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Skripal, una tragicommedia di portata globale

Gli attori principali:

Sergei Skripal e sua figlia Yulia: Sergei è una ex-spia russa che fu coinvolta in uno scambio di spie tra il governo americano e quello russo. Era un doppio agente accusato di alto tradimento in Russia. Fu poi perdonato dalla Russia di Medvedev. Vive in UK mentre la figlia a Mosca.

Novichok: nome generico di una famiglia di gas nervini altamente tossica bloccanti dell’acetilcolinesterasi. Furono scoperti e creati dall’ex-Unione Sovietica tra gli anni 70 e gli anni 90. Tutto quello che sappiamo viene da un libro scritto da Mirzayanov, un ex-chimico russo.

Theresa May e il suo governo: dopo referendum su Brexit e dimissioni di Cameron Theresa May è la papabile per i Tory alle ultime elezioni che vince.

I fatti:

Sergei una sera viene trovato incosciente insieme alla figlia in un parco di Salisbury dopo aver mangiato in un ristorante. Nei giorni seguenti il governo May dirama un’accusa pubblica in parlamento: la Russia, nei giorni seguenti si fa il nome dello stesso Putin come mandante, è responsabile del tentato omicidio dei Skripal con il Novichok. Seguono accuse di Boris Johnson e di altri ministri inglesi. Nessuna analisi indipendente viene fatta, l’OPCW, l’organizzazione per la proibizione delle armi di distruzione di massa, non viene interpellata. Dobbiamo credere alle parole della May e Boris Johnson. Il giorno dopo la foto di Putin campeggia su tutti i tabloid britannici che da bravi pappagalli ripetono le accuse della May e la sbattono in prima pagina scegliendo quelle con il viso che traspira più cattiveria. Quella stessa settimana ci saranno le elezioni presidenziali russe in cui Putin vincerà con oltre il 70% dei voti. Nelle settimane seguenti non un singolo giornalista occidentale contesta la narrativa ufficiale del governo. Governo che ha mentito continuamente sulla Brexit e i cui molti ufficiali e servizi segreti mentirono sulle armi di distruzione di massa di Saddam. Non uno. Anzi, chiunque andasse contro la narrativa ufficiale veniva tacciato di essere filo-russo e complottista. Unico caso nella storia in cui dei complottisti senza prove tacciano chi chiede le prove di complottismo. Putin – dicono gli anti-complottisti – lo ha fatto proprio a ridosso delle elezioni per vincerle. Dovrebbe essere il contrario soprattutto per il fatto che non ha bisogno di questo per vincere elezioni che lo davano per vincitore da mesi, ma loro insistono: cosi da creare sentimento antirusso in Occidente da usare in Russia per fortificare i nazionalisti intorno a lui. Un genio macchiavellico insomma. Il diavolo in persona che ingegna un complotto-anti-complotto. Il rasoio di Occam assente all’appello.

Il Novichok. Prima si trovava nella valigia arrivata direttamente con la figlia da Mosca, poi ci hanno detto che si trovava nel ristorante, ora che si trovava nella maniglia della porta di casa. Da cui centinaia di poliziotti, investigatori e chimici sono passati per settimane. I cui effetti avrebbero ucciso all’istante un numero incalcolabile di persone al solo tocco. La May ci informa che 40 persone sono state ospitalizzate, poi viene smentita da una lettera di un medico dello stesso ospedale pubblicata sul Times che dice che: “[…] may I clarify that no patients have experienced symptoms of nerve agent poisoning in Salisbury and there have only been ever been three patients with significant poisoning.”

A parte questa lettera non sappiamo nulla dall’ospedale, tutto viene tenuto in gran segreto. Qualche giorno fa la figlia Yulia si è risvegliata dal coma e ora è cosciente e mangia tranquillamente. Il giorno prima ci avevano detto che la figlia era in pericolo di vita e c’erano poche possibilità che potesse sopravvivere.

