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Il proibizionismo non è la risposta

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Ridicola. La nuova ordinanza che vieta il consumo e vendita di alcool ai minorenni a Milano è ridicola. Solo un gruppo di matusalemme che non è mai uscito dall’Italia, o peggio dalla propria città, poteva riproporre un concetto così grossolano che è fallito dappertutto quando è stato applicato. Il proibizionismo degli alcolici esiste già in altri paesi come la Svezia ed è aggirato in modo semplicissimo.

I minorenni mandano un maggiorenne a comprare casse di alcolici, poi se li scolano a casa facendo festini privati prima di uscire. Trattasi di binge drinking rituale. Scolarsi il più possibile prima di uscire di casa. Alcuni riempiono bottiglie di coca cola o fanta con alcool e se ne vanno impunentemente in giro. Altri ancora si affidano alla malavita organizzata comprando alcolici a basso costo ma senza alcun controllo.

Questa ordinanza faciliterà il binge drinking a casa; metterà in ombra il fenomeno e quindi lo renderà impossibile da monitorare o controllare; renderà agli occhi dei giovani l’alcool ancora più desiderabile ed appetibile perché vietato; le risorse statali spese nel controllo e nella soppressione potrebbero essere usate nella educazione e prevenzione nelle scuole. Perché è l’educazione il punto fondamentale: far capire che l’alcool è una sostanza d’abuso, che crea dipendenza e tolleranza tanto quanto la nicotina o le benzodiazepine. E’ giunto il momento di ridimensionare il concetto di sostanza d’abuso e dire le cose come stanno: l’alcool se assunto in grandi quantità non è diverso da qualsiasi altra sostanza o farmaco per cui si entra in terapia. I suoi effetti sul corpo e sulla psiche, nonché sulla società sovrastano gli effetti di qualsiasi cannabis, sigaretta o allucinogeni.

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