Archivi del mese: aprile 2008

Insalata di cicoria

Devo essere sincero: mi sto rompendo un po’ le palle di molta intellighenzia di sinistra che si sta lamentando come bambini a cui e’ stato tolto il giocattolo.

Il giocattolo vi e’ stato tolto perche’ lo avete rotto. Inutile piangere sul latte versato. Inseguire la destra sui loro temi e diventare destra, tanto vale votare destra. Tra un Rutelli di destra vicino all’Opus Dei ed un Alemanno con la croce celtica quale e’ la differenza?

Addirittura Ezio Mauro fa un editoriale delirante in cui da’ la colpa della sconfitta di Rutelli alla sinistra estrema. Capito? La colpa non e’ di Veltroni che ha messo un personaggio impresentabile, odiato da tutti. No la colpa e’ sempre degli altri. In un paese normale Veltroni si sarebbe dovuto dimettere e Rutelli scappare in Venezuela. E invece Veltroni e’ sempre li’ e Rutelli riciclato al Senato. E poi ci si chiede perche’ la meritocrazia stenta a crescere in Italia quando nessuno si prende le responsabilita’ dei propri errori.

La Palombelli, la moglie del Cicoria oggi dice che contro il suo maritino c’erano tutti i poteri forti di Roma. Ah ed io ingenuo pensavo che i poteri forti li avesse imbrigliati tutti Rutelli: Vaticano, Opus Dei, Cinecitta’, giornali ecc. Diventera’ un martire ‘sto Rutelli.

Consiglio di lettura: un post acido e tagliente di Lenny Nero.

E per sapere chi e’ Rutelli leggetevi pure questo.

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Non aveva il braccialetto antistupro

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(Ansa) Stupro a Roma in pieno centro
Alemanno s’incula Rutelli tra gli applausi dei passanti.

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La Sinistra è fuori dal tempo

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Ricerca scientifica volante

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Décadence

Non é bello cominciare con un post cosi’ triste ma visti i tempi sono giustificato. Magari in futuro quando faro’ un nuovo blog e guardero’ questo primo post potro’ capire cosa stava succedendo nell’Italia del 2008.

La storia é questa.

Un’amica spagnola con cui ho parlato l’altro giorno mi ha fatto scendere in uno stato di tristezza infinita. Lei ha fatto l’Erasmus a Parma e ora si trova qui a Bristol per pochi mesi. Parla benissimo l’italiano e le piace la cultura italiana, ma rimase profondamente delusa per quel periodo di pochi mesi.

L’idea che aveva dell’Italia, cioé quel paese stereotipato che hanno un po’ tutti gli stranieri pieno di cultura, arte, passione, era diversa dalla realta’ che aveva vissuto.

Mi ha descritto l’Italia come un paese “decadente”, “vecchio” e “retrogrado”. Si chiedeva come era possibile che un paese cosi’ vecchio, mentalmente, culturalmente e politicamente potesse ancora essere nel G8.

“E pensa che ero nel ricco Nord!” mi ha detto.

Il suo paese, la Spagna, sta conoscendo un periodo di rinascita culturale, politica ed economica senza eguali. Il mio ha intrapreso una curva discendente, amministrato dal vecchio e dal criminale, chiuso come un guscio di riccio al futuro e al nuovo.

E tutto questo si rispecchiava nei nostri visi.

I suoi occhi erano pieni di vita, il sorriso largo e sicuro e tanta voglia di tornare in patria. Io ero appena uscito da una discussione tra connazionali su cosa fare al nostro rientro.

Per la prima volta ho provato gelosia per un altro popolo. Non ho mai provato gelosia per scandinavi, germanici o anglosassoni perché sono consapevole che la storia di tutti questi paesi é differente e peculiare. Non si possono comparare Italia e Svezia.

Ma Italia e Spagna si’. E’ li’ il problema: quelli che definivamo come i nostri cugini minori ci hanno superato e ora il loro paese rappresenta un’attrazione irresistibile per molti miei connazionali.

Tutto questo é veramente sconfortante.

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Nuova stagione, nuovo blog

Non dico di fare un blog diverso a stagione ma almeno ogni tanto bisogna cambiare. Soprattutto quando ti ritrovi in una piattaforma per blogs come Splinder che ti fa letteralmente uscire pazzo. Splinder andava bene alcuni anni fa quando era all’avanguardia ma ora non vengono fatti aggiornamenti essenziali ed è addirittura peggiorata sotto molti aspetti. WordPress invece è ottima e ormai ho visto che tutti stanno passando qui. Magari in futuro comprerò pure il dominio, vedremo.

Oltre alle questioni tecniche che hanno la loro importanza, soprattutto quando si usa uno strumento due-tre volte al giorno per scrivere, c’è anche una motivazione diciamo caratteriale. Sono una persona dal pensiero dinamico, odio la staticità, adoro il cambio, il rimettersi in gioco. E il vecchio blog mi stava dando alla nausea, sia dal punto di vista grafico che di contenuti. Rileggendo i post dall’inizio di questa avventura in Inghilterra, mi sono reso conto che i post, le idee, lo stile erano approssimativi, alcune volte infantili, altre volte fuori luogo.

Diciamo che come quegli scrittori che arrivati ad una certa età si alzano una mattina e bruciano tutta loro opera, così ho fatto io con il blog. Un rogo cibernetico di pixel e codici Html, in una mattina col sole qui a Bristol. Il vecchio Fabristol comunque non verrà cancellato e sarà sempre lì: anzi nel nuovo sito c’è una sezione con i post che ho salvato dal rogo e chissà che non ne salvi altri in futuro.

Per l’header, con mostricciatoli annessi, non vi preoccupate. So che a molti non piace affatto e l’ho fatto più per dare l’idea di una frattura netta col vecchio blog. Se avessi tenuto il vecchio header sarebbe stato come tenere in vita anche il vecchio blog con tutto il suo carico di vecchia approssimazione. Infatti il bello di WordPress è che posso cambiare l’header con un click quando mi pare e piace. Quindi questo che vedete non sarà definitivo ma è solo un esperimento bio-grafico (nel senso di biologico grafico) se mi permettete l’espressione. 😉

Ah dimenticavo: aggiornate i link nei vostri blog, browsers e feed* please. 😉

*https://fabristol.wordpress.com/feed/

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