Archivi del mese: dicembre 2008

Abbatteteli che soffrono

Ieri sono andato al cinema. Avevo voglia di vedere un film in italiano in un cinema italiano per vedere l’effetto che fa dopo tanto tempo. Abbiamo scelto Il cosmo sul comò di Aldo, Giovanni e Giacomo, o di “chi-per-loro-ha-scritto-questa-orrenda-cagata”.

Non era un film comico, neppure simpatico. Non era neppure un film a pensarci bene. Avete presente una fiction della Rai inutile, insulsa, senza alcuna trama il cui unico obiettivo è far stare davanti alla TV milioni di casalinghe e anziani? Ecco, questo film era meno divertente. Come possano tre ex-comici geniali ridursi così, come tre deficienti (vabbè almeno un deficiente fa ridere nella sua deficienza) mi lascia senza parole, e senza 7 euro; ecco questo pensiero ossessivo non mi fa dormire più dei 7 euro che ho buttato al cinema. Ma soprattutto mi sono sentito preso per il culo per due ore. Se questo è il massimo di comicità che siete arrivati a produrre in Italia in questi ultimi anni siete veramente messi male. Ma come fate a vivere in un paese tanto di merda da permettere a questi tre cretini di fare un film?

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Quando in UK comanderanno gli indiani…

Al contrario degli USA dove i bianchi occupano i posti di comando e le minoranze etniche si ritrovano a fare i lavori piu’ umili e con pessima istruzione, in UK sono gli abitanti bianchi originari del luogo a fare i lavori piu’ umili e ad essere meno istruiti. Cio’ che salta subito all’occhio (perlomeno nel resto del Regno Unito a parte Londra che e’ un altro pianeta) e’ che a fare operai, tecnici non specializzati, consegnapacchi, spazzini ecc sono gli inglesi bianchi. Uno si aspetterebbe come negli USA, e ormai anche in Italia, indiani, cinesi, rumeni ecc. Le universita’ e le scuole sono invece piene di extracomunitari. Come e’ possibile? Questo sondaggio mi viene in aiuto e forse mi suggerisce delle risposte. I figli di immigrati (quindi seconda generazione) devono dimostrare qualcosa che gli indigeni del luogo neanche si sognano: di essere altamente istruiti. D’altronde ad un ragazzino inglese dopo la scuola si prospettano due scelte: un lavoro assicurato con il quale puo’ comprarsi la macchina, ubriacarsi il weekend, affittare un monolocale nel quale parcheggiare la ragazzina che ha appena messo incinta; oppure farsi dai tre ai dieci anni dentro una universita’ e ritardare il favoloso mondo che gli si prospettava con la prima scelta.

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Prima o poi farete i conti con la storia

Quello che fa più tristezza a sentire queste notizie è il fatto che noi le strilliamo da 50 anni queste cose e bastano due parole di un esponente vicino alla Chiesa per farle finalmente far risuonare. Avrei voluto scrivere un lungo post, pieno di link e approfondimenti; avrei voluto chiuderlo ai commenti di modo che i soliti difensori cretini non mi rompessero le palle; mi sarei rovinato il fegato e non ne sarebbe valsa la pena per una massa di deficienti che non sanno leggere né ragionare.  Avrei voluto fare tutto questo ma Malvino lo ha fatto per me. Godetevelo in questo minisaggio da far leggere a scuola elementare.

Come dissi da altre parti la Chiesa era parte del sistema fascista, era il fascismo.

Altri documenti:

La chiesa nella campagna d’Etiopia

La chiesa nella campagna d’Etiopia 2

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Il primo vero atto di regime

Se per altri provvedimenti o leggi di questo governo si potevano avere dubbi sul suo essere considerato regime o no, questo potrebbe far cambiare idea a molti. Il ministro Sacconi col suo provvedimento fa una cosa illegale e anticostituzionale che bypassa la Suprema Corte di Cassazione e di fatto si configura come reato. Napolitano dovrebbe intervenire immediatamente se lui ha i poteri per fermarlo. Ne parlano anche su Bioetica e Jimmomo. E tutto questo, macchiarsi di un reato contro le istituzioni in veste di rappresentante delle stesse, ripeto tutto questo per compiacere i castrati d’Oltretevere.

