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Kurdistan nel caos

Come era prevedibile dalle premesse e dai personaggi coinvolti – vedi mio post di qualche giorno fa qui – il Kurdistan post-referendum e’ nel caso più totale. Con una delle decisioni più stupide della sua lunga carriera politica Barzani ha voluto inserire nel futuro Kurdistan tutti i territori conquistati recentemente dall’ISIS come Kirkuk, Ninive e Sinjar. Tutte a zone o a maggioranza araba o miste. E comunque fuori dai confini del KRG, Kurdistan Regional Government. Ovviamente l’Iraq con l’aiuto delle PMU, le milizie sciite, non ci ha pensato due volte e ha marciato verso Kirkuk. I peshmerga, vista la artiglieria pesante battere in ritirata per ordine di Barzani ha dovuto fare bagagli e scappare di tutta corsa. Solo i militanti del PKK son rimasti ma solo simbolicamente. La popolazione curda, visti i peshmerga scappare a gambe levate e stata presa dal panico ed e’ scappata fuori dalla città. 100mila curdi si sono infilati in automobili e si sono diretti verso l’autostrada. Per la terza volta Barzani ordina all’esercito di ritirarsi e ogni volta sono i civili a perderci – prima nel Sinjar dove  gli Yazidi furono massacrati poi a Ninive e ora Kirkuk. Cio’ che non era riuscito a fare Saddam contro i curdi e’ riuscito Barzani. Ovviamente gli Stati Uniti si sono strategicamente tirati fuori dalla disputa ma con un solo obiettivo: quello di far avanzare le PMU sciite verso il Kurdistan e poi condannare l’Iran per pulizia etnica. La pistola fumante per la prossima guerra contro l’Iran. Ma Abadi e l’Iran non sono scemi e hanno fatto ritirare le milizie sciite da Kirkuk il prima possibile lasciando solo l’esercito federale iracheno. Stessa cosa che gli USA faranno con l’SDF quando l’ISIS sarà sconfitto in Siria. Gli USA abbandoneranno l’SDF (YPG + milizie arabe) quando l’esercito siriano e la Russia reclameranno Raqqa e le altre zone occupate. Per poi accusare l’Iran e la Russia di massacri contro i curdi. Mai, dico mai, allearsi con gli americani. Ti useranno solo come pedine per i loro fini e poi al cambio di amministrazione alla Casa Bianca sarete carne da macello.

Update: Oggi ci sono voci di un golpe contro il governo Barzani. Ne vedremo delle belle nei prossimi mesi.

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Cyberterrorismo made in USA

Non mi sono mai trovato bene nei panni dell’antiamerikano. Non ho mai lesinato critiche a certi aspetti della cultura americana e alla politica americana (soprattutto quella bushiana) in passato ma sono sempre stato restio a fare una critica tout court della cultura statunitense come fanno certe frange di sinistra e destra (no-global e Forza Nuova per nominarne solo due).

Ma uno cosa deve dire o pensare se dalle colonne di uno dei più autorevoli giornali d’oltreoceano, il Washington Post,  spunta fuori un editoriale dal sapore totalitario con un retrogusto da terrorismo internazionale?

In breve, Mark Thiessen dice che Wikileaks, mostrando al mondo i documenti  sulle responsabilità americane, sui silenzi, sulle torture, sulle bugie nella guerra in Afghanistan, rappresenta un nemico degli USA. Una organizzazione criminale che deve essere eliminata, il suo fondatore arrestato e il sito soppresso o oscurato.

Da brividi. Non stiamo leggendo un pamphlet di qualche esaltato neocon, stiamo leggendo il WP. Un articolo che segue di qualche settimana le proposte della Casa Bianca di oscurare internet come in Cina.

In USA si sta proponendo di compiere quell’esecrabile atto che si chiama cyberterrorismo internazionale, tanto paventato quando si parla di stati canaglia e da cui ci vorremmo difendere.

In questi giorni mi sono chiesto: quando internet o Wikileaks mostrano documenti sugli stati nemici come Cina, Cuba, Korea del Nord va tutto bene e allora siamo pronti a dargli il Nobel per la Pace. Quando si tratta di nascondere le nostre porcherie, le nostre schifosissime ipocrite porcherie, allora internet è un nemico da abbattere.

Che differenza c’è tra uno stato che compie atti criminali contro civili, mente all’opinione pubblica mondiale, nasconde le prove ai media come l’Iraq di Saddam o l’Iran odierno e gli USA dei documenti Wikileaks? Pensavo che la differenza fosse la trasparenza di fronte ai media e all’opinione pubblica, la totale mancanza di torture e barbare uccisioni di civili ecc.

Evidentemente non è così, e la guerra è guerra chiunque la muova. E allora non è preoccupante che io leggendo queste cose abbia i brividi? Che abbia più paura degli amici, alleati USA che dell’Iran o della Corea de Nord?

P.S.

L’Islanda si appresta ad approvare una legge che permetterà assoluta libertà per i server ospitati e per internet. Chiunque potrà ospitare documenti di qualsiasi genere, compresi i documenti scottanti di Wikileaks. Se dovesse accadere, gli USA potrebbero considerare l’Islanda uno stato canaglia e nella peggiore delle ipotesi un paese da attaccare.

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