancano dell’immedesimazione. Fa parte del carattere degli egocentrici e sappiamo quanto Berlusconi sia superegocentrico. Si è detto da più parti che è inevitabile che un uomo come Berlusconi attragga su di sé sentimenti contrastanti come amore e odio (lo vediamo anche con Obama per esempio) nell’opinione pubblica, ma io dico che a molti esponenti del governo ha fatto anche piacere in passato attrarre questa contrapposizione violenta contro di loro. D’altronde non si basa su questo la discesa in campo di Berlusconi? Eliminare i comunisti che controllano l’Italia, bloccare chi semina odio contro di noi con manifestazioni, girotondi, giornali e tribunali. Davvero Berlusconi sarebbe salito al potere senza il tema dell’odio dell’avversario? Berlusconi ha coltivato nell’orticello della opposizione le piante più spinose, come Di Pietro, e ora se ne lamenta. Di Pietro è una creatura di Berlusconi, è il rovescio della sua medaglia, è lo specchio deformante su cui ogni giorno si guarda. Senza l’odio Berlusconi sarebbe il nulla, non esisterebbe nemmeno politcamente.

Non so perché ma quando ho letto quel “Perché tanto odio?” mi sono immaginato un elefante che passa ogni giorno sopra un formicaio tormentando le sue formiche e ad un certo punto, colpito da una pietruzza lanciata dalle formiche, si chieda: “Perché tanto odio?”.

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