Poi ci hanno detto che la sostanza proveniva da un laboratorio russo. Novichok la cui formula è pubblica e qualsiasi paese può farla. Novichok, i cui ultimi e unici campioni furono distrutti in Uzbekistan nel 1991 dagli… americani. Esatto gli ultimi ad avere fra le mani Novichok furono gli americani.

Non esiste alcun modo per risalire ad uno specifico laboratorio a meno di non trovare tracce del solvente ma anche in quel caso senza analisi indipendenti come si può incolpare un’intera nazione del suo uso? E infatti è di oggi la notizia che neppure gli scienziati britannici sono in grado di sapere da dove proviene la sostanza. Ma come? Il governo ci aveva giurato che veniva dalla Russia! E come avevano fatto a capirlo senza analisi chimiche? E come avevano fatto a capirlo se le uniche analisi chimiche fatte settimane dopo le accuse dicono che non sarebbe possibile arrivare alla conoscenza della sua origine?

Ora ditemi voi come possa un governo serio e di un paese civile fare queste accuse infondate e scatenare una russofobia globale con cosi poche prove e senza aspettare analisi indipendenti? Decine di ambasciatori sono stati espulsi da decine di paesi e con loro le loro famiglie. Un intero paese colpevolizzato. Il suo presidente indicato come mandante. Putin, secondo questi, invia un agente segreto dalla Russia che riesce a trafugare il Novichok dall’Uzbekistan (ma non era stato distrutto dagli americani nel ’91?), lo importa in UK e giusto due giorni prima delle elezioni lo spalma sulla maniglia della porta di una ex-spia graziata e “bruciata”. E la scelta del tipo di omicidio plateale è stata fatta apposta per far vincere Putin alle elezioni di cui era già vincitore. Un genio. Il KGB al confronto era una banda di bambini.

Ma vi lascio alcuni – come dicono in inglese – food for thoughts: nelle stesse settimane la Russia vince su tutti i fronti, Putin viene rieletto, la Merkel firma il contratto per il Northern Stream, in Siria la Ghouta Orientale è liberata, la Russia vende le batterie antiaeree avanzatissime S-400 alla Turchia facendo uno smacco alla NATO, la Cina completa la sua Via della seta e aumenta i legami con la Russia incassando un’alleanza che giorno dopo giorno si fa sempre più solida, in Italia il 55% del parlamento è composto da filo-russi (Lega, M5S e Berlusconi). Al contrario il governo May invece è in crisi nera: sul suo governo cadono tegole su tegole, tutto va a rotoli e ha bisogno di distrazioni. Ma soprattutto ha bisogno di non sentirsi isolata internazionalmente. Il leader del Labour Corbyn in vantaggio su tutti i sondaggi viene dipinto negli stessi giorni come filo-putiniano e antisemita. L’organo di propaganda del governo, la BBC, gli mette il colbacco e mette questo fotomontaggio in diretta con uno sfondo rosso con alle spalle il Cremlino. Maccartismo da manuale… nel 2018.

Se non riuscite a vederlo questo è quello che sta dietro Skripal, ovvero una Guerra Fredda ricca di colpi bassi ma che non viene pubblicizzata, anzi viene spesso nascosta. Il bello è che mentre nella vecchia Guerra Fredda era il blocco sovietico a insabbiare il tutto e a lasciare i propri cittadini all’oscuro ora è l’Occidente a farlo con la sua propaganda di governo. Se pensate che non sia possibile che i governanti possano orchestrare false flag o distrazioni di massa pensate a questo: solo recentemente inglesi e americani hanno ucciso 40mila civili tra Raqqa e Mosul definendoli “danni collaterali”, i loro governi vendono miliardi in armamenti all’Arabia Saudita per uccidere decine di migliaia di yemeniti e sacrificano i loro alleati curdi nella Rojava per compiacere i turchi. Hanno invaso l’Iraq e causato più di un milione di morti e l’avvento dell’ISIS con prove contraffatte. Prove su armi di distruzione di masse inesistenti, appunto. Assassinano chiunque, dai civili ai militari nemici, dalle ex-spie a politici senza nessuna remora. La Clinton canticchiava felice della morte di Gheddafi (brutalmente ucciso e violentato con una baionetta) in una intervista alla TV. Organizzano stragi attribuendole ai terroristi (anni di piombo anyone?). Armano terroristi in tutto il pianeta. Cosa volete che sia il caso Skripal in confronto alle morti che questi politici hanno sulla coscienza?

