Archivi del mese: aprile 2014

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papi-beatles-1412828315Ci sarebbe da piangere e invece qui si ride della graziosa messinscena a cui abbiamo assistito a San Pietro. Perché in fondo l’incoronazione di due papi morti da parte di due papi vivi è uno spettacolo irripetibile che poteva essere partorito solo da una mente comica geniale. Neppure i Monty Python avrebbero potuto mettere in piedi una combinazione di siparietti e personaggi comici così perfetta. Ci mancavano solo The Spanish Inquisition insieme a Nude nuns with big guns ed eravamo al completo.

16jpdictator1-articleInline-1298386202Ridiamo certo ma come dicevo ci sarebbe da piangere per la mediocrità tragicomica a cui può arrivare la mente umana. Se vi è sfuggita l’ipocrisia o se non siete appassionati di commedie assurde vi chiedo di immaginare questo: pensate ad un atleta che si inventa uno sport, ne crea le regole per poter vincere lui e sempre solo lui, gareggia da solo e poi si premia da solo. Ecco questo è quello che abbiamo assistito nel giorno dei 4 papi (ci mancava solo papi Silvio e papi chulo ed eravamo a 6). Il livello di assurdità comica è tale che non ho potuto fare a meno di pensare alla scenetta di Sasha Baron Cohen in The Dictator dove il dittatore nordafricano spara a tutti gli altri concorrenti per poter vincere a man bassa (https://www.youtube.com/watch?v=hnie2iY3dOU).

Ogni persona adulta dovrebbe sapere che c’è qualcosa di profondamente sbagliato e ridicolo nell’autocelebrazione e nell’autoreferenzialità. Se un bambino continua a pensare di essere al centro del mondo, che l’universo giri intorno alla propria persona anche in età adulta può diventare un disturbo della personalità o più comunemente si chiama maleducazione. Ma lasciamo perdere queste analisi psicologiche e ridiamo di questa giornata, anche leggendo Spinoza http://www.spinoza.it/2014/04/27/beati-generation/#more-5589

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La Sardegna in Svizzera? Perché no!

logo3_1Scozia, Catalogna, Fiandre, Veneto, Sardegna, Crimea. Li unisce una volontà comune al cambiamento, all’autodeterminazione. Ognuna di queste regioni quest’anno ha avuto o avrà la possibilità di diventare indipendente dal paese che in passato l’ha invasa. Non è così spesso che assistiamo a così tanti eventi di importanza planetaria. Scozia e Catalogna si apprestano al referendum per l’indipendenza quest’anno, in Veneto abbiamo avuto un referendum online, che seppure non ufficiale sta creando grossa paura alle istituzioni italiane – vedi l’arresto farsa ad orologeria di quattro gatti indipendentisti, in Crimea c’è stato un referendum per chiedere l’annessione alla Federazione Russa (e a breve capiterà alla Transnistria). E in Sardegna? Nonostante alle elezioni regionali appena concluse i partiti indipendentisti pur divisi in mille sigle abbiano raggiunto per la prima volta dopo anni numeri a due cifre, un indipendentismo moderno fatica veramente a decollare. Legati spesso a logiche ottocentesche di appartenenza etnico-linguistica ormai obsolete la maggior parte dei partiti si è chiusa a riccio senza proporre nulla di veramente rivoluzionario. Ed è proprio per questo motivo che l’idea di annettere la Sardegna come il 27esimo cantone della Confederazione Svizzera portata avanti da Andrea Caruso arriva la momento giusto come una ventata diriflessioni_0 aria fresca. Per chi come me non crede che la mentalita’ sarda sia in grado di affrontare la modernità, diversità e velocità del mondo moderno sapere che la Sardegna possa essere integrata in uno dei sistemi confederati di maggior successo dell’età moderna mi fa sperare per il meglio. Più volte ho parlato di cantonizzazione della Sardegna (un sistema che sarebbe perfetto per la natura frammentata dell’isola) ma non avevo mai pensato alla Sardegna come un cantone facente parte di una realtà piu’ ampia. E’ come quando qualcuno riesce a farti vedere un aspetto da un altro punto di vista a cui non avevi mai pensato prima. Sembra uno scherzo e la gente si mette a ridere quando se ne parla ma l’annessione alla Svizzera sarebbe la salvezza per l’isola. D’altronde quella dell’annessione alla Svizzera è sempre stato sogno anche di altre realtà indipendentiste come in Lombardia.

Quali ragioni possono addurre i contrari alla proposta? Distanza geografica? Pochi sanno che la Sardegna è più vicina all’Africa che all’Italia e la Svizzera sarebbe più vicina di Trieste per dire. Lingua? Intendete l’italiano che è stato imposto negli ultimi 150 anni? Nessun problema, l’italiano è una delle lingue ufficiali della Confederazione Elvetica. Storia comune? A parte per gli ultimi 150 anni la Sardegna ha avuto più storia in comune con la Spagna. Insomma stupidaggini senza senso. I vantaggi per la Sardegna sarebbero enormi, molti più di quelli dell’indipendenza totale: basso carico fiscale, libertà di decisione su tantissimi punti nodali del cantone, investimenti di ricche multinazionali svizzere, adozione del franco svizzero, integrazione all’interno di una confederazione di altri popoli con differenti culture e lingue. Allo stesso tempo per la Svizzera si tratterebbe di avere una gallina dalle uova d’oro: accesso al mare, aumentare il proprio territorio di quasi il doppio, la popolazione crescerebbe di 1.6 milioni di abitanti, ricchezze naturalistiche e minerarie, vacanze a basso costo ecc. La minoranza italiana diventerebbe meglio rappresentata anche se il sardo potrebbe essere inserito come lingua ufficiale insieme alle altre 4 lingue ufficiali (francese, italiano, tedesco e romancio) e, perché no, pure il catalano di Alghero. Le possibilità per la Svizzera e la Sardegna sono infinite e sono lì, pronte per essere prese a braccia aperte. Questa non è quindi una goliardata ma una seria proposta dai contenuti molto ragionati e di buon senso. Vi invito quindi a firmare la petizione online del sito Cantonmarittimo.com, seguire l’iniziativa su Facebook e su Twitter.

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