L’asterisco è simbolo di laicità

Era da molto che volevo scrivere questo post ma il tempo e’ stato tiranno.

Riguarda la piu’ grande cazzata mai detta e scritta da un teologo da quando esiste il Cristianesimo sulla Terra (vabbe’ a parte San Paolo, Sant’Agostino che ne hanno dette anche loro): la possibilità che esistano altri mondi e altre forme di vita non contrasta con la nostra fede di José Gabriel Funes.

Secondo Funes: “E’ possibile credere in Dio e negli extraterrestri” e “si può ammettere l’esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell’incarnazione e nella redenzione”.

E ancora: “Se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell’amicizia piena con il loro Creatore”.

Come fa notare Galatea:

“Cioè noi, per colpa di quel quaquaraquà di Adamo e quella zoccola della moglie sua, l’amicizia con Padreterno ce la siamo giocata manco due giorni dopo che ci avevano messo nel Paradiso terrestre, e loro, i marziani, no, perché possono pure essere verdognoli come un bandiera leghista, ma sono assai più scaltri di un padano qualsiasi. Non hanno mangiato la mela, né l’insalata, manco una ciliegia. E dunque nessun peccato e Dio che li ama come il primo giorno.”

In poche parole significa che secondo Fures solo noi esseri umani del pianeta Terra dobbiamo espiare i nostri peccati. Non solo ma, aggiungo io, dobbiamo sorbirci una serie di professionisti castrati rappresentanti del Supremo che ce lo ricordano un giorno sì e l’altro pure; con lo spiedo e le pinze roventi per giunta. E gli altri esseri intelligenti? Possibile che per loro nessuna inquisizione, nessun ferro rovente, nessun catechismo, nessun Angelus la domenica sulla RAI?

“Gesù si è incarnato una volta per tutte. L’incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini”.

No secondo Fures non è possibile avere un altro Gesù Cristo. Infatti mica è scemo il nostro: la possibilita’ che esistano altre forme di vita intelligenti nell’Universo dovrebbe erodere fin dalle fondamenta, se non tutte, almeno le religioni monoteistiche che hanno fatto dell’unicita’ umana e della Terra il dogma centrale. In particolare l’arrivo di Gesu’ sulla Terra, unigenito figlio di dio e’ l’evento cardine della Storia secondo la dottrina cristiana. La sua nascita rappresenta una singolarita’ nello spazio e nel tempo che non puo’ essere ripetuta. Il suo messaggio, la sua vita, la resurrezione hanno una coordinata spazio-temporale precisa, scritta nelle profezie bibliche e ricordata ogni giorno dai preti nelle chiese. Non se ne esce.

Ma allora perché noi ci siamo beccati Gesù per espiare i peccati “di quella zoccola” dell’Eden e gli altri esseri no? Tutta l’intervista del signor Funes in pratica aumenta esponenzialmente le domande a cui cercava stupidamente di rispondere.

Detto in altri termini e’ come se il signor Funes si fosse dato una randellata ai maroni ma con un sorriso rassicurante sulle labbra. Infatti a parte qualche commentatore tra i blog (come Galatea e Malvino e pochi altri tra noi) le esternazioni di Funes hanno suscitato solo curiosità, ma nessuno nei giornali, nei media, tra gli intellettuali, e a questo punto neppure in Vaticano, si è reso conto delle stronzate gigantesche che sono state dette. Stronzate così grandi che erodono l’intera dottrina cristiana: Sant’Agostino e S. Tommaso si rivoltano nella tomba. Il Concilio di Nicea buttato allegramente nel cesso con una banale ed innocente intervista.