Ma allora chi ha tentato di uccidere Sergei Skripal e sua figlia? La risposta è non lo sappiamo. Può essere chiunque: dai russi (certo questo post non esclude la loro colpevolezza) al controspionaggio britannico, americano, israeliano. Può essere una resa di conti privata tra ex spie. Può essere un caso di servizi deviati di cui i governi non sono a conoscenza o di cui non hanno controllo. Può essere un agente chimico diverso dal Novichok e allora qualsiasi scenario è possibile. Può essere il governo May o i servizi segreti britannici che cercano di piantare false flag per sviare opinione pubblica dal disastroso stato del governo. Insomma per saperlo ci vuole una investigazione seria ed indipendente e meno psicosi antirussa. Altrimenti si rischia di dare ragione a quelli che chiamate come complottisti e filorussi, ovvero coloro che vogliono le prove prima di un’accusa. E’ chiedere troppo nel 2018 in una democrazia?

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Cosa sta succedendo adesso in Siria

I mass media hanno chiuso il sipario sulla guerra in Siria ormai da tempo e il motivo è semplice: i loro padroni hanno perso la guerra quindi non c’è più niente da far vedere. L’ISIS è stato quasi del tutto annientato a Ovest dell’Eufrate dall’esercito siriano, da Hezbollah e dai russi. Resiste ancora in alcune sacche ad Est dell’Eufrate dove lentamente i curdi dell’SDF (misto a milizie arabe) stanno cercando di sconfiggerlo a fatica. In Iraq le milizie sciite (PMU), l’esercito iracheno e l’Iran hanno sconfitto l’ISIS del tutto. Ma la guerra non è finita, anzi si sta aprendo un nuovo capitolo molto interessante e che potrebbe avere ripercussioni ben più gravi per l’Occidente. Mentre l’esercito siriano avanza dentro l’emirato di Al Nusra (Al Qaeda in Siria) in Idlib con un certo successo, la Turchia ha deciso di muovere guerra contro un cantone curdo al suo confine, Afrin.

Per chi fosse a digiuno della situazione siriana la Rojava curda è composta da tre cantoni: Jazira e Kobane, l’una adiacente all’altra e Afrin, un’enclave a nordest separata da una lingua di terra conquistata dai mercenari turcomanni al soldo della Turchia (Jarablus e Al Bab) l’anno scorso. Mentre Kobane e Jazira sono sotto la protezione della coalizione USA sotto il gruppo ombrello chiamato SDF, Afrin è sempre stato isolato e recentemente i russi hanno stabilito alcuni punti di comando. Al contrario di quanto si possa pensare Afrin, e parzialmente anche gli altri due cantoni, sono ancora sotto l’amministrazione siriana. Per esempio gli stipendi per dipendenti pubblici arrivano ancora da Damasco, beni di prima necessita pure e molte delle armi provengono dal governo siriano. Sia ad Afrin che nel resto della Rojava il separatismo non è mai stato dichiarato come obiettivo primario, anzi i curdi siriani, al contrario dei curdi iracheni, sono sempre stati per una soluzione federale o confederale dentro la Siria. E questo è un punto che molti osservatori occidentali sbagliano di continuo confondendo YPG/YPJ con peshmerga e governo Barzani iracheni.

