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La Rivoluzione Russa, Lenin e il complottismo di oggi

Ho finito di leggere October, the story of the russian revolution, di China Mieville. Mieville e’ forse più conosciuto per i suoi romanzi New Weird di cui sono un appassionato, ma pochi sanno che e’ anche uno studioso del marxismo. In questo saggio ci parla della rivoluzione Russa da Febbraio a Ottobre 1917. Ho imparato molte cose da questo libro e vi elenco le principali, una delle quali spiegherà il titolo di questo post.

  1. una cosa che ignoravo era che la rivoluzione di Febbraio non fu come pensavo inizialmente guidata dai socialisti, o perlomeno non solo. La rivoluzione di Febbraio fu una spontanea protesta di vari gruppi sociali di svariate idee politiche contro lo Zar, la guerra e la carestia di quegli anni. Dopo l’abdicazione dello Zar molti consigli, o soviet, sorsero sia nelle città che nelle campagne. Questi soviet erano strutture spontanee che sorsero dal vuoto dell’impero russo appena collassato. E i soviet non erano necessariamente socialisti. C’era di tutto, da anarchici a borghesi, da socialdemocratici a marxisti, da islamisti a nazionalisti georgiani/armeni, finlandesi ecc. E cosi rimase per molti mesi fino a quando Lenin cambio’ tutto con il suo ritorno dall’esilio. In pratica, le cose sarebbero potute andare in modo diverso politicamente se non fosse stato per la preponderanza dei socialisti che furono quelli già con un piano prestabilito e le armi in pugno;
  2. sin da Febbraio il potere fu diviso tra il Governo Provvisorio voluto dalla Duma (parlamento) e il Soviet di Pietroburgo, un consiglio gestito da soldati e lavoratori. E questo e’ il punto che mi ha più colpito: i militari furono il motivo principale della vittoria dei socialisti e della Rivoluzione d’Ottobre. Spesso dipingiamo la rivoluzione russa come quella fatta da lavoratori, contadini ecc. In realtà le cose andarono diversamente. Chi aveva le armi e le navi erano esercito e marina. Senza l’appoggio di esercito e marina non avremmo mai avuto la rivoluzione. MAI. E questo e’ un particolare spesso nascosto dalla propaganda marxista. I militari erano una classe, o meglio una casta, dell’impero che fu criminalmente punita dallo zarismo per decenni. Vivevano in condizioni miserabili e furono mandati in guerra contro varie potenze ai confini dell’impero impreparati e senza speranza. Sono loro che fecero la rivoluzione, non le falci e i martelli dei lavoratori. Sono loro che assediarono il Palazzo d’Inverno e la Duma a Ottobre e che arrestarono i membri del governo provvisorio. E questo ce lo fa notare lo stesso Lenin quando nel suo primo documento ufficiale scritto a Ottobre scrisse: “Soldati, lavoratori, impiegati! Il destino della rivoluzione e della pace democratica e’ nelle vostre mani!”. La prima categoria che Lenin esorta e’ quella dei soldati. E non poteva essere altrimenti visto che sono loro quelli con le armi e la forza indispensabile per prendere il potere.
  3. Dopo i fatti di Febbraio Lenin torno’ dall’esilio in Svizzera aiutato da Germania e Svezia. Fu lui che spinse a usare la forza contro il governo provvisorio in Ottobre. Senza di lui la Rivoluzione non ci sarebbe mai stata in Ottobre (e questo lo sappiamo). E ora arrivo al punto del mio strano titolo del post: la rivoluzione socialista non esisteva nelle menti della maggior parte delle persone fino ad Agosto/Settembre. Eppure noi pensiamo che da Febbraio fino ad Ottobre fosse stato un processo in fieri inevitabile. Non e’ cosi. Lenin prese la palla al balzo e ne approfitto’ pensando che fosse il momento e il luogo perfetto, nonostante molti altri socialisti pensassero il contrario. La posizione leninista fu minoritaria per molti mesi. A noi del futuro pare che fu tutto già scritto: lo Zar abdica, i militari prendono il potere con i socialisti, Lenin prende il potere. Quindi, pensiamo che fosse già tutto nei piani dei socialisti, che fossero stati loro a far abdicare lo Zar e cominciare la rivoluzione di Febbraio. Questo e’ quello che spesso capita nei casi di complottismo odierno. Vediamo una serie di eventi, poi qualcuno o qualcosa li sfrutta e pensiamo che quel qualcuno sia stato la causa prima. Per esempio, guardiamo a questa nuova dottrina del Great Reset, ovvero la convinzione di alcuni gruppi di potere di poter fare ingegneria sociale sul mondo per farlo ripartire con regole nuove. I complottisti vedono che questo Great Reset sta prendendo piede esattamente dopo la pandemia, quindi pensano che il virus sia stata un’arma artificiale creata da questo gruppo politico transnazionale per arrivare al loro obiettivo. In realtà questo gruppo ha preso la palla al balzo durante una crisi globale, esattamente come fece Lenin. Lenin non fu il fautore della caduta dello Zar, ne’ il motore primo della Rivoluzione di Febbraio ma approfitto’ della situazione per completare il suo piano. Un piano che esisteva già nella sua mente. In un certo senso quindi le teorie complottiste sono un po’ come quelle profezie che si autoavverano semplicemente perché certi “attori” politici che avevano già un piano ne approfittano per mettere in moto il loro piano. E noi spettatori di questi eventi pensiamo che la crisi che ha scatenato quegli eventi facesse parte del piano fin dall’inizio. Ecco, perché spesso e’ difficile dire ad un complottista: “Ehi, il virus non e’ una arma costruita a tavolino da quelli che volevano il Great Reset.”. Perché il complottista vede i due avvenimenti e pensa che A (il gruppo di potere) abbia creato B (gli eventi). Ma in realtà e’ l’esatto contrario: gli eventi B hanno spinto il gruppo di potere A ad uscire allo scoperto e a prendere la palla al balzo.

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