Mi affido a Malvino:

“Unigenito vuol dire che non ve ne sono altri: questo implicherebbe che, prima e/o dopo la sua resurrezione, Cristo debba essersi reincarnato un numero di volte pari a tutti i mondi nei quali vi sia stato peccato originale. Un continuo incarnarsi, morire e resuscitare nei secoli dei secoli. Non vi sarebbe alcuna difficoltà, ovviamente, ma allora bisognerebbe riconsiderare la natura di Cristo, che alla luce della rivelazione e della tradizione è malcompatibile con questo viavai. Per dire: se c’è l’inferno, ce n’è uno; quando Cristo vi è sceso, e vi è sceso una sola volta, da quale pianeta veniva? E perché vi è sceso proprio dopo quella resurrezione?
Ora, io non so se alla Congregazione per la Dottrina della Fede convenga di più rimettere mano a questa materia bollentissima o cavarsela con un solenne cazziatone a padre José Gabriel Funes, rimandando la questione a quando sulla Terra arriveranno degli extraterrestri che troveranno divertentissime tutte queste stronzate.”

Ma per ora non ho ancora sentito nessuno che si sia reso conto della più grossa implicazione di queste parole: e cioé che Funes se l’Inquisizione di Santa Romana Chiesa fosse ancora attiva (*) a quest’ora starebbe a fare un bel barbeque a Campo dei Fiori.

Ricordo infatti che Giordano Bruno venne arso vivo per aver detto cose simili a quelle di Funes:

“Non bisogna dunque cercare, se estra il cielo sia loco, vacuo o tempo; perché uno è il loco generale, uno il spacio immenso, che chiamar possiamo liberamente vacuo; in cui sono innumerabili ed infiniti globi, come vi è questo in cui vivemo e vegetamo noi. Cotal spacio lo diciamo infinito, perché non è raggione, convenienza, possibilità, senso, o natura che debba finirlo: in esso sono infiniti mondi simili a questo, e non differenti in geno da questo; perché non è raggione né difetto di facultà naturale, dico tanto potenza passiva quanto attiva, per la quale, come in questo spacio circa noi ne sono, medesimamente non ne sieno in tutto l’altro spacio, che di natura non è differente e altro da questo.”

Traduzione: l’Universo è infinito, vi sono infiniti mondi e in questi mondi ci sono altri esseri viventi come noi. Un panteista è chiaro, un po’ freakettone New Age, un po’ Stephen Hawking, di fatto eretico e da abbrustolire per benino. Chissà se Funes non provi un brivido lungo la schiena: d’altronde sia lui che Bruno erano chierici, ma eretici per l’appunto.

.

(*) rimando al precedente post per rinfrescarvi la memoria su chi ha abolito l’Inquisizione.

(**) spiegazione per la figura in apertura: mentre mi immaginavo infiniti Gesù che si immolavano sulla croce per ogni mondo dell’Universo, mi sono chiesto: ma se in un mondo dove la razza intelligente è un cefalopode (simile ai polpi) e Gesù si dovesse incarnare in uno di loro la croce (subacquea) avrebbe la forma di un asterisco. Ed in questo mondo ipotetico ci sarebbero dei chierici che portano al collo un asterisco; e nelle pareti dei luoghi pubblici ci sarebbero asterischi appesi un po’ dappertutto; e ci sarebbe chi difenderebbe quell’asterisco appeso allaparete come simbolo della laicità dello stato.

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2 commenti

Archiviato in anticlericalismo, da ridere

2 risposte a “L’asterisco è simbolo di laicità

  1. gnìììììììììììììììììììì

    sento stridore di unghie che s’aggrappano a un vetro… 😉

  2. Il fatto che la chiesa riconosca l’esistenza di altre forme di vita nulla modifica della sua posizione totalitaria. Il fatto che la chiesa dica di gesù che “La sua nascita rappresenta una singolarita’ nello spazio e nel tempo che non puo’ essere ripetuta.” ci permette di comprendere le immediate conseguenze di una simile affermazione: solo loro detengono la verità e di conseguenza si arrogano il diritto di sottomettere e convertire tutti gli altri. Il cristianesimo ha insanguinato la nostra storia con guerre di religione. Il futuro: una guerra di religione in tutte le galassie.
    Francesco Scanagatta

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