Negli ultimi giorni la Turchia ha dichiarato guerra al cantone di Afrin parlando genericamente di guerra contro il terrorismo (operazione sarcasticamente chiamata Ramo d’Olivo, no non scherzo). Centinaia di feriti e decine di morti tra la popolazione civile inerme e decine di morti tra miliziani qaedisti e guerriglieri YPG. La cosa più interessante è che questo avviene in un momento cruciale della guerra: l’ISIS è defunto e Idlib sta per essere liberata dall’esercito siriano. Sia l’ISIS appoggiato/adiuvato dalla Turchia e i qaedisti di Idlib finanziati e guidati dalla coppia Turchia/Qatar stanno per essere spazzati via. Erdogan ha dovuto cedere a Putin su questo punto e giusto in tempo per i colloqui di Astana ha chiesto in cambio Afrin. Erdogan ha detto più volte che vuole usare Afrin come territorio cuscinetto dove spostare i 2 milioni di rifugiati siriani nel suo territorio (e probabilmente i qaedisti turcomanni, uiguri e turkmeni che scapperanno da idlib nei prossimi mesi) a costo di epurare Afrin dei curdi. La Russia ha però prima cercato di trovare un accordo con Afrin: l’offerta prevedeva la sottomissione delle milizie curde all’esercito siriano e pare i pozzi petroliferi di Deir Ezzor a est dell’Eufrate in cambio della protezione contro la Turchia. Per quanto mi stiano a cuore le sorti dei curdi della Rojava devo ammettere che il comportamento russo è stato l’unico possibile e più razionale: se la Russia avesse difeso Afrin senza qualcosa in cambio sarebbe andata in conflitto diretto con la Turchia, con cui ha appena ricucito e ha appena venduto un bel po’ di S-400. Erdogan allora avrebbe chiesto l’intervento della NATO e la Russia si sarebbe trovata pure gli USA contro. Far entrare l’esercito siriano in Afrin, almeno nominalmente invece avrebbe neutralizzato qualsiasi rivendicazione turca sul fatto che il confine fosse in mano ai terroristi curdi. YPG/YPJ invece hanno stupidamente detto di no a quest’accordo pensando forse che quello di Erdogan fosse stato solo un bluff. I russi allora si sono ritirati da Afrin. E invece i turchi sono entrati in guerra eccome, non solo coi mercenari qaedisti di Jarablus ma pure con mezzi, aviazione e truppe turche.

Fatto clamoroso che i media non hanno evidenziato per niente: il membro della NATO Turchia va a fare la guerra a un alleato degli USA, altro componente della NATO. Erdogan sta facendo questo per motivi anche interni alla sua diatriba con la NATO. Vuole forzare gli USA a concedergli qualcosa pur di non distruggere la NATO. I turchi così come hanno fatto con il patto con l’UE sui rifugiati, sono abituati al ricatto pur di ottenere qualcosa in cambio. Sanno che UE e NATO non si possono permettere una Turchia indipendente o peggio alleata della Russia e quindi forzano la mano delle alleanze.

È di poche ore fa però l’annuncio da parte di un portavoce del YPG in cui si chiede formalmente al governo siriano di intervenire ad aiutare Afrin contro invasione turca, dando l’accesso all’esercito siriano, e di fatto reintegrando completamente Afrin all’interno della Siria. Se questo avverrà ci saranno delle contropartite in gioco e Assad darà condizioni molto precise. Purtroppo anche in questo giro i curdi hanno fatto errori strategici madornali. Prima si sono alleati con gli USA, inaffidabili per loro natura, e poi non hanno compreso che la Russia ha anche interesse a non entrare in conflitto con la Turchia. Come andrà a finire? Erdogan sarà la scheggia impazzita che distruggerà la NATO e il processo di pace in Siria? Oppure gli verrà offerto qualcosa in cambio dagli USA/Russia e se sì che cosa? Vi terrò aggiornati.

P.S.

Se vi piace quello che scrivo su questi temi vi prego di diffondere questi post sui social. Purtroppo non ci sono molte persone che scrivono di queste cose e spero che tutte le informazioni che raccolgo dalle mie fonti primarie su campo siano utili a comprendere meglio quello che succede in Siria. Grazie mille!

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Putin è un criminale

Al tempo delle olimpiadi antiche il mondo greco si fermava. E perfino le guerre si fermavano. Invece nei tempi moderni si approffitta delle olimpiadi per sferrare gli attacchi.

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