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Il libro della vita non e’ ancora finito

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Oggi la pagina delle scienze della BBC (quella per intenderci da dove copiano i giornalisti italiani ogni mattina) dava molto risalto ad una serie di foto di nuove specie appena scoperte nel delta del Mekong, nel sud-est asiatico, veramente eccezionali. La scoperta di oltre 1000 specie tra vertebrati, invertebrati e piante negli ultimi dieci anni fanno della regione del Mekong una delle piu’ promettenti per la scoperta di nuove specie  (insieme all’Amazzonia e ai fondali oceanici). Non parliamo solo di piccoli insetti o funghi, parliamo di mammiferi, rettili, anfibi, pesci, uccelli e di ungulati grandi quanto cervi come il Saola o cervi grandi quanto conigli. In questa pagina (nel fondo c’e’ una foto-slide e ho postato un video in fondo) potete vedere 36 nuove specie, cosi’, spuntate dal nulla. Altre volte animali noti da tempo alle popolazioni indigene spuntano fuori al mercato del villaggio come cibo. E’ il caso del Laonastes aenigmamus, un roditore simile ad un ratto-scoiattolo che fa parte di una famiglia di roditori creduta estinta da 11 milioni di anni. Un fossile vivente, che tra l’altro e’ molto comune nella zona ma gli zoologi non lo avevano mai classificato finche’ non hanno trovato le sue carni al mercato di un villaggio. Quella che ha attirato di piu’ la mia attenzione e’ comunque una nuova specie di rana, la Chiromantis samkosensis (nella foto in alto), la quale possiede sangue verde e ossa turchesi. Una caratteristica alquanto inusuale tra i vertebrati presente a quanto mi risulta solo in alcune specie di scinchi della Papua Nuova Guinea. Il verde in questi scinchi e’ dato dalla presenza di biliverdina, prodotta nella bile e riversata nel sangue. A concentrazioni cosi’ alte che negli altri animali sarebbe mortale. Questo tipo di colorazione del sangue e’ pero’ da non confondersi con la colorazione della molecola dell’emoglobina. Infatti alcune specie di artropodi e molluschi come il fossile vivente Limulus, posseggono sangue blu a causa di una diversa forma di emoglobina chiamata emocianina, che al posto degli atomi di ferro ha atomi di rame.

P.S.

scusate, a volte la mia passione per la zoologia e la cladistica rispunta fuori.

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Ninja Bush

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Avete visto con quale agilita’ George ha schivato le scarpe l’altro giorno. Il vecchietto non se la passa male coi riflessi. Berlusconi le avrebbe prese in piena faccia e finalmente gli sarebbe scomparsa quella paresi che sembra un sorriso.

Diciamo che e’ la degna fine per questa amministrazione: a scarpe in faccia. Un bel finale, un bel messaggio, non violento anche con risvolti divertenti (a parte che il coraggioso giornalista se ne stara’ in galera per sette anni). Questo del lancio della scarpa si dovrebbe adottare in tutte le democrazie. Se il tuo rappresentante non ti e’ piaciuto a fine legislatura ti devono dare la possibilita’ di centrarlo da dieci metri di distanza con le scarpe (non sono consentiti gli scarponi da ghiaccio con gli speroni in acciaio). Il politico ha la possibilita’ di schivarli e di fare battutine a fine gioco.

gif via Gobbomalefico.

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Due cervelli in fuga

Ho trovato molto affascinante questa storia. Toccante oserei dire. Mi ci sono ritrovato un po’ anch’io. All’inizio del mio progetto qui a Bristol usavo una linea cellulare di astrociti tumorale umana. Un uomo americano caucasico sui 50 anni (questo è tutto quello che so) donò dopo la sua morte il suo cervello alla scienza. Ora le sue cellule sono disponibili a tutti noi che facciamo ricerca. Ogni volta che le usavo non potevo fare a meno di pensare a quell’uomo, sconosciuto ma allo stesso tempo così vicino a me. Lavoravo ogni giorno con le sue cellule, le conoscevo bene, le nutrivo e le vedevo crescere. Il pensiero andava sempre alla sua generosità. Lo ringraziavo ogni giorno, perché grazie alla sua decisione io lavoravo, avevo una borsa di studio, studiavo, in una parola vivevo. Trovo l’atto di donare il proprio corpo alla comunità dopo la morte un atto di grande civiltà, intelligenza e in definitiva una delle cose più commoventi che un uomo possa fare. Vorrei che fosse fatto lo stesso anche col mio, se dovesse servire alla scienza. Henry Mulaison se fosse stato in Italia non avrebbe potuto farlo, perché la legge non lo permette. Stefano ne parlò qui tempo fa. Inutile che vi dica di chi è la colpa, storicamente, culturalmente ecc. L’avrete capito credo.

La cosa triste è che neppure Jacopo Annese avrebbe potuto fare la carriera che ha fatto se fosse rimasto in Italia. I due cervelli che fra un po’ se ne andranno in giro per gli Stati Uniti per donare a tutti noi più conoscenza del corpo umano, non si sarebbero mai incontrati in un paese come l’Italia. La loro storia, i loro sacrifici, il loro futuro insieme e forse la cura per malattie orribili non sarebbero mai potuti accadere in Italia.

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