Archivi del mese: luglio 2018

Di chimica e di Sherlock Holmes mancati

Ci sono due regole principali che un investigatore dovrebbe seguire: prima di accusare trovare le prove e usare il rasoio di Occam. Ebbene sia nel caso del presunto attacco chimico in Douma da parte della Siria e sia nel caso del presunto attacco al Novichok in UK ambedue queste regole sono state ignorate. E ora dopo mesi di attesa sappiamo che in Siria non vi fu attacco chimico con agenti nervini e che in UK… beh se volete sapere cosa è successo è meglio se continuiate a leggere al punto 2.

  1. Attacco a Douma: sono finalmente arrivati i risultati dell’OPCW sul presunto attacco al gas nervino a Douma, in Siria. Ebbene nonostante gli USA, UK e Francia ci avessero garantito che i morti del video erano stati gassati dal governo siriano, le analisi dell’OPCW dicono che di gas nervino non vi è traccia, né sul terreno né sul plasma delle presunte vittime. Ricordiamo che Trump bombardò la Siria perché sua figlia lo convinse dopo aver visto un post su Facebook. Sui giornali di questa notizia? Quasi niente. A parte la BBC che da una nota a margine del lungo report dove si parlava di tracce di esplosivo e di composti al cloro ne deduce che ci sia stato un attacco al cloro. OPCW non arriva a queste conclusioni e non per fare il pignolo ma pure la varecchina e molti prodotti di ospedale sono composti al cloro. Insomma, abbiamo rischiato la Terza Guerra mondiale per una reazione emotiva di una ragazzina su Facebook.

 

 

 

 

 

 

 

  1. Attacco Skripal: stesso procedimento per il caso Skripal per cui nessun procedimento razionale è stato usato. Dopo appena 48 ore dall’incidente sono stati fatti i seguenti gravissimi errori investigativi: si è accusato un paese terzo di aver autorizzato l’assassinio di una ex-spia senza alcuna prova; si è detto che la sostanza era assolutamente e senza dubbio Novichok prima che venissero fatte le analisi chimiche; si è asserito che si trattava di un Novichok che poteva essere prodotto solo dalla Russia prima che venissero fatte le analisi e nonostante Novichok invece possa essere prodotto da una dozzina di stati, inclusi UK e Israele; si è asserito che si trattava di un laboratorio russo quando è scientificamente impossibile determinare dall’analisi chimica – che ricordiamo non fu ancora fatta se non settimane dopo – da quale laboratorio una molecola provenga; che le condizioni dei Skripal fossero critiche e che stessero combattendo tra la vita e la morte quando invece dopo qualche settimana si sono ripresi senza nessun segno di avvelenamento; ci dissero nell’ordine che la sostanza fu nel cibo, poi nell’auto, poi nella valigia, poi nella maniglia della porta da cui centinaia tra investigatori e poliziotti sono passati per giorni.

Tutto questo, ricordiamolo, nella stessa settimana delle elezioni presidenziali in Russia.

I padre e figlia Skripal sono passati ufficialmente alla storia per essere stati gli unici esseri umani ad essere sopravvissuti indenni e senza alcuna conseguenza all’avvelenamento di una delle più mortali sostanze al mondo, usate e prodotte dai militari per uccidere all’istante.

Veniamo invece all’uso del rasoio di Occam e leggete bene questi fatti: l’incidente è avvenuto a poche miglia da Portdown, un centro militare segreto dove vengono prodotte sostanze chimiche per usi militari. Dopo il risveglio di Yulia, questa candidamente ha detto che nel futuro non vede l’ora di tornare in Russia, Russia che ha cercato di ucciderla. Sergei, una spia bruciata perché faceva doppio gioco e ora in pensione. Perdonata da Medvedev anni fa e ora vive in serenità in UK. Gli ultimi batch di Novichok furono visionati da ufficiali statunitensi e distrutti nel 1999 in Uzbekistan e il suo inventore Dr Vil Mirzayanov si trasferì in USA.

Nonostante non ci sia alcun movente, nonostante l’avvelenamento sarebbe potuto avvenire in Russia (da cui Yulia proveniva e tornava molto spesso) e in maniera meno plateale e soprattutto non a ridosso delle elezioni presidenziali, nonostante il Novichok sovietico sia stato dichiarato distrutto e gli ultimi ad averne possesso furono gli americani nel 1991, nonostante tutto questo gli investigatori continuano a indicare come colpevole la Russia. Senza uno straccio di prove.

Ma non è finita qui. Ad appena due giorni dal summit tra Putin e Trump in Finlandia e proprio durante i mondiali di calcio in Russia due altre persone vanno in ospedale avvelenate da… udite udite il Novichok. Dove? Ad Amesbury, a poche miglia da Sainsbury dove furono avvelenate gli Skripal e ancora più vicino a Portdown, il laboratorio segreto militare dove vengono prodotte sostanze chimiche. Questa volta chi viene avvelenato è una coppia con problemi di tossicodipendenza che non ha alcun legame con Skripal o con la Russia. Gli investigatori sono certi che i due casi siano legati e sono certissimi che la stessa persona che abbia tentato di uccidere Skripal si sia voluta liberare della sostanza… trovata proprio in questi giorni in una bottiglia da cui la coppia ha bevuto. Esatto. Avete sentito bene: l’assassino russo ha volato dalla Russia con il Novichok, lo ha spalmato sulla maniglia e si è liberato del Novichok versandolo in una bottiglia che dopo 4 mesi una coppia di tossicodipendenti si è portata a casa propria. Novichok, che secondo il Dr Vil Mirzayanov, il suo scopritore, non rimane nell’ambiente se non per pochi giorni.

E ora la ciliegina sulla torta: dopo aver letto tutto questo, che sembra uscito fuori dalla mente di un cospirazionista ben peggiore di un terrapiattista, dovete sapere che chiunque faccia notare queste discrepanze, inesattezze, menzogne è considerato un cospirazionista, un filo-putiniano e creatore di fake news.